L’emigrazione giovanile in Calabria fa polemica ma nessuno (né a destra né a sinistra) ha mosso un dito per frenarla
Il Pd attacca Roberto Occhiuto, ma negli anni presi in esame dai dem ci sono anche i quinquenni Loiero e Oliverio: quando la governance era di centrosinistra, il numero dei ragazzi fra i 25 e i 34 anni che hanno lasciato la regione è comunque aumentato
Sotto i 200mila. Per la prima volta, i ragazzi residenti in Calabria di età compresa fra i 25 e i 34 anni, ovvero i giovani lavoratori e i neolaureati, sono scesi sotto le 200mila unità. Sono rimasti 199.073, per la precisione. Un record negativo che fa paura: appena vent’anni fa, nel 2005, questa fasciacontava 296.588 unità. Il che si classifica in una perdita di sostanzialmente 100mila ragazzi (allora, oggi adulti) che hanno trovato lavoro e famiglia lontano dai propri natali.
Il backgound familiare condiziona ancora gli studi dei ragazzi calabresi: solo il 13% di chi ha genitori con licenza media si laureaUn dato che avevamo già sviluppato nel corso della nostra inchiesta sul reddito di merito, strumento che secondo il presidente Roberto Occhiuto «servirà a trattenere i migliori giovani in Calabria». Dimostrato che l’emigrazione universitaria è in calo (dati MUR) e che invece chi si allontana è chi ha appena conseguito la laurea (e che quindi il reddito di merito non serve a trattenere i giovani nelle Università calabresi, visto che già le scelgono), nel corso della nostra inchiesta abbiamo analizzato anche i motivi della partenza dei giovani, fra i quali spiccano ovviamente gli stipendi bassi.
Una serie di articoli e dati che ha evidentemente interessato il PD calabrese: i dem, con una nota molto dura, hanno attaccato il presidente Occhiuto chiedendo «un piano straordinario per il lavoro qualificato». Tutto giusto, tutto legittimo, per citare (circa) un intellettuale del nostro tempo. Ma il Partito Democratico dimentica un particolare che tanto piccolo non è: nella fascia di tempo presa in considerazione, ovverosia la 2001-2022, ci sono stati ben due governi a trazione centrosinistra.
Durante la giunta Oliverio persi 29mila giovani
L’asino, insomma, casca in modo piuttosto eloquente. Nel loro comunicato, i dem parlano di «un’accelerazione (dell’emigrazione giovanile, ndr) nel secondo decennio». Il che, dati alla mano, è vero fino a un certo punto: dal 2020 al 2025, i 25-34 che hanno spostato la residenza dalla Calabria sono 30mila. Questo vuol dire circa un terzo sui centomila degli ultimi vent’anni. Quindi sì, c’è stata un’accelerazione, ma è un’accelerazione partita (dati ISTAT) da lontano: durante la governance Loiero, durata dal 2005 al 2010, dal Pollino allo Stretto sono partiti esattamente 19.000 giovani, un vero e proprio esodo.
Sinistra Italiana smonta il Reddito di Merito: «Propaganda, giovani via dalla Calabria per cercare opportunità»Ancora peggio va nel quinquennio Oliverio, con un anno (purtroppo) record: fra il 2018 e il 2019, l’emigrazione della fascia 25-34 ha colpito 10.151 persone. Il totale degli emigrati in questa particolare fascia d’età nei cinque anni di governo di centrosinistra è impressionante: dal confronto 2015-16 fino al 2019-2020, 28.100 ragazzi hanno dato un bacio alla propria terra e cambiato residenza. In totale, dei 296.588 giovani 25-34 persi dalla Calabria dal 2005 a oggi, 47.100 hanno salutato mentre in Cittadella c’era il centrosinistra.
L’emigrazione giovanile post-laurea non è un tavolo da poker
I dati riguardanti le governance di centrosinistra Loiero e Oliverio, comunque, non escludono dalle colpe il centrodestra, che detiene due (poco) invidiabili record. Dal 2011 al 2012, durante la giunta Scopelliti, si sono persi 13.670 giovani, il secondo dato più alto dei vent’anni presi in esame. Il primo è in condivisione fra Oliverio, Santelli e Spirlì: fra il 2020 e il 2021, infatti, sono andati via 13.745 giovani.
Capitolo Occhiuto: facendo fede al primo censimento da presidente di Regione, il 2022, durante i suoi anni di mandato l’attuale titolare della Cittadella ha visto partire 12.054 ragazzi fra i 25 e i 34 anni. Insomma, i dati sono con il segno meno per tutte le forze che hanno governato la Calabria. Fra rimpalli di responsabilità e accuse reciproche, urge ricordare alla politica regionale che l’emigrazione giovanile non è un tavolo da poker dove «rilanciare finché nessuno può venire a vedere». È un dramma di una regione che sta davvero perdendo tutti i giovani migliori, quelli che si sono laureati in Calabria e sono stati costretti a trovare lavoro altrove. Non è un tavolo da poker, sono 97.515 storie di chi ha lasciato e non tornerà.