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22/08/2026 ore 11.36
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Emodinamica itinerante, Abonante: «Se allo spoke arriva un infarto, il medico cosa deve fare?»

L’avvocato critica il nuovo modello e chiede di estendere la rete Sca: «Tutti i calabresi devono avere gli stessi diritti degli altri cittadini italiani»

di Redazione Attualità

«Se presso il pronto soccorso di un qualunque ospedale spoke dotato di sala di emodinamica dichiarata agibile e collaudata dall’Asp, e in presenza di un cardiologo emodinamista in servizio, si presenta un paziente con diagnosi di Sca (Sindrome Coronarica Acuta, ndr), come si deve comportare il direttore dell’unità operativa?». È la provocazione contenuta nella nota dell’avvocato Ennio Abonante, che interviene nel dibattito sull’istituzione della cosiddetta “Emodinamica itinerante” in Calabria. Il progetto prevede che un’équipe si rechi settimanalmente negli ospedali spoke della regione per effettuare coronarografie e angioplastiche sui pazienti ricoverati nei rispettivi nosocomi. Una decisione che, osserva Abonante, ha suscitato «grande interesse, soprattutto da parte di esponenti politici dei diversi schieramenti».

L’avvocato, però, invita a guardare alla vicenda partendo dai fatti e dalla propria esperienza personale. «Da gennaio 2021, quando da paziente, ho chiesto che questo servizio venisse attivato in tutti gli spoke ed in particolare a Paola», scrive, ricordando la presenza nella struttura di «un espertissimo emodinamista» e di una sala dotata, secondo quanto riferisce, di «due modernissimi angiografi». Da allora, sostiene Abonante, ci sarebbero state soprattutto «passerelle, condite da proclami e promesse non mantenute», mentre riconosce gli interventi dell’allora consigliere regionale Graziano Di Natale, dei sindaci di Paola e Fuscaldo e delle associazioni del territorio.

Nel merito dell’attuale progetto, l’avvocato invita alla prudenza. «Ad oggi conosciamo solo l’indirizzo contenuto nella deliberazione della giunta regionale», osserva, utilizzando la metafora del «bicchiere colmo a metà»: da una parte l’iniziativa potrebbe rappresentare «una svolta rivoluzionaria» per avvicinare la sanità al paziente, ridurre le liste d’attesa e limitare i trasferimenti; dall’altra, potrebbe rivelarsi insufficiente rispetto alle criticità della rete dell’emergenza-urgenza.

È proprio questo, secondo Abonante, il nodo principale. L’“Emodinamica itinerante”, sostiene, non risolverebbe il problema del trattamento dei pazienti acuti negli ospedali spoke. «Un malato affetto da Sca, che accede ad un qualunque pronto soccorso di uno spoke, non può essere trattato dall’emodinamista eventualmente in servizio, ma deve essere, comunque, trasferito in un centro inserito nella rete dell’emergenza urgenza», scrive.

Una situazione che, a suo giudizio, rischierebbe di creare un paradosso proprio nei casi in cui il fattore tempo è determinante. «Le patologie cardiovascolari sono, per definizione, tempo dipendenti», sottolinea Abonante, secondo il quale un semplice servizio itinerante non sarebbe sufficiente a ridurre il rischio per i pazienti.

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L’avvocato non boccia però in assoluto il progetto. Al contrario, ipotizza che possa rappresentare una fase transitoria, utile a formare e potenziare gli organici. «Voglio pensare, invece, che questa iniziativa abbia una durata limitata e che serva solo ad avviare questo tipo di attività», scrive, consentendo ai professionisti che già lavorano negli spoke di acquisire esperienza nelle procedure di emodinamica.

Abonante concorda anche sul fatto che non sia sufficiente avere una sala di emodinamica per poter definire una struttura pienamente operativa. «È indispensabile che intorno all’interventista ci sia una équipe capace di fare fronte alle eventuali complicanze», afferma. Ma proprio per questo, aggiunge, gli stessi requisiti dovrebbero essere garantiti «da tutte le strutture che attualmente svolgono attività di emodinamica inserite nella rete dell’emergenza urgenza».

Nella sua nota, Abonante solleva quindi anche una questione di uguaglianza nell’accesso alle cure, richiamando gli articoli 3 e 32 della Costituzione. La particolare conformazione del territorio calabrese, le condizioni della viabilità e le distanze dai centri Hub, osserva, renderebbero ancora più difficile garantire tempi di intervento analoghi a quelli di altre aree del Paese. Da qui la domanda che rappresenta il cuore della sua riflessione: in presenza di un paziente con una sindrome coronarica acuta, di un emodinamista e di una sala disponibile in uno spoke, cosa dovrebbe fare il medico? «Deve consentire che l’intervento venga eseguito, salvando una vita umana, ma violando il DM e la delibera della Giunta regionale, oppure deve, comunque, trasferire il malato presso il centro Hub, sottoponendolo al rischio connesso?», chiede l’avvocato. «Tutti saprebbero qual è la scelta più corretta, umanamente, deontologicamente e professionalmente», è la sua conclusione.

Da qui l’appello finale al presidente della Regione Roberto Occhiuto, che ricopre anche la delega alla Sanità: una volta superata la fase di avvio dell’Emodinamica itinerante, secondo Abonante, tutti gli ospedali spoke calabresi dovrebbero essere inseriti nella rete Sca. «Perché tutti i calabresi abbiano gli stessi diritti di tutti gli altri connazionali», scrive, sottolineando come in Calabria ci siano «ottimi professionisti che hanno ancora voglia di lavorare nella loro regione e che attualmente non sono posti nella condizione di farlo».

Per Abonante, il rafforzamento della rete ospedaliera sarebbe inoltre uno degli strumenti per contrastare la mobilità sanitaria passiva. «La mobilità passiva può essere abbattuta solo rendendo gli ospedali performanti ed attrattivi», sostiene. E nella parte conclusiva della sua nota arriva anche un appello politico al governatore: «Se vuole lasciare un segno del suo agire in Calabria, ha una sola strada: avere il coraggio di tagliare e smettere di foraggiare fiere, sagre, concerti, eventi enogastronomici ecc. ecc.» e concentrare le risorse sulla sanità. «Una regione non può definirsi straordinaria, se non è in grado di offrire servizi efficienti, soprattutto nella sanità e nei trasporti», conclude l’avvocato Abonante.