Scuole, niente posto fisso: in Calabria solo 163 docenti assunti a tempo indeterminato dal 2015
Negli ultimi dieci anni scolastici la chiamata che sistema la vita lavorativa è arrivata soltanto per un centinaio di insegnanti. Molti di più quelli a contratto annuale, quasi seimila: la metà di loro sono di sostegno
Il posto fisso dietro la cattedra è ormai un miraggio, almeno in Calabria. Se in quasi tutte le regioni, anche del Sud, l’aumento dei contratti a tempo indeterminato nel mondo della scuola è nell’ordine delle migliaia, dal Pollino allo Stretto il plus è di appena 163 unità. Un numero bassissimo, paragonabile nel Meridione soltanto alla Basilicata, che fa segnare un +46, e al Molise, che addirittura ne ha persi 62. Per il resto, tutte le altre regioni dalla Campania in giù hanno aumentato i docenti a tempo indeterminato in ordine di migliaia di unità. Volano, invece, i contratti a scadenza, 4.157 in più negli ultimi dieci anni scolastici; di questi, ben 3.260 sono di insegnanti di sostegno, la metà del totale.
Africo, dopo oltre 30 anni di chiusura, l'edificio scolastico di via F.lli Bandiera torna a vivereLa mancanza di un posto di ruolo all’interno della scuola nella propria regione spinge spesso neolaureate e neolaureati pronti e abilitati all’insegnamento verso il Nord del Paese: nel 2023 erano stati più di 5000 i docenti calabresi fuori sede che avevano fatto richiesta di rientro. Ma con il calo degli alunni sempre più ampio e la conseguente chiusura delle scuole, la macchina diventa sempre più complessa da gestire. E infatti, dal 2015/’16 a oggi, sono stati chiusi 109 istituti.
E così sono sempre più i professori fra i 25 e i 30 anni che raccolgono ricordi, affetti portatili e, in alcuni casi, anche la famiglia per trasferirsi nelle regioni del Nord, in particolare in Lombardia, dove nello stesso periodo di tempo sono stati assunti a tempo indeterminato quasi 30mila professori per le scuole di ogni grado; oppure nel Lazio, dove sono aumentati di un migliaio; o, per non allontanarsi troppo, in Campania e in Puglia, sempre nell’ordine delle migliaia. Il punto focale è che i docenti che partono sono, come detto, nella stragrande maggioranza dei casi ragazzi e ragazze che costruiranno altrove anche una famiglia e i cui figli frequenteranno scuole distanti dalla Calabria. Un cane che si morde la coda.