Il messaggio di Occhiuto per il 2 giugno: «Festa della Repubblica segnata dal dolore. Vicinanza alle famiglie dei braccianti uccisi»
Il presidente della Regione Calabria unisce il ricordo al cordoglio per la tragedia di Amendolara: «Una storia agghiacciante, che scuote le nostre coscienze e che ci pone interrogativi profondi sul dramma delle migrazioni»
Una riflessione che unisce il significato storico della Festa della Repubblica al dolore per la tragedia avvenuta nel Cosentino. È il messaggio diffuso dal presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, nel giorno del 2 giugno.
«Oggi l’Italia celebra una delle ricorrenze più importanti, la festa della Repubblica. Ottant’anni fa, il 2 giugno 1946, gli italiani scelsero il proprio futuro, dando vita alla Repubblica e ponendo le basi di un Paese fondato sulla libertà, sulla partecipazione, sull’unità nazionale e sul rispetto delle istituzioni democratiche. È una giornata di festa, di orgoglio e di riconoscenza verso quanti, in questi ottant’anni, hanno contribuito a costruire un’Italia più forte, più moderna e più giusta».
«Ma oggi, in Calabria, accanto al sentimento di festa, c’è anche un profondo dolore – continua il presidente –. Siamo tutti rimasti sconvolti dalla tragica vicenda dei quattro braccianti pakistani uccisi e bruciali vicino ad Amendolara, nel cosentino.
Una storia agghiacciante, che scuote le nostre coscienze e che ci pone interrogativi profondi sul dramma delle migrazioni, sul valore della dignità umana e sulle responsabilità che una società civile deve assumersi nei confronti delle persone più fragili».
«Anche in una giornata di celebrazione come questa, non possiamo restare indifferenti davanti a una tragedia così dolorosa. Al contrario, essa ci richiama a una riflessione sul Paese che siamo e su quello che vogliamo continuare a costruire, ispirandoci ogni giorno ai principi di umanità, solidarietà e rispetto della persona, che sono alla base della nostra Repubblica», ha detto ancora Occhiuto..
Braccianti bruciati vivi ad Amendolara, il procuratore D’Alessio: «I due fermati accusati di omicidio plurimo pluriaggravato»«Per questo la comunità calabrese esprime vicinanza, cordoglio e solidarietà alle famiglie delle vittime. Ci auguriamo che il lavoro degli inquirenti, ci sono già stati due fermi, consenta di fare rapidamente piena luce sull’accaduto, accertando tutte le responsabilità. Nel giorno in cui celebriamo gli ottant’anni della Repubblica, rinnoviamo il nostro impegno affinché i valori di libertà, democrazia e umanità che ne hanno accompagnato la nascita continuino a guidare il cammino dell’Italia», conclude Roberto Occhiuto.