Sempre più famiglie povere in Calabria: «La gente deve decidere se curarsi o mangiare»
Il direttore generale del Banco Alimentare di Cosenza Gianni Romeo, ospite del format “Dentro La Notizia” su LaC Tv, racconta una situazione tragica: «Serviamo 140mila famiglie, necessario un aiuto maggiore»
Terzultimi in Europa, dietro la Guyana Francese (che comunque si trova in Sudamerica, pur essendo protettorato transalpino) e Ciudad de Melilla. Il 48,8 per cento della popolazione calabrese, nel 2024, era a rischio povertà o esclusione sociale. Una condizione peggiorata dopo il Covid e che oggi si traduce, sempre più spesso, in una vera e propria scelta di sopravvivenza, come ha raccontato ai nostri microfoni Gianni Romeo, direttore generale del Banco Alimentare di Cosenza, ospite al format di LaC TV “Dentro la Notizia”: «Se una famiglia ha un imprevisto, un problema di saluta, deve decidere se curarsi o mettere in tavola un pasto».
Romeo traccia un resoconto tragico, figlio di tempi durissimi e di un welfare che non aiuta quanto dovrebbe: «C’è una richiesta che aumenta sempre più e quindi abbiamo necessità anche di reperire più prodotti per poter aiutare queste persone», spiega il direttore generale, evidenziando come l’emergenza alimentare non sia più episodica ma strutturale.
Un terzo settore basato sulle associazioni di volontariato
In questo contesto si inserisce il lavoro delle organizzazioni di terzo settore presenti sul territorio: solo in provincia di Cosenza, le realtà che collaborano con il Banco Alimentare sono circa 250. Un sostegno fondamentale, che però non è sufficiente. «A parte il quantitativo di cibo reperibile, per noi è importante anche la qualità», sottolinea Romeo, che poi lancia un appello diretto alle aziende e alla grande distribuzione: «Facciamo un appello affinché siano più generose nel donare prodotti, tenendo presente che le persone che aiutiamo ormai si aggirano su oltre 100mila, fino a 140mila».
Numeri che restituiscono la dimensione reale della crisi, fatta di famiglie sempre più fragili. «Parliamo di tantissime persone», prosegue il direttore generale del Banco Alimentare di Cosenza, «ma soprattutto di tanti bambini e di tanti minori». Ed è proprio sui più piccoli che Romeo insiste maggiormente: «I bambini hanno diritto ad avere un’alimentazione varia e adeguata al loro fabbisogno di crescita. Non possiamo permetterci di considerarli un numero, perché dalla qualità di ciò che ricevono dipende anche il loro futuro».
In totale, in Calabria sono circa 140mila le persone servite dal Banco Alimentare su una popolazione di 1 milione e 830mila abitanti: il 7,65 per cento dei calabresi, in sostanza, non riesce a mettere insieme il pranzo con la cena e chiede aiuto al sistema della solidarietà. Realtà che, oggi più che mai, tengono in piedi un welfare mai così assente.