Sezioni
Edizioni locali
06/03/2026 ore 06.15
Attualità

Guerra in Iran, Raniolo: «Più a lungo si protrarrà il conflitto, più l’Italia rischia un coinvolgimento»

Secondo il docente dell’Unical, il perdurarsi delle ostilità nuocerebbe al nostro Paese: «Il posizionamento eccessivamente pro Atlantico del nostro Governo potrebbe essere un problema: se la guerra andrà avanti è probabile che ci saranno richieste logistico-militari»

di Francesco La Luna

Tutti gli occhi sono puntati sul Medio Oriente. Mentre continuano a esplodere bombe, ci si chiede quale sarà il prosieguo del conflitto che sta coinvolgendo, per ora, USA, Israele, Iran e monarchie del Golfo. Il docente di Scienza Politica all’Unical, Francesco Raniolo, mette le cose in chiaro: «Quando parliamo di escalation spesso si sovrappongano due significati impliciti diversi, cioè la durata e l’allargamento geografico del conflitto. Sono due aspetti che in realtà andrebbero tenuti separati, anche se ovviamente possono intrecciarsi in modo drammatico».

Iran, Crosetto e Tajani in Aula: «Difesa aerea ai Paesi del Golfo e a Cipro. Se Usa chiederanno basi torneremo in Parlamento»

«Per quanto riguarda la durata dei conflitti, l’esperienza degli ultimi decenni – spiega Raniolo – ci ha dimostrato che le cosiddette guerre lampo in realtà non esistono quasi mai. All’inizio della guerra in Ucraina, per esempio, diversi analisti pensavano che il conflitto sarebbe durato poche settimane. Invece siamo entrati ormai nel quarto anno di guerra e questo ci insegna che le previsioni sulla durata di un conflitto sono estremamente difficili».

Guerra in Iran, Raniolo: «Trump sembra avere le idee confuse»

Nonostante questo, però, Donald Trump ha recentemente affermato che la guerra terminerà subito: «La Casa Bianca, da questo punto di vista, ha le idee un po’ confuse – dice Raniolo – mentre gli israeliani hanno avvertito la popolazione che il conflitto sarà più lungo. Credo che anche a Washington l’Intelligence sia preparata a una guerra di lunga durata, anche perché il tutto è legato alla natura del conflitto che si è innescato nella regione, visto che coinvolge una potenza regionale come l’Iran».

Iran dopo Khamenei, Trump ad Axios: «Mojtaba inaccettabile, devo scegliere io la Guida Suprema»

A rischiare di prolungare lo scontro, spiega il docente Unical, anche le tecniche di guerra non convenzionali di Teheran, basate sull’utilizzo dei droni: «Gli analisti internazionali parlano di una disponibilità di ancora 80mila droni, quindi strategie che tendono verso un’estensione temporale del conflitto: si tratta di armi con un costo di produzione fra i 20mila e i 60mila euro, decisamente meno del milione di euro impegnato per un missile e con eguale efficacia». Questo l’aspetto temporale. Quello geografico non è più confortante.

Gli episodi in Cipro e Turchia e la guerra che bussa alle nostre porte

La guerra si è già allargata oltre i confini iraniani andando a colpire le Monarchie del Golfo, Cipro e la Turchia, ovverosia due avamposti europei verso i territori a Est: «Questa non è la guerra degli USA – premette Raniolo – ma la guerra di Israele che vuole chiudere i conti con uno dei suoi principali nemici nonché fiancheggiatore di Hezbollah ed Hamas». Data la premessa, il coinvolgimento della Turchia si spiega con il controllo della zona, da sempre fonte di contrasto fra Teheran e Ankara: «Il tentativo di Washington di saldare l’asse con Tel Aviv e Ryiad in realtà si scontra con una visione molto più ampia. Ci sono molti elementi che ci fanno pensare che questo sia un conflitto decisamente più vasto».

Guerra Iran, Coldiretti: «Rischio concreto di un nuovo shock energetico». Previsti nuovi rincari sulla filiera

E l’Italia? Che conseguenze avrà? «Ci potrebbero essere due tipi di conseguenze – spiega Raniolo – una di tipo economico, l’altra di tipo migratorio». Quella economica è già sotto gli occhi di tutti: «Tutti gli analisti stanno evidenziando l’aumento dei costi del petrolio e del gas naturale: il blocco del Golfo di Hormuz ha fermato il passaggio delle navi petrolifere e questo ha portato all’aumento delle assicurazioni per gli armatori, non siamo ai livelli dell’invasione russa in Ucraina, ma il protrarsi del conflitto potrebbe farci arrivare a quel punto». E sull’aspetto migratorio? «Potrebbe esserci anche un flusso importante, come successo con la Siria, ancor più se dovesse esserci una destrutturazione dell’ordine regionale anche perché l’Iran è un Paese da 93 milioni di abitanti»

Il ruolo dell’Italia: «Da solo, il nostro Paese conta poco»

Per quanto riguarda invece il ruolo dell’Italia, Raniolo spiega così la situazione: «L’Italia è stretta fra l’incudine dell’Unione Europea e il martello degli USA. L’UE ha una posizione frastagliata anche fra Paesi apparentemente allineati, basti pensare alla Spagna o all’Inghilterra, che pure non fa più parte dell’Unione: sono due Paesi che hanno subito il peso della seconda Guerra del Golfo con gli attentati a Londra e a Madrid nel 2005 e nel 2004». Secondo il docente Unical, «l’allineamento eccessivamente pro Atlantico del nostro Governo potrebbe essere un problema, soprattutto se la guerra dovesse andare avanti: in quel caso, è probabile che ci potranno essere richieste logistico-militari come l’utilizzo delle basi o i servizi di intelligence, perché una guerra nel Medio Oriente passa anche dal Mediterraneo».

Iran, Campana (Avs): «Il petrolio sale, la guerra in Medio Oriente presenta il conto alla Calabria»

Tutto ciò che è arrivato a valle, però, parte da un problema a monte: la crisi del diritto internazionale. «Quello che si sta verificando dall’invasione dell’Ucraina in poi, ma che si era già visto dalla guerra in Siria, è lo svincolamento della forza, cioè l’idea che le relazioni internazionali – dice Raniolo – si possano condurre ancora come accadeva nell’800: un'idea che portò alle due guerre mondiali. In questo scenario, in cui la forza prevale e il diritto perde peso, il nostro Paese rischia di essere stritolato. L’Italia è una media potenza se collocata nell’UE, fuori da Bruxelles siamo deboli». L’Italia, dunque, si trova fra incudine e martello in un momento storico già difficile da decifrare. E con la guerra che rischia di bussare alle porte dell’Europa, le conseguenze sul costo della vita sono già davanti agli occhi di tutti.