Foto di donne rubate su siti sessisti, il Garante regionale per le vittime di reato: «Non siete sole, difendersi è possibile»
Antonio Lomonaco sottolinea che non esistono zone franche, neanche sul web: «Nostro ufficio a disposizione di chi ha scoperto di essere vittima di questa forma di violenza». E invita la Regione Calabria a fare la sua parte
«Le donne rimaste vittime del vergognoso mercimonio di immagini diffuse sul web non sono sole. Ripeterlo non è retorica, ma un atto indispensabile per accrescere la consapevolezza: difendersi è possibile e non esistono zone grigie né zone franche, neppure nella dimensione digitale». È quanto afferma in una nota Antonio Lomonaco, garante regionale per la tutela delle vittime di reato, il cui ufficio – assicura – è a disposizione di tutte le donne che abbiano scoperto di essere state vittime di questo come di altri reati connessi alla diffusione impropria di immagini online.
Chiuso il forum Phica.eu anche grazie alla denuncia dell’attivista cosentina Dalia Aly«Con forza – aggiunge –, chiederemo alla Regione Calabria che verrà di farsi parte attiva e diligente nel contribuire al Piano Strategico Nazionale contro la violenza maschile sulle donne 2025-2027. Al tempo stesso, dalla Calabria deve partire la sollecitazione all’Europa affinché diventi realtà la direttiva comunitaria che mira a riconoscere i reati di violenza contro le donne – digitali inclusi – come reati gravi a livello UE (art. 83 TFUE). Le leggi a tutela delle vittime in Italia già esistono. Ciò che non deve mai mancare è il sostegno quotidiano. Quando l’eco mediatica di questi fatti svanirà, spostandosi altrove, sarà fondamentale non dimenticare: perché per ogni donna adulta che oggi subisce, ci sono giovani donne che si affacciano alla vita e devono essere messe nelle condizioni di riconoscere il pericolo e sapere che denunciarlo non le rende due volte vittime, ma le trasforma in protagoniste di una società più educata e consapevole».