Hantavirus, l’esperto: bene la quarantena ma il rischio per i passeggeri del volo Klm (tra cui un calabrese) «è basso»
Parla Giovanni Rezza, prof di Igiene e Sanità pubblica all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano: «Nessuno ha avuto rapporti stretti con la persona malata e comunque il virus è difficilmente contagiante»
«Ritengo che abbiano fatto bene per estrema precauzione a prendere queste misure di isolamento, di quarantena» dei quattro passeggeri che erano a bordo di un volo Klm in coincidenza per Roma sul quale era salita per pochi minuti una donna che si trovava sulla nave Mv Hondius, poi ricoverata a Johannesburg dove è morta a causa dell'Hantavirus, «si tratta di un isolamento a domicilio con una sorveglianza clinica che dipende dalla Regione in contatto con l'Asl, si monitorano i sintomi come misurarsi la febbre poi eventualmente si avvisa».
Hantavirus Calabria, la Regione tranquillizza: «Il passeggero del volo Klm non ha sintomi, situazione sotto controllo»Tuttavia si tratta di una «misura proprio precauzionale» perché «il rischio che si sviluppi una malattia è estremamente basso». Lo dice all'Ansa Giovanni Rezza professore di Igiene e Sanità pubblica all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano. «Da quello che si è saputo - spiega Rezza - questi soggetti non hanno avuto contatti molto stretti o ravvicinati con la persona malata, l'infezione generalmente da Hantavirus si prende in aerosol da urine o escrementi di topo e questo avviene dove il virus è endemico, in Sudamerica. La particolarità di questo specifico virus delle Ande è che è l'unico che si può trasmettere anche da persona a persona ma in genere difficilmente è contagiante, che questi quattro soggetti si infettino mi sembra basso».
Rezza ricorda anche che il tempo di incubazione del virus delle Ande, «è piuttosto lungo, può andare anche da pochi giorni a 42 giorni, in genere però è tra le due e le quattro settimane», per questo, appunto, è opportuna una «quarantena».