Erosione costiera, sul Tirreno cosentino il mare minaccia la ferrovia. E c’è chi vorrebbe far passare da qui l’alta velocità
Rfi ha annunciato interventi per la messa in sicurezza della tratta. In caso di interruzione Calabria e Sicilia sarebbero tagliate fuori dal traffico su rotaia viste anche le condizioni della linea jonica. Il 15 gennaio i tecnici delle Ferrovie incontreranno i sindaci di San Lucido e Paola
Il maltempo dei giorni scorsi ha messo a dura prova il territorio calabrese. Soprattutto nella zona del Tirreno cosentino si sono registrate grandi mareggiate che hanno minacciato da vicino la rete ferroviaria. Non è certo una novità. L’erosione costiera, soprattutto nel tratto che va da Bonifati a Paola, ha portato il mare a ridosso del binario ferroviario. Più volte nel corso degli anni Ferrovie ha dovuto interrompere la tratta per ragioni di sicurezza o per sopralluoghi sulla tenuta della linea ferrata.
Finora i tentativi di arginare la forza del mare non hanno dato i frutti sperati. I famosi “pennelli” si sono mostrati validi in alcuni punti del litorale tirrenico, molto meno in altri. Anche i grandi massi gettati a ridosso delle spiagge hanno avuto come unico effetto quello di deturpare il paesaggio. La situazione però ora è divenuta allarmante perché davvero il mare rischia di portarsi via i binari in particolare nella zona che va da San Lucido a Paola. Una ipotesi simile significherebbe tagliare fuori dal traffico ferroviario non solo la Calabria ma anche la Sicilia, se si considera la situazione attuale della rete ferroviaria jonica alle prese con una elettrificazione che sembra la tela di Penelope.
I sindaci del comprensorio sono abbastanza allarmati e hanno chiesto un incontro urgente con i tecnici di Rfi. Questi infatti avevano promesso una serie di interventi massicci che sarebbero dovuti partire i primi di dicembre. Ancora però non si è visto nulla. Certo si tratta di interventi massicci che rimettono in discussione anche il tracciato dell’alta velocità. Se questa si farà mai da Praia a Mare in giù la direttrice tirrenica è davvero quella giusta? A giudicare dalla situazione di questo tratto ferroviario sembrerebbe di no. Ma è una valutazione, ovviamente, che spetta ai tecnici.
Nocera Terinese, il mare avanza e distrugge tutto: promesse, allarmi e l’attesa delle barriereTornando a quello che c’è, il prossimo 15 gennaio ci sarà un incontro fra Rfi e i sindaci di Paola, Roberto Perrotta, e di San Lucido Cosimo De Tommaso proprio su richiesta di quest’ultimi. Da quello che si sa a Fuscaldo è stata già avviata una conferenza dei servizi per la validazione del progetto, su Paola il progetto è in fase definitiva mentre a San Lucido manca completamente la progettazione che dovrebbe essere presentata nell’occasione. I tempi però stringono perché come si è visto, ad esempio, in alcuni reel diffusi dal geologo Carlo Tansi, le onde sono vicinissime ai binari e qualche passeggero rischia davvero di trovarsi a prendere un bagno fuori stagione. I numeri dell’erosione parlano chiaro. Secondo uno studio di circa dieci anni fa, di un gruppo di ricercatori guidati proprio dall’ex capo della Prociv regionale Carlo Tansi in poco più di mezzo secolo la costa tirrenica è arretrata di decine di metri
I problemi sono noti: la speculazione edilizia che negli anni ‘70 ha devastato la costa tirrenica soprattutto cosentina ha portato a un gravissimo fenomeno di erosione costiera.
Ma quale Alta velocità, ritardi record per i treni verso la Calabria: sulla Salerno-Reggio i disservizi peggioriAnche la Regione Calabria da parte sua sta provando a prendere provvedimenti. In particolare c’è un progetto da 8,2 milioni di euro per realizzare le cosiddette condotte soffolte, strutture modulari in cemento armato, posate e accostate sul fondale marino. Lungo una linea continua, parallela al litorale e a distanza di almeno cento metri da esso, allo scopo di dissipare l’energia del moto ondoso, favorire lo scorrimento della sabbia verso la riva e contrastarne il ritorno, in modo da limitare l'erosione delle coste. Il progetto ne prevede la realizzazione lungo un tracciato che da San Lucido arriva fino a Falerna. Ancora siamo nella fase preliminare all’appalto, ma questa soluzione tecnica presenta, secondo alcuni tecnici, anche delle controindicazioni. I costi per la loro realizzazione non sono irrilevanti perché devono essere realizzate con una certa larghezza e altezza e in cemento armato e poco possono di fronte a grandi mareggiate. Le barriere poi, interrompendo il naturale scambio tra il mare e la costa, provocano un grave fenomeno di ristagno dell’acqua con effetti inquinanti notevoli.
Eppure qualcosa si deve fare per tutelare uno dei principali motivi di attrazione del turismo in Calabria ovvero la nostra costa. E qui ritorna la domanda: ammesso che l’alta velocità si faccia da Praia in giù, davvero il tracciato più idoneo è la direttrice tirrenica?