Hantavirus, la quarantena di Federico a Villa San Giovanni: «Pasti davanti alla porta e tapis roulant, è il mio lockdown»
Il marittimo 25enne racconta a Repubblica il suo isolamento dopo la permanenza sullo stesso aereo (per pochi minuti) con la donna morta a Johannesburg: «Non ho vissuto il Covid in Italia perché ero imbarcato ma lavoro in mare quindi sono abituato»
Altro che periodo di riposo dopo mesi trascorsi in mare, la vacanza di Federico Amaretti si è trasformata in un lungo isolamento domestico. Il marittimo di 25 anni, residente a Villa San Giovanni, si trova infatti in quarantena obbligatoria dopo essere stato identificato tra i passeggeri del volo Klm partito da Johannesburg il 25 aprile.
Sul medesimo aereo viaggiava anche Mirjam Schilperoord, moglie del paziente zero dell’hantavirus, deceduta poco dopo aver tentato di imbarcarsi. La misura di isolamento è stata disposta con un’ordinanza firmata dalla sindaca Giusy Caminiti.
«Non mi ero accorto di nulla»
Federico ha parlato con il Tg1 nei giorni scorsi; ora racconta a Repubblica di non aver notato situazioni particolari durante il viaggio. Né in aeroporto né a bordo dell’aereo avrebbe percepito segnali che facessero pensare a un’emergenza sanitaria.
Al momento il giovane non presenta sintomi e racconta di sentirsi bene. Ogni giorno deve controllare la temperatura corporea due volte, mattina e sera, e avvisare l’Asl nel caso compaiano febbre o altri disturbi riconducibili al virus.
Hantavirus, quarantena obbligatoria di 45 giorni per il marittimo calabrese che è stato in aereo con la donna morta«La quarantena è giusta, sono stato solo sfortunato»
Nonostante le restrizioni, Federico affronta la situazione con lucidità. «Sono stato solo sfortunato», racconta. Per lui, abituato a lunghi periodi in mare, l’isolamento non rappresenta una novità assoluta. «Quando lavori su una nave passi anche quattro mesi consecutivi a bordo, in un certo senso è una forma di isolamento».
Le giornate in casa tra allenamento e videochiamate
Per rendere più leggere le giornate chiuso in casa, Federico cerca di mantenere una routine attiva. Utilizza il tapis roulant per allenarsi e prova a evitare di trascorrere troppo tempo fermo.
I pasti gli vengono lasciati davanti alla porta dai familiari, mentre il resto del tempo passa tra serie tv e lunghe videochiamate con gli amici. Anche il collega che viaggiava con lui sullo stesso volo è in isolamento, ma entrambi stanno bene e continuano a sentirsi regolarmente.
Gli amici del quartiere, invece, si fermano spesso sotto la sua abitazione per salutarlo e scambiare qualche parola dalla finestra.
«Il lockdown vero lo sto vivendo adesso»
Federico racconta di non aver vissuto il lockdown della pandemia Covid perché in quel periodo si trovava imbarcato. Per questo motivo definisce l’attuale quarantena come la sua prima vera esperienza di isolamento domestico.
L’allarme è arrivato il 9 maggio, quando era già rientrato da oltre una settimana e aveva ripreso una vita normale, rivedendo amici e familiari e tornando finalmente a mangiare i piatti che più gli erano mancati durante il periodo trascorso lontano da casa.
Quanto durerà l’isolamento
Secondo quanto spiegato dalle autorità sanitarie, il periodo di incubazione del virus può arrivare fino a 40-45 giorni. Per questo motivo la quarantena dovrebbe terminare intorno al 9 o 10 giugno.
Federico guarda il calendario con un pizzico di ottimismo: «Pensavo che i giorni decorressero dall’inizio della quarantena, invece il conteggio parte dal possibile contagio. Quindi ormai sono quasi a metà».