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13/03/2026 ore 20.15
Attualità

Educare oggi: a Corigliano Rossano un convegno per tutelare i più giovani

Sabato 14 marzo l’IIS Majorana ospita un confronto tra istituzioni e Arcidiocesi di Rossano- Cariati. L’obiettivo è un patto educativo reale, superando la delega passiva per proteggere davvero i minori nella comunità

di Franco Sangiovanni

L'Arcidiocesi di Rossano-Cariati, attraverso il Servizio Insegnamento Religione Cattolica, ha deciso di prendere alla lettera il vecchio proverbio secondo cui “per educare un bambino serve un intero villaggio”, proponendo un aggiornamento necessario per il 2026 attraverso un convegno che si rivolge al mondo educativo nel suo insieme. Sabato 14 marzo, alle 16:00, l’aula magna dell’IIS Ettore Majorana a Corigliano Rossano diventa il centro di una discussione fondamentale su come ricostruire un’alleanza educativa che sembra essersi persa tra messaggi WhatsApp e scadenze burocratiche. Non si tratta del solito incontro per addetti ai lavori poiché l'iniziativa vede la collaborazione stretta tra il Servizio Irc e il Servizio tutela minori diocesano. Il tavolo dei relatori si presenta solido, con Don Giuseppe Scigliano incaricato di aprire le danze introducendo il tema della responsabilità condivisa, mentre suor Angela Paglione, coordinatrice della tutela minori in Calabria, gestirà il ritmo del dibattito. La relazione principale sarà affidata a Chiara Griffini, presidente nazionale del servizio tutela minori della CEI, mentre a chiudere il cerchio interverrà l'Arcivescovo Monsignor Maurizio Aloise. L'invito è stato esteso a tutti, dai presidi ai professori, fino ai rappresentanti dei comuni e alle autorità civili e militari, partendo dall'idea semplice che se un ragazzo vive una fragilità, la soluzione non può restare chiusa in un unico ufficio.

Emerge, però, una provocazione necessaria riguardo al concetto stesso di alleanza, che a volte sembra diventata una scusa per non prendersi le proprie responsabilità. In un contesto dove i genitori agiscono spesso come sindacalisti dei figli contro i professori, con le istituzioni che delegano alla Chiesa la bussola morale dei giovani, l'alleanza rischia di trasformarsi in un minestrone dove nessuno esercita più un'autorità reale. La vera collaborazione non nasce necessariamente dal trovarsi d'accordo su tutto, ma dal coraggio di occupare ognuno il proprio spazio specifico. Forse educare un figlio non richiede solo un villaggio unito ma un luogo dove gli adulti sappiano essere diversi tra loro e abbiano la forza di dire dei no che non vengano sistematicamente scavalcati dall'istituzione vicina. Se l'alleanza serve solo a rendere tutti più permissivi, il rischio è di costruire una gabbia di ovatta intorno ai ragazzi invece di aiutarli a crescere. Ecco perché l'appuntamento al Majorana resta un punto di partenza utile per chiunque voglia capire come collaborare senza pestarsi i piedi e come proteggere davvero chi è vulnerabile, senza aspettarsi ricette magiche ma confrontando sguardi diversi su un problema comune.