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17/05/2026 ore 19.12
Attualità

Guerre e rincari energetici soffocano imprese e famiglie, l’esperto “calabrese” Bonanno: «Spingere sulle rinnovabili»

Dalle tensioni globali al caro energia, cresce la pressione su aziende e nuclei familiari. L’energy manager originario di Palermo (ma vive da anni nel Cosentino) avverte: «L’instabilità dei prezzi sta erodendo margini, consumi e futuro»

di Franco Sangiovanni

L’instabilità geopolitica globale continua a dettare i ritmi dell’economia reale proiettando un’ombra pesante sulla quotidianità di imprese e consumatori. I venti di guerra che soffiano sui mercati internazionali, dal mai risolto conflitto tra Russia e Ucraina fino alle recenti tensioni tra Stati Uniti e Iran, si traducono immediatamente in un rincaro dei prodotti energetici, con ripercussioni a cascata che vanno ben oltre il semplice aumento del prezzo alla pompa di benzina. A tracciare un quadro lucido e preoccupante della situazione è Peppino Bonanno, Energy Manager originario di Palermo ma calabrese d’adozione (vive da anni a Cassano all’Ionio) ed esperto per le energie rinnovabili, che analizza come la volatilità dei mercati stia progressivamente soffocando il tessuto produttivo e i bilanci familiari.

Secondo Bonanno, il vero nemico delle imprese in questo momento storico non è soltanto il livello elevato dei costi, ma la loro assoluta imprevedibilità: «Le tensioni internazionali hanno determinato un rincaro di tutti i prodotti energetici, dal petrolio al gas – spiega Bonanno –ma il problema principale per l'economia è l'instabilità. La continua variabilità dei prezzi impedisce alle aziende produttrici di determinare con precisione i costi strutturali dei propri prodotti. Con un prezzo di vendita spesso fisso e costi variabili in costante aumento, i margini di guadagno di tutte le imprese si stanno drasticamente riducendo». Una contrazione della redditività che mette a rischio la sopravvivenza stessa di molte realtà produttive, impossibilitate a pianificare investimenti a lungo termine.

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Le difficoltà del mondo aziendale non restano confinate all'interno dei cancelli delle fabbriche. Il meccanismo di trasmissione della crisi arriva dritto al consumatore finale, impattando pesantemente sulla gestione mensile delle famiglie. Il rincaro si avverte sia in maniera diretta, attraverso l'impennata delle bollette elettriche e termiche, sia, soprattutto, in modo indiretto attraverso l'inflazione e il carovita: «Nel momento in cui i costi di produzione aumentano, anche il carrello della spesa subisce un riflesso negativo. È un effetto a cascata – sottolinea Bonanno – ed è fondamentale incentivare le famiglie affinché ognuno possa adoperarsi per contenere questo gap negativo che, anno dopo anno, si sta accumulando.»

Di fronte a una crisi di queste proporzioni, la soluzione non può essere temporanea o congiunturale. Per Peppino Bonanno, la vera risposta strategica risiede in una decisa spinta politica e istituzionale verso la transizione ecologica, sfruttando la crisi attuale come un acceleratore per sganciarsi dalla dipendenza dai combustibili fossili. La bussola deve rimanere l'Unione Europea, con la riconferma dei target comunitari. Entro il 2030 è necessario incentivare massicciamente le energie rinnovabili per raggiungere i target di abbattimento delle emissioni e entro il 2050 arrivare alla completa abolizione delle fonti energetiche da combustibili fossili: «Questo scenario deve essere una spinta ulteriore per creare incentivi mirati sia per i privati cittadini che per le aziende - rilancia Bonanno -. È necessario dare un’accelerazione agli investimenti in energia rinnovabile, efficientamento energetico e autoproduzione».

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La transizione, però, non può avvenire senza un ruolo attivo dello Stato e degli enti locali. Gli strumenti normativi e i bonus per agevolare questo passaggio esistono già, ma spesso restano inutilizzati a causa di deficit comunicativi e burocratici. La conclusione dell’esperto Bonanno è un appello alla responsabilità istituzionale: «I fondi e gli strumenti ci sono, ma andrebbero non solo rafforzati, bensì divulgati in maniera capillare. È essenziale che ogni cittadino, ogni azienda e la pubblica amministrazione in primis siano messi nelle condizioni di conoscere, comprendere e cogliere tempestivamente questi incentivi per invertire la rotta.» Come dire, insieme si può.