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27/01/2025 ore 15.12
Attualità

«Il campo della speranza in cui l’umanità non naufragò»: Dentro la notizia a Ferramonti per non dimenticare

Al programma condotto da Pierpaolo Cambareri diversi interventi, tra cui quello del sindaco di Tarsia, Roberto Ameruso, e del consigliere della comunità ebraica Roque Pugliese: «Questo posto rappresenta un unicum»

di Paolo Mazza

Ogni anno, il 27 gennaio, il mondo si unisce per celebrare la Giornata della Memoria, un momento di riflessione collettiva per ricordare le vittime dell'Olocausto e le atrocità commesse durante la Seconda Guerra Mondiale.

L’appuntamento di oggi di “Dentro la Notizia” (GUARDA LA PUNTATA) non può, allora, che concentrarsi su questa tristissima pagina della storia dell’umanità. «Una puntata particolare, condotta quasi tutta in esterna, che celebra e attualizza il ricordo della Shoah», evidenzia in apertura il conduttore del programma di approfondimento giornalistico, Pierpaolo Cambareri.

LaC Tv si distingue ancora una volta per il suo impegno sociale e conduce la puntata direttamente dal campo di internamento di Ferramonti, nel comune di Tarsia, con l’inviato Salvatore Bruno ed il direttore di LaC News24, Franco Laratta.

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Una di quelle realtà in cui si è vissuta la grande umanità della Calabria e dei calabresi, che hanno sempre cercato di assistere le persone internate. Al contrario di ciò che è accaduto in altre zone d’Italia d’Europa. «Uno spettacolo di luci e di speranza, a cui partecipano tutte le istituzioni, perché noi abbiamo il dovere di sottolineare che qui, nonostante la tragedia dell’Olocausto, c’è stato un raggio di sole», ha infatti evidenziato Laratta.

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Presente in collegamento Roberto Ameruso, sindaco di Tarsia: «Fu il campo della speranza, il campo in cui l’umanità non naufragò. A Ferramonti si riuscì a preservare la dignità umana, permettendo agli internati di immaginare e progettare un futuro. Questo fu possibile anche grazie all'atteggiamento delle autorità del campo. Tra gli internati vi erano figure di altissimo profilo culturale e artistico, e i gestori del campo, con umanità e intelligenza, seppero riconoscerne il valore, mantenendo un'amministrazione serena e rispettosa. Si sviluppò così una cellula di democrazia: qui, nella fase di internamento ‘40-43 c’è stato un Parlamento, delle scuole e assistenza sanitaria».

Significativo anche l’intervento di Roque Pugliese, consigliere della comunità ebraica: «La Calabria si trova, con il caso del campo di Ferramonti, in una contraddizione: da un lato l’applicazione delle leggi razziste, dall’altro la presenza dell’umanità di tante persone. La popolazione capì che c’era qualcosa che non andava, ecco perché Ferramonti rappresenta un unicum».