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13/05/2026 ore 14.31
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Hantavirus, le misure del Ministero per i contatti a rischio: mascherine, distanza di 2 metri e niente mezzi pubblici

Si introduce anche una classificazione basata sul livello di esposizione e quindi sulla probabilità di contagio: caso sospetto, probabile, confermato e non caso

di Redazione Attualità

Quarantena fiduciaria per sei settimane in una stanza separata e mantenendo almeno due metri di distanza dagli altri membri della famiglia, con la possibilità di uscire per preservare la salute mentale indossando una mascherina chirurgica ed evitando assembramenti. Vietato inoltre utilizzare mezzi di trasporto pubblici e voli aerei.

Sono queste le misure previste per chi è considerato un contatto a rischio di hantavirus, ossia una persona che sia rimasta a meno di due metri per oltre 15 minuti con un caso confermato o probabile.

A stabilirlo è la circolare del Ministero della Salute dell’11 maggio, che introduce anche una classificazione basata sul livello di esposizione e quindi sulla probabilità di contagio.

Il “caso sospetto” riguarda chiunque abbia condiviso o utilizzato un mezzo di trasporto sul quale fosse presente un caso confermato o probabile, oppure sia stato in contatto con un passeggero o membro dell’equipaggio della nave Hondius a partire dal 5 aprile. Per essere classificato come tale, il soggetto deve presentare almeno uno dei seguenti sintomi: febbre acuta, dolori muscolari, astenia, brividi, mal di testa, vertigini, nausea, diarrea, tosse, respiro corto o dolore toracico.

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Il “caso probabile” è invece una persona con sintomi compatibili e un collegamento epidemiologico noto con un caso confermato o probabile di hantavirus.

Il “caso confermato” è esclusivamente quello validato tramite conferma di laboratorio con test PCR o sierologico.

Il “non caso”, infine, è un caso sospetto o probabile risultato negativo al tampone o al test sierologico, ma che dovrà sottoporsi nuovamente agli esami qualora compaiano sintomi compatibili.

Per “contatto” si intende una persona esposta a un caso confermato o probabile di hantavirus durante il periodo di contagiosità, attraverso saliva, sangue o altri fluidi corporei, ad esempio tramite condivisione del letto oppure permanenza entro due metri per oltre 15 minuti.