Ferrovie in Calabria, Galati: «L’Intercity Roma-Jonica è solo l’inizio, ora puntiamo ai treni notte e a nuovi collegamenti»
Dopo il risultato atteso per decenni, il presidente dell’associazione traccia le prospettive: servizi più veloci, rilancio della mobilità, turismo, investimenti e meno isolamento per i territori
Dopo il ritorno dell’Intercity Roma-Jonica, un risultato storico atteso da oltre vent’anni, il dibattito sul futuro del trasporto ferroviario in Calabria torna al centro dell’attenzione. Ma quali sono le prossime sfide? È davvero possibile riportare i treni notte verso il Nord? E quanto può una rete ferroviaria più moderna contribuire a ridurre l’isolamento della regione, favorire il turismo e contrastare lo spopolamento? Ne parliamo con il presidente dell’Associazione Ferrovie in Calabria, Roberto Galati, protagonista di una lunga battaglia che ha contribuito a cambiare il destino della ferrovia jonica e a rilanciare il ruolo del treno nella mobilità calabrese.
Dopo 24 anni è tornato l’Intercity sulla fascia jonica. Quanto vale questo risultato e quali sono stati i passaggi decisivi che hanno permesso di raggiungerlo?
«Il ritorno del collegamento diretto Intercity tra la Locride, il Soveratese, Catanzaro e Roma Termini rompe un vero e proprio “incantesimo” negativo che durava da oltre vent’anni. Dopo la soppressione degli ultimi treni notturni nel 2011, la Ferrovia Jonica aveva conosciuto un lungo periodo di progressivo impoverimento dei servizi, con collegamenti limitati tra Reggio Calabria e Taranto effettuati dalle vecchie automotrici ALn 668, mezzi dal fascino storico ma non certo adeguati a un servizio Intercity. Le battaglie dell’Associazione Ferrovie in Calabria hanno portato prima all’introduzione delle tradizionali carrozze Intercity trainate dalle locomotive diesel D445 nel 2018 e, successivamente, dal 2024, all’impiego dei moderni treni ibridi HTR 412 acquistati da Trenitalia con fondi PNRR. Proprio questi convogli hanno consentito di estendere i collegamenti fino a Villa San Giovanni, Bari e Lecce, aprendo la strada all’idea di riportare il collegamento diretto con Roma. Il percorso è iniziato nell’aprile 2024 con un dossier consegnato ai senatori Furgiuele e Rapani ed è proseguito attraverso numerosi incontri con la Regione Calabria e gli assessori Giovanni Calabrese e Gianluca Gallo. Determinante è stata anche la consultazione pubblica avviata dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti nel dicembre 2025 in vista della nuova gara per il Servizio Universale di Trenitalia: l’Associazione è stata l’unica realtà calabrese a segnalare formalmente l’assenza del collegamento Intercity tra la fascia jonica e Roma, proponendo una soluzione concreta grazie ai treni HTR 412, che consentono anche il ritorno delle storiche “carrozze dirette” con aggancio e sgancio a Lamezia Terme Centrale. Fondamentale è stato inoltre il sostegno istituzionale dei Comuni di Soverato e Roccella Jonica.»
Lei sostiene che questa non è una vittoria definitiva. Quali sono le prossime priorità dell’Associazione Ferrovie in Calabria e quali sono le battaglie che intendete portare avanti nei prossimi anni?
«Il ritorno dell’Intercity diurno con Roma rappresenta soltanto un punto di partenza. L’obiettivo successivo è il ripristino di un collegamento Intercity Notte con carrozze letto e cuccette verso Milano Centrale e Torino Porta Nuova, servizio soppresso nel 2011. Il progetto potrà diventare realtà grazie alle nuove locomotive bimodali E406, alimentate sia in modalità diesel sia elettrica, acquistate da Trenitalia. Saranno necessari tempi lunghi per le omologazioni e l’entrata in servizio dei nuovi mezzi, ma è fondamentale iniziare subito il lavoro progettuale e istituzionale per arrivare a questo risultato.»
Tra le vostre proposte c’è un nuovo collegamento Intercity tra Crotone e Roma via Sibari. Quali territori ne beneficerebbero e quale impatto potrebbe avere sullo sviluppo economico, turistico e sociale della Calabria?
«Quando si parla della Ferrovia Jonica bisogna guardare anche al Crotonese e alla Sibaritide. Sebbene l’elettrificazione della linea tra Catanzaro Lido, Crotone e Sibari consentirà in futuro l’arrivo dei Frecciarossa, i ritardi dei lavori rendono oggi più realistica l’attivazione di un collegamento Intercity con i treni HTR 412 fino a Roma. L’Associazione sta lavorando su questa proposta insieme al Comitato Magna Graecia e all’Unione delle Associazioni della Riviera dei Cedri e del Pollino, ricevendo il sostegno dei Comuni di Crotone e Cosenza. Un nuovo collegamento ridurrebbe l’isolamento ferroviario, soprattutto di Crotone, che oggi rappresenta il territorio più penalizzato. Migliorerebbe l’accessibilità di un’area a forte vocazione turistica e offrirebbe ai cittadini un’alternativa concreta all’autobus o al Frecciarossa raggiungibile soltanto da Sibari.»
Chiedete anche un ripensamento dell’attuale Intercity della Jonica, con un servizio dedicato e tempi di percorrenza più rapidi. In concreto, come cambierebbe il viaggio per i passeggeri e quali vantaggi offrirebbe rispetto all’attuale organizzazione del servizio?
«Per rendere realmente competitivo il nuovo Intercity è necessario istituire un servizio specificamente dedicato alla fascia jonica, riducendo il numero delle fermate e separandolo dall’attuale servizio tirrenico. La proposta prevede un collegamento Roma-Reggio Calabria articolato in due sezioni: una via Paola, Cosenza, Sibari e Crotone e l’altra via Lamezia Terme, Catanzaro Lido e Roccella Jonica. Le due sezioni verrebbero unite e separate nella stazione di Paola, mentre tra Roma e Paola il treno effettuerebbe esclusivamente le principali fermate, riducendo sensibilmente i tempi di percorrenza.»
Guardando al futuro, quanto è realistico il ritorno degli Intercity Notte con carrozze letto e cuccette verso Milano e Torino? Quali condizioni devono verificarsi perché questo progetto possa finalmente diventare realtà?
«Il ritorno degli Intercity Notte è un obiettivo concreto, anche se richiederà tempi non brevi. La disponibilità delle nuove locomotive bimodali E406 rappresenta il presupposto tecnico fondamentale per ripristinare i collegamenti notturni soppressi nel 2011. Prima dell’avvio del servizio saranno però indispensabili le omologazioni tecniche e il completamento delle procedure previste. Per questo motivo l’Associazione ritiene necessario avviare subito il confronto con le istituzioni e con Trenitalia affinché il progetto possa essere inserito nella futura programmazione nazionale.»
La Calabria continua a soffrire di un forte divario infrastrutturale. Quanto può incidere una rete ferroviaria più efficiente nel contrastare lo spopolamento, favorire il turismo, attrarre investimenti e sostenere lo sviluppo economico della regione?
«La storia dimostra quanto le ferrovie abbiano inciso sullo sviluppo della Calabria. La Ferrovia Jonica, inaugurata nel 1875, e quella Tirrenica, completata nel 1899, hanno trasformato profondamente il territorio, favorendo la nascita e la crescita dei centri costieri che prima praticamente non esistevano. Oggi il problema non è tanto infrastrutturale quanto legato alla qualità e alla quantità dei servizi. Negli ultimi anni, grazie all’impegno della Regione Calabria e di Trenitalia, parte del divario è stato colmato, ma la fascia jonica continua a soffrire un forte isolamento ferroviario che penalizza turismo ed economia. Una delle criticità più evidenti riguarda l’assenza di collegamenti regionali diretti tra le due parti della fascia jonica e Lamezia Terme Centrale: il cambio obbligatorio a Catanzaro Lido scoraggia molti viaggiatori, soprattutto i turisti che arrivano in aereo all’aeroporto di Lamezia. Se per raggiungere Pizzo basta un solo treno, per arrivare a Soverato ne servono due. Anche il nuovo Intercity per Roma rappresenta quindi un primo passo per rendere più facilmente raggiungibili sia Lamezia sia il suo aeroporto.»
L’Associazione Ferrovie in Calabria si avvia a celebrare vent’anni di attività. Guardando a questo lungo percorso, quale ritiene sia stata la conquista più importante raggiunta e quale, invece, è il sogno che vorrebbe ancora realizzare per i cittadini calabresi?
«Le conquiste più importanti sono state due. La prima riguarda lo sviluppo del turismo ferroviario, con il ritorno del Treno della Sila nel 2016 e, successivamente, dei convogli storici della Fondazione FS Italiane, come il Treno degli Dei, tornato a percorrere le linee calabresi dal 2021. A questo si aggiunge il progetto “Railtour - Viaggia in Treno e Scopri la Calabria”, che ogni anno coinvolge migliaia di persone e numerose scolaresche, valorizzando il trasporto regionale come strumento di promozione turistica. La seconda grande conquista è proprio il ritorno dell’Intercity Roma-Jonica. In vent’anni l’Associazione è riuscita a riportare il treno al centro del dibattito sulla mobilità regionale e a trasformare molte delle proprie proposte in risultati concreti. Resta ancora molto da fare, ma la convinzione è che questo percorso possa proseguire.»
Un’ultima domanda. Che fine ha fatto lo storico Treno della Sila, simbolo del turismo ferroviario calabrese, per il quale vi siete battuti tanto? Quando potremo rivedere in servizio la storica locomotiva a vapore FCL 353?
«Il Treno della Sila rappresenta una delle più importanti conquiste dell’Associazione, ma mantenerlo in esercizio non è semplice. Ferrovie della Calabria, proprietaria del convoglio storico e della locomotiva a vapore FCL 353, deve confrontarsi con normative di sicurezza sempre più rigorose imposte da Ansfisa, che hanno determinato nel tempo diverse sospensioni del servizio. Attualmente la storica locomotiva FCL 353 è sottoposta a manutenzione e il servizio viene effettuato con il locomotore diesel Lm4 606 dei primi anni Settanta. Nei prossimi giorni prenderà il via la nuova stagione estiva del Treno della Sila, con l’auspicio che la storica locomotiva a vapore possa tornare presto a sbuffare lungo la ferrovia silana fino a San Giovanni in Fiore.»