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20/03/2026 ore 06.30
Attualità

Il lutto e poi la rinascita, l’impegno di Antonella Tarsitano con Anima: «Il dolore non passa, resta e ci trasforma»

Dalla tragedia personale a un progetto collettivo che unisce e accompagna chi resta. Gruppi, ascolto e comunità: così si crea una rete di protezione

di Battista Bruno

Antonella Tarsitano, imprenditrice nella Sila Grande, molto attiva nel sociale è la presidente dell’Associazione Anima. Abbiamo parlato con Antonella degli scopi e degli obiettivi di questa associazione che è davvero molto particolare.

«Siamo una vera e propria famiglia allargata. Ognuno di noi ha scelto di sposare questo progetto per una motivazione diversa e personale, tutti di sicuro siamo uniti dall’affetto reciproco e dal desiderio di trasformare il dolore che resta in qualcosa di buono. La spinta a fondare Anima - avrò cura di te - è venuta quando abbiamo perso Giovanni, mio marito. Un evento improvviso che ha segnato anche le persone intorno a me: nipoti, amici, fratelli. La mia e la sua famiglia e tante altre persone con le quali abbiamo legami profondi e sempre vivi».

Anima, avrò cura di te nasce da una storia personale molto intensa: quando ha capito che il dolore poteva trasformarsi in un progetto di aiuto per gli altri?

«Alla perdita improvvisa di mio marito si è unita dopo poco quella di mio fratello. Sono stati eventi traumatici che mi hanno fatto comprendere come, anche nel dolore, si possa essere più o meno protetti. L’associazione nasce da una visione secondo la quale, intorno a chi subisce un dolore tanto devastante, debba attivarsi una “rete di protezione”. Avere qualcuno con cui confrontarsi, avere i mezzi anche economici per poter continuare a vivere dignitosamente, può fare la differenza.

Quanto accaduto mi ha fatto prendere consapevolezza che il dolore non passa, resta, ci accompagna e ci trasforma. Ma possiamo scegliere, a nostra volta, di farne qualcosa di utile – se vogliamo – provare a dargli un senso. Anima - avrò cura di te - nasce per prendersi cura di chi resta, affinché nessuno rimanga mai da solo ad affrontare il dolore di una perdita».

In questi due anni di attività, quali sono state le testimonianze o gli incontri che più le hanno fatto comprendere l’importanza di creare comunità attorno al lutto?

«Guardi, in questi due anni di attività siamo stati raggiunti dall’affetto di molte persone che hanno scelto di sostenere Anima avrò cura di te in modi diversi: dalle donazioni del 5 per mille alle tante collaborazioni con altre associazioni come La Terra di Piero e più di recente con Affavorì - la trattoria delle persone - dove abbiamo voluto salutare e ringraziare i nostri associati.

Le testimonianze più preziose restano quelle di quanti hanno frequentato i gruppi di elaborazione (circa una quarantina di persone fra i vari gruppi), coordinati dalla dottoressa Chiara Costabile. La cosa più straordinaria la fa chi si affida al percorso e sceglie di dare una possibilità al proprio dolore che diventa anche condivisione, elaborazione, amicizia.

Riuscire a dare un po’ di sollievo anche a una sola persona che si rivolge a noi dà conferma di quanto il servizio sia necessario. Oltre al sostegno di natura psicologica, offriamo anche consulenza legale e altri servizi legati ai bisogni specifici che possono palesarsi nelle diverse situazioni per aiutare le persone che accogliamo».

Spesso chi soffre tende a chiudersi e a non chiedere aiuto: come riuscite a superare questa barriera emotiva e ad accompagnare le persone verso la condivisione?

«Questo è un argomento delicato che sentiamo molto. Frequentare il dolore impone una grande cura per chi ha vissuto un’esperienza così devastante. Questo per noi significa in primo luogo creare un ambiente accogliente dove nessuno deve sentirsi forzato o costretto. La scelta deve essere totalmente libera. Anche per questo all’interno del percorso – la cui durata è di 8/10 incontri (uno a settimana) – le prime sedute hanno un carattere conoscitivo nel quale i partecipanti possono misurarsi con l’esperienza e solo dopo scegliere se fidarsi di noi e affidarci il proprio vissuto.

Certo, il nostro obiettivo è che Anima - avrò cura di te -, con discrezione e facendosi gradualmente spazio con i giusti mezzi, possa raggiungere più persone possibili. Puntiamo su una comunicazione che possa informare dell’esistenza del servizio che offriamo e speriamo di raggiungere chi soffre per poter dare sollievo.

L’azione di divulgazione del nostro progetto, anche attraverso i social, gli eventi, i mezzi di stampa, le interviste, il passaparola è di fondamentale importanza.

Noi siamo pronti ad accogliere tutti coloro che ne hanno bisogno. Anche chi vuole solo venirci a trovare per curiosità, per capire meglio che cosa facciamo».

Nei gruppi di elaborazione del lutto emerge un elemento comune tra le persone che partecipano? Cosa accade quando il dolore viene finalmente raccontato e ascoltato?

«Il lutto è qualcosa di spigoloso, di duro, difficile da trattare. Restare accanto alle persone che subiscono questo tipo di dolore non è semplice e, dopo un primo momento di attenzione, generalmente si resta da soli.

È comune la tendenza a non parlarne più, per non provocare disagio negli altri e in questo modo si crea distanza. È questo il momento più difficile: prendere coscienza di ciò che ci è accaduto, guardarsi intorno e vedere che per molte persone, anche di famiglia, il momento è già passato, la vita è andata avanti. Anima - avrò cura di te - accoglie e accompagna proprio in quel frangente e lo fa con psicoterapeuti esperti che ci hanno aiutato, fin dal primo momento, a mettere a punto il nostro progetto.

Quando i nostri assistiti trovano all’interno del gruppo la loro rete di protezione, Anima diventa il loro posto sicuro e tra loro nasce in molti casi un legame profondo che continua ben oltre il percorso.

Tanti partecipanti dopo aver frequentato un ciclo di incontri ci hanno espresso il desiderio di restare, di non andare via, di ritornare, di non lasciare l’associazione».

Guardando al futuro, quale sogno porta avanti per Anima, avrò cura di te e quale messaggio sente di rivolgere a chi oggi vive una perdita e pensa di non farcela?

«Inizio dal futuro più prossimo perché mi preme ricordare che nei prossimi giorni partirà un nuovo gruppo di sostegno e elaborazione del lutto. Per chi, leggendoci, dovesse essere interessato può contattarci sulle nostre pagine social (che hanno lo stesso nome dell’associazione Anima - avrò cura di te).

Attorno ad Anima - avrò cura di te - si è creato un movimento silenzioso e spontaneo che ci ha permesso di raggiungere risultati incredibili e inattesi. Questo ci fa sperare di poter essere ambiziosi: il nostro prossimo obiettivo riguarda una nuova sede più grande dove poter non solo ospitare i diversi gruppi di sostegno al lutto che man mano si formeranno, ma anche poter offrire dei servizi per facilitare la partecipazione agli incontri.

Pensiamo, per esempio, di affiancare servizi di baby-sitting dedicati ai minori da svolgere mentre i genitori seguono il percorso terapeutico. Ci stiamo attivando per una segreteria autonoma e interna (al momento ci aiutano gli amici della Terra di Piero) e, ancora, vorremmo offrire un supporto psicologico telefonico da utilizzare in caso di emergenze.

Una sede più grande ci consentirebbe di accogliere, oltre ai partecipanti dei gruppi, anche chi, dopo aver seguito i nostri percorsi, vuole restare. Vorremmo che chi sceglie Anima - avrò cura di te - non debba andare via alla fine del cammino terapeutico, ma possa continuare a contribuire al progetto in forme differenti, anche attraverso un volontariato attivo.

Avere a che fare con il dolore e con il lutto ci sta insegnando che nessun essere umano, mentre affronta un dolore, dovrebbe restare da solo e che avere cura degli altri ci aiuta a curare anche noi stessi».