Gratteri boccia le norme anti-maranza: «Tanto rumore per nulla. Servono psicologi nelle scuole e processi più rapidi»
Il procuratore capo di Napoli critica il pacchetto di misure del Governo Meloni contro la microcriminalità giovanile: «Riguarda solo 60 casi l'anno». Poi rilancia: «Basta tifoserie sulla giustizia. Per fermare la devianza servono anche riforme che rendano più veloce il sistema penale»
Le nuove misure annunciate dal Governo Meloni per contrastare la microcriminalità giovanile non convincono il procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri. Ospite della trasmissione In Onda su La7, il procuratore ha criticato il pacchetto di norme ribattezzato "anti-maranza", sostenendo che l'intervento rischia di avere un impatto limitato e di non affrontare le reali cause del fenomeno.
«Le norme anti-maranza? Tanto rumore per nulla. Sono norme annunciate con tanta enfasi, ma poi sostanzialmente riguardano solo 60 casi l'anno», ha dichiarato il magistrato, riferendosi alla proposta di rafforzare l'imputabilità dei minorenni tra i 14 e i 18 anni, uno dei punti centrali del disegno di legge sulla sicurezza.
Secondo Gratteri, inoltre, lo stesso percorso parlamentare del provvedimento appare incerto. «Già abbiamo letto che l'onorevole Enrico Costa di Forza Italia dice che il Ddl slitterà e non si farà in tempo ad applicarlo in questa legislatura», ha osservato.
Per spiegare le sue perplessità, il procuratore ha richiamato i dati diffusi da Save the Children sulle sentenze di non luogo a procedere per accertata immaturità dei minori tra i 14 e i 18 anni.
Le statistiche mostrano un calo costante negli ultimi vent'anni: dai 256 provvedimenti registrati nel 2004 si è passati a 110 nel 2014, fino ad arrivare a soli 60 nel 2024. A questi si aggiungono appena quattro proscioglimenti pronunciati dal Tribunale per i minorenni per lo stesso motivo.
Per Gratteri si tratta di numeri marginali rispetto alle migliaia di procedimenti che ogni anno interessano adolescenti di quella fascia d'età, motivo per cui ritiene sproporzionata l'attenzione politica rivolta a questa specifica misura.
Il procuratore ha poi allargato il ragionamento al dibattito politico sulla giustizia, criticando quella che definisce una contrapposizione ideologica ormai consolidata.
«Vedo sempre delle tifoserie: la sinistra parla solo dei massimi sistemi e di cultura, la destra parla di legalità, ovviamente tranne che per i reati che riguardano la pubblica amministrazione o i colletti bianchi. E allora si fa sempre questo discorso: o questo o quello. Ma non possiamo fare tutte e due le cose?».
Per il magistrato sicurezza, prevenzione e interventi culturali dovrebbero procedere insieme, senza essere considerati percorsi alternativi.
È proprio sulla prevenzione che Gratteri concentra la parte più significativa del suo intervento a La7. Secondo il procuratore, il contrasto alla devianza minorile dovrebbe partire dagli istituti scolastici, attraverso investimenti strutturali capaci di intercettare il disagio prima che si trasformi in criminalità.
«Non possiamo pensare a riforme che riguardano la scuola a tempo pieno già dalle scuole elementari e dalle scuole medie? Non possiamo pensare anche a uno psicologo in una scuola media, uno psicologo al liceo per aiutare questi ragazzi in difficoltà? In questo modo si può capire già prima che commettano il reato se potenzialmente possono essere pericolosi», ha spiegato.
Gratteri ha infine rivolto lo sguardo al sistema penale, sostenendo che gli ultimi provvedimenti in materia di sicurezza abbiano privilegiato l'inasprimento delle pene senza incidere realmente sull'efficacia della risposta dello Stato.
«Sono necessarie delle riforme che servano veramente a velocizzare i processi e a dare veramente risposte sulla sicurezza», ha affermato.
Secondo il procuratore, aumentare soltanto il limite massimo della pena non produce effetti concreti. «Ogni volta che c'è un decreto sicurezza si aumenta la pena massima di uno o due anni, ma non cambia nulla. È il minimo della pena che bisogna alzare, sopra i quattro anni, altrimenti in carcere non si va».