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25/01/2026 ore 18.46
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Giustizia e progetto nelle scuole a Catanzaro, l’Unione degli studenti: «Porteremo nelle aule le ragioni del No»

Infuria la polemica sull’iniziativa della Camera penale: «Quando i luoghi della formazione e del pensiero critico diventano strumenti di propaganda istituzionale viene messa in discussione la credibilità dell'informazione pubblica»

di Redazione Attualità

«È recente la notizia del progetto di iniziative dedicate al referendum nelle scuole di Catanzaro, sottoscritto dall'Osservatorio Miur e dalla Camera penale. Nel documento si fa esplicito riferimento a "campagne pubblicitarie e slogan che mettano in luce le ragioni per il SÌ al referendum sulla giustizia”. Ancora una volta le scuole vengono trasformate in un terreno di manipolazione ideologica, piegate agli obiettivi politici del Ministero e del Governo». A sostenerlo, in una nota è l'Unione degli studenti.

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«Quando i luoghi della formazione e del pensiero critico diventano strumenti di propaganda istituzionale - prosegue la nota - viene messa in discussione la credibilità dell'informazione pubblica. È inaccettabile che la scuola venga usata per promuovere una sola posizione politica. La scuola dovrebbe essere uno spazio libero, in cui si costruisce coscienza critica, non un megafono per le scelte del Governo».

«Di fronte a iniziative come queste - dicono gli studenti - non arretriamo. Se il Governo decide di fare campagna per il Sì nelle scuole, saranno le studentesse e gli studenti a organizzarsi per garantire un vero confronto democratico. Non permetteremo che il referendum venga raccontato in modo unilaterale. Ci organizzeremo per portare le ragioni del No al referendum del 22 e 23 marzo. La partecipazione e la democrazia non si impongono dall'alto: si costruiscono dal basso. La scuola non è propaganda. La scuola è confronto, autonomia e libertà».

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La Rete degli studenti: «Propaganda monovoce del Governo»

«Apprendiamo dalla stampa quanto sta accadendo a Catanzaro, dove il comitato per il Sì sta entrando nelle scuole per indottrinare gli studenti in vista del referendum. L'osservatorio Miur, infatti, insieme all'osservatorio Giovani e il consiglio direttivo della Camera penale Alfredo Cantafora hanno firmato un progetto, con l'obiettivo di sensibilizzare “alle tematiche del diritto le ultime tre classi degli istituti superiori di secondo grado”». Lo afferma in una nota la Rete degli studenti.

«Un'operazione - prosegue la nota - di propaganda in vista del referendum, come è scritto nero su bianco nel testo del progetto: "l'attenzione ricadrà sul tema della separazione delle carriere”, “Gli osservatori organizzeranno eventi sociali, forum nonché campagne pubblicitarie e slogan che mettano in luce, per la comunità tutta, le ragioni del Sì sul referendum della Giustizia”».

«Una propaganda monovoce da parte del Governo, che qualche mese fa diramava una circolare sulla par condicio per parlare di Gaza nelle scuole - spiega Bianca Piergentili, coordinatrice regionale della Rete degli studenti medi del Lazio -. Un vergognoso doppiogiochismo da parte di Meloni, che invece di utilizzare le scuole per invitare al voto le nuove generazioni, spiegando in maniera neutra le ragioni del voto, sceglie di fare propaganda per la propria parte. Noi non ci spaventiamo. La propaganda che sta facendo il governo è ridicola e vergognosa. Gli studenti sanno da che parte stare: voteremo no per tutelare la nostra democrazia e la Costituzione». 

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