Gratteri ai giovani: «Impegnatevi in politica per non lasciare spazio ai figli degli ‘ndranghetisti»
La battaglia del procuratore di Napoli contro l’astensionismo: «La gente non va più a votare perché non può scegliere». Le dichiarazioni a Grimaldi a margine della presentazione del libro Cartelli di Sangue
Di Cartelli di Sangue, il libro edito da Mondadori scritto a quattro mani da Nicola Gratteri con il professor Antonio Nicaso, nell’appuntamento organizzato con il magistrato in Piazza Giuseppe Amantea, a Grimaldi, si è parlato molto poco. Il Procuratore della Repubblica di Napoli, sollecitato dalle domande del giornalista Fabio Mandato e del docente di pedagogia dell’antimafia dell’Unical, Giancarlo Costabile, ha invece scelto di accantonare i panni dello scrittore per indossare quelli del politico, risultati senza sorpresa a lui perfettamente calzanti e congeniali, soprattutto alla luce del risultato che Gratteri ha ottenuto in qualità di cassa di risonanza delle ragioni del NO al referendum sulla giustizia.
Battaglia che ha lasciato il segno
Uno scontro che, ha ammesso, ha lasciato il segno: «Mi ha cambiato; mi ha reso più duro, più determinato. Ho sofferto nel vedere la viltà degli attacchi di certa stampa e i voltafaccia di gente che mi era stata amica, e che quindi in passato aveva recitato, salvo poi gettare la maschera. Ho visto da vicino cos'è l'ingratitudine, la pochezza, la codardia. Ed anche la vigliaccheria di chi non ha esitato a salire sul mio carro solo a un certo punto, quando ormai il sostegno al NO stava producendo una netta rimonta nei sondaggi, risultando quindi come probabilmente vincente».
Stoccata contro l’autonomia differenziata
Nell’appuntamento introdotto dai saluti del sindaco Paolo Silla e della presidente del consiglio comunale Ramona Bruni, Gratteri non rinuncia a lanciare una stoccata contro l’autonomia differenziata: prima bisogna mettere mano alle infrastrutture della Calabria, dice, per consentire ai territori di recuperare il gap con le regioni del Nord: «Qualcuno pensa che la priorità del Mezzogiorno sia il Ponte sullo Stretto di Messina. Io credo sia portare l’acqua nelle case, la linea ferroviaria ad alta velocità di cui non si parla più, collegamenti stradali rapidi e sicuri alla stregua di quelli fruibili in regioni come il Veneto o l’Emilia Romagna. E la sanità; perché abbiamo portato negli ospedali bravissimi medici cubani ma la vera missione è quella di attrarre i luminari calabresi che esercitano al Nord e all’estero».
Il ruolo dei giovani
Sui giovani Gratteri non ha dubbi: «È interesse di tutti che rimangano in Calabria. Ma la politica deve essere più generosa nell’ascolto e nella visione orientata a garantire opportunità anche nei centri delle aree interne dove si percepisce maggiore qualità della vita, maggiore pulizia morale rispetto a certo palazzi del potere. Quello dei giovani è un tema a me molto caro – ha aggiunto il procuratore di Napoli - Serve lavorare per non costringere i ragazzi ad emigrare, ad andare altrove per trovare una vita migliore. Ma penso pure che non basta solo studiare. Bisogna essere anche un po' altruisti. Occupare gli spazi, impegnarsi nel sociale. E impegnarsi in politica. Non è una bestemmia – ha ribadito Gratteri – Impegnarsi in politica è necessario per non lasciare la gestione della cosa pubblica in mano ai figli degli ‘ndranghetisti».
Viaggio tra droga e corruzione
Cartelli di Sangue è un viaggio lungo le rotte della droga e dentro la rete di interessi economici e corruzione che con la droga si intersecano partendo dal Sudamerica, in particolare dai margini della foresta amazzonica e delle selve colombiane, per giungere nei porti di Amsterdam, Rotterdam e di Gioia Tauro. Nel mentre la criminalità organizzata muta, cambia aspetto, si evolve, opera sul dark web e con le monete elettroniche: «Spesso non siamo pronti a contrastare questi fenomeni. Alla Procura di Napoli, la più grande d’Europa, dal 2022 al 2026 qualche risultato lo abbiamo ottenuto. Le richieste di rogatorie internazionali sono passate da 22 a 68 – dice Gratteri snocciolando qualche dato – Le demolizioni di immobili abusivi da 70 a 181. Abbiamo definito 6.500 fascicoli in più e inflitto 450 misure cautelari, confermate dai giudici al 95 percento. Non si dica che con Gratteri in Calabria sono cresciuti i risarcimenti di ingiusta detenzione – ha poi sbottato – perché una più attenta lettura dei numeri rimanda a procedimenti precedenti dal mio incarico alla guida dell’ufficio di Catanzaro».
Bisogna andare a votare
Tornando alla politica, il magistrato conferma le sue posizioni differenti rispetto ai recenti provvedimenti assunti soprattutto nell’ambito delle nuove norme sulla regolamentazione dei processi: «Dalla Cartabia in poi cancellerei tutte le riforme, tranne quelle introdotte sulla Cybersicurezza». E sul dilagare dell’astensionismo è lapidario: «La gente non va più a votare perché non può scegliere».
Per il referendum però, si è avvertita una inversione di tendenza. Per questo Gratteri non si fa pregare nell’impiegare il proprio appeal con i cittadini per invitare a gli elettori a non rimanere a casa: «Non andare a votare produce meno democrazia, meno rappresentatività. Lasciare agli altri le scelte politiche che poi influiscono anche sulla nostra vita, spesso finisce con l’alimentare i centri di potere. Non so se c’è un imbarbarimento della politica – ha concluso – Però una certa durezza di certa politica è lo specchio di questa società. Non pensiamo che i politici vengano da Marte: sono il prodotto di questa società in cui c’è ignoranza, c’è gente che legge e non capisce cosa legge, c’è gente che discetta di sentenze senza avere i rudimenti del diritto».
Spazio collettivo di emancipazione e liberazione
Giancarlo Costabile ha posto l’accento sul valore della formazione e della sensibilità verso il civismo e l’antimafia. In questa ottica, ha sottolineato, «Nicola Gratteri è il simbolo del cambiamento della Calabria e del Paese. Trasforma il proprio tempo privato in uno spazio di emancipazione, in uno spazio collettivo di liberazione. L’appuntamento di Grimaldi, anche se calato in una piccola realtà, è la dimostrazione di come si avverta la necessità di riappropriarci, tutti insieme, dei nostri spazi vitali ad ogni livello. La Calabria cambia se tutti i calabresi in tutti i territori scelgono un nuovo registro culturale, un nuovo registro morale. Senza legalità non c'è sviluppo, questo è un messaggio che deve partire da ogni realtà della Calabria. Non siamo schiavi dell'ndrangheta, non siamo costretti a vivere di pane e corruzione. Questo è il momento del riscatto, della riscossa e della liberazione».