Il maltempo e la tirrenica calabrese a rischio: basta con le passerelle politiche, intervenga l'esercito
Frane, erosione e cedimenti minacciano la linea ferroviaria tirrenica, vitale per mobilità ed economia. Tra annunci e ritardi politici servono interventi urgenti, risorse adeguate e una strategia di prevenzione contro eventi climatici ormai ricorrenti, per evitare isolamento e ulteriore marginalizzazione del territorio
Il maltempo che nelle ultime settimane ha colpito la Calabria non è soltanto un’emergenza meteorologica: è un campanello d’allarme strutturale. A essere messa in serio pericolo è l’arteria ferroviaria tirrenica, infrastruttura strategica che collega la regione al Centro-Nord Italia, asse fondamentale per la mobilità dei cittadini, per il turismo e soprattutto per il trasporto delle merci.
Maltempo nel Tirreno cosentino: frane a Maierà e a Diamante, ferrovia a rischio a PaolaFrane, smottamenti, erosione costiera e cedimenti dei versanti mettono a rischio la continuità della linea e la sicurezza della circolazione ferroviaria. In una terra già segnata da fragilità idrogeologiche croniche, ogni evento climatico intenso diventa moltiplicatore di criticità che da anni attendono interventi strutturali.
Eppure, a fronte di una situazione che richiederebbe decisioni rapide e operative, si assiste prevalentemente a dichiarazioni, sopralluoghi istituzionali, annunci di futuri stanziamenti. Le immagini delle “passerelle” mediatiche si susseguono, così come gli slogan sulla necessità di semplificare la burocrazia o di accelerare le procedure. Ma nel frattempo il territorio continua a cedere.
Quando un’infrastruttura strategica è a rischio, la risposta non può essere rinviata ai tempi ordinari della politica. Occorre attivare immediatamente procedure di somma urgenza, mettere in campo risorse tecniche e operative adeguate e valutare, se necessario, il coinvolgimento del Genio dell’Esercito per interventi rapidi di messa in sicurezza dei tratti più esposti. Non si tratta di militarizzare un problema civile, ma di utilizzare tutte le competenze dello Stato quando l’interesse nazionale è in gioco.
La linea tirrenica non è solo un collegamento ferroviario: è il simbolo della continuità territoriale della Calabria con il resto del Paese. Ogni interruzione o rallentamento prolungato significa isolamento, aumento dei costi logistici, perdita di competitività per le imprese e ulteriore marginalizzazione di un territorio che già sconta ritardi infrastrutturali storici.
Il cambiamento climatico rende ormai strutturali eventi che un tempo erano considerati eccezionali. Esattamente 40 anni fa il problema era identico: forti mareggiate = erosione della costa e cedimento della massicciata della linea ferroviaria, con una differenza: erano eventi sporadici sebbene intensi e identici a quelli di oggi. Continuare a intervenire in emergenza, senza una strategia organica di prevenzione e consolidamento dei versanti e delle aree costiere, equivale a inseguire i problemi anziché risolverli.
La Calabria non ha bisogno di slogan, ma di cantieri. Non di annunci, ma di cronoprogrammi pubblici, verificabili e trasparenti. La sicurezza dell’arteria tirrenica è una questione di interesse nazionale e va trattata come tale, con responsabilità, competenza e tempestività.
Perché quando a cedere non è solo un tratto di terreno ma un collegamento vitale per il Paese, il tempo delle parole deve lasciare spazio a quello delle decisioni.