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17/02/2026 ore 16.09
Attualità

I cicloni passano, il mare accusa: la strage invisibile dei migranti nel Mediterraneo si svela sulle coste calabresi

Secondo le Ong sono almeno mille i dispersi dopo le tempeste di questi giorni, mentre la Guardia Costiera parla di 380. Nel 2025 avevamo avuto 1340 morti. Se avessero ragione le Organizzazioni non governative saremmo di fronte alla peggiore tragedia degli ultimi anni

di Massimo Clausi
I carabinieri sulla spiaggia di Scalea dopo il rinvenimento di un cadavere in decomposizione

In questi giorni in cui i cicloni stanno devastando la costa calabrese quasi sistematicamente (prima la Jonica con Harry, poi la tirrenica con Nils) lo sguardo di tutti è stato rivolto verso terra. Le turbolenze climatiche, per quanto eccezionali, fortunatamente previste per cui i danni sono stati limitati e tutte le autorità, da quelle nazionali a quelle regionali, hanno dichiarato con giusto sollievo che non ci sono state vittime. Ma è stato davvero così?

Il mare in questi giorni ci sta costringendo a rivolgere lo sguardo verso di lui per contraddire questa affermazione. Un cambio di prospettiva che è uno schiaffo in faccia per tutti con onde che parlano.

Il Tirreno in tempesta restituisce un cadavere a Tropea, sono quattro quelli rinvenuti negli ultimi dieci giorni 

Il Mediterraneo sta restituendo infatti i corpi di diversi migranti. Nelle ultime ore sono stati individuati due cadaveri al largo di Tropea , al largo de Le Roccette. Un corpo in avanzato stato di decomposizione – del quale non è stato ancora possibile accertare il sesso – è stato rinvenuto sulla spiaggia del Comune di Paola, in provincia di Cosenza. Questo solo oggi. Nei giorni precedenti due cadaveri erano stati rinvenuti a Scalea l'8 febbraio e ad Amantea quattro giorni più tardi. Cinque cadaveri negli ultimi dieci giorni .

Il problema è che potrebbe non essere finita qui. Le Ong che si occupano del recupero dei barconi dei migranti. come Mediterranea Saving Humans hanno denunciato la scomparsa di circa 1.000 persone nel Mediterraneo centrale a seguito della tempesta, che ha inghiottito diverse imbarcazioni della speranza. Un dato non smentito da nessuno. Il Centro per il coordinamento del soccorso marittimo di Roma della Guardia Costiera, però, aveva segnalato la presenza nelle acque del Mediterraneo di 380 persone , di cui non si avevano notizie e che risultavano disperse. Si era infatti avuta notizia di otto imbarcazioni partite dalla Tunisia, dal porto di Sfax, nella settimana tra il 14 e il 21 gennaio. A bordo ci sarebbero 49, 54, 50, 51, 36, 42, 53 e 45 persone. Non sappiamo quante donne, uomini e bambini perché di loro non si sa nulla di preciso così come non si sa nulla di preciso dell'identità dei dieci cadaveri rinvenuti sulle coste calabresi.

Il Tirreno cosentino restituisce un altro corpo, rinvenuto il terzo cadavere in pochi giorni

A conferma della notizia ci sono poi stati alcuni salvataggi in mare. Uno di questi è stato quello di Ramadan Konte, proveniente dalla Sierra Leone. È stato tratto in salvo dopo essere rimasto per 24 ore in balia delle acque del Mediterraneo, quando ormai disperava di farcela. Ha riferito di essere partito su una imbarcazione con altre 50 persone a bordo. Ha aggiunto di aver visto morire suo fratello, la moglie di suo fratello e suo nipote, ha visto diversi corpi galleggiare in mare. Cadaveri senza identità che ancora non sono stati ritrovati. Il 30 gennaio il corpo di una donna è stato recuperato dalla nave Ocean Viking e poi sbarcato a Siracusa.

«I trafficanti di essere umani sono dei criminali assassini. Non si fa partire una barca con un mare in tempesta, sapendo che si mandano a morte certa»: lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Palermo nei giorni successivi al passaggio del ciclone Harry, quando annunciava le prime misure (100 milioni per Calabria, Sicilia e Sardegna) assunte dal governo per le regioni meridionali martoriate. Ma proprio perché si tratta di organizzazioni criminali difficili che si facciano scrupolo delle condizioni meteo.

Il balletto di cifre è impressionante. Già 380 dispersi dichiarati dalla Guardia Costiera sono un numero enorme. Se hanno ragioni le Ong che parlano di mille morti sarebbe la tragedia più grande mai registrata nel Mediterraneo. Basti pensare che le persone annegate nel Mediterraneo centrale nell'arco del 2025 furono 1340 . Prepariamoci quindi ad altri macabri spiaggiamenti, mentre la politica tace su questa strage silenziosa che sembra la testimonianza plastica di come le politiche del Governo Meloni per frenare gli sbarchi siano miseramente fallite.

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