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15/08/2026 ore 13.02
Attualità

Il Ponte sullo Stretto e i segreti del sottosuolo: faglie, terreni e il fantasma del terremoto del 1908

Cannitello, Ganzirri e lo storico sisma di Reggio e Messinarestano al centro degli approfondimenti. Paleosismologia, tomografie e nuovi studi dovranno ridurre le incertezze sul sottosuolo

di P. P. P.

Il progetto del Ponte sullo Stretto non è solo una sfida ingegneristica d'acciaio e cavi, ma un profondo confronto con una delle aree geologicamente più attive e complesse del Mediterraneo. La documentazione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (Cslp) rivela che, nonostante decenni di studi, il sottosuolo dello Stretto conserva ancora segreti che richiedono indagini di precisione prima di poter avviare i lavori definitivi.

Il nodo delle faglie attive e capaci

Uno dei temi centrali del dossier geologico riguarda la presenza di faglie attive e capaci, ovvero fratture della crosta terrestre in grado di produrre una rottura della superficie del suolo.

Partiamo da Cannitello, sul versante calabrese: le sezioni geologiche mostrano un dibattito aperto. Mentre alcuni profili del passato suggerivano una faglia "decapitata" ed estinta dall'erosione, nuove analisi del 2026 pongono dubbi sulla possibile attività olocenica.

Seconda questione aperta: Ganzirri, sul lato siciliano. Si ipotizza che questa faglia controlli la formazione stessa del laghetto Pantano Grande. Essendo molto vicina alla torre siciliana e al viadotto Pantano, il Cslp prescrive di chiarirne l'esatta posizione e l'eventuale pericolosità mediante trincee paleosismologiche e tomografie elettriche.

C’è un’incertezza bibliografica. Il Consiglio osserva che l’attuale conoscenza si basa in gran parte su una letteratura scientifica non sempre convergente: interpretazioni diverse portano a mappare le stesse faglie in posizioni differenti o ad attribuire loro stati di attività opposti.

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Il terremoto del 1908: alla ricerca della "sorgente"

Il sisma del 28 dicembre 1908 rimane l’evento di riferimento, ma la comunità scientifica discute ancora su quale sia stata la faglia responsabile.

Esistono almeno tre ipotesi principali sulla geometria della faglia ("sorgente cieca", "graben a faglie multiple", "faglia maestra profonda").

Identificare correttamente la sorgente non è un esercizio teorico: dalla sua geometria dipendono i calcoli sugli spostamenti permanenti del suolo (che potrebbero superare il metro) e la distribuzione delle onde sismiche sui piloni del ponte.

La sfida dei materiali: conglomerati e liquefazione

Il ponte poggerà su formazioni geologiche dai nomi evocativi, ma dalle caratteristiche tecniche sfidanti.

In Calabria, le fondazioni interessano questa formazione composta da materiali ghiaioso-sabbiosi cementati. Il Cslp richiede prove di laboratorio approfondite per verificarne la resistenza all'imbibizione e la deformabilità sotto carichi estremi.

Il rischio di liquefazione è il fenomeno per cui un terreno saturo d'acqua, sotto scuotimento sismico, perde resistenza e si comporta come un liquido. Contrariamente a quanto ipotizzato inizialmente, le criticità maggiori sembrano presentarsi sul lato calabrese, richiedendo trattamenti di miglioramento del terreno (come il jet-grouting) i cui effetti devono essere monitorati con estrema cura.

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Prescrizioni di "Fase A": dalla teoria al cantiere

Per risolvere queste incertezze, il Cslp ha imposto una serie di indagini irrinunciabili da eseguire nella fase iniziale del Progetto Esecutivo (Fase A).

Si parte dalla Paleosismologia, cioè da scavi mirati per cercare tracce di terremoti del passato nel terreno.

Viene poi il Sem (Shared Earth Model): la creazione di un modello digitale 3D che integri dati geologici terrestri e marini.

Infine si prescrive l’utilizzo del carbonio-14 sui livelli di torba per datare con precisione gli ultimi movimenti del terreno.

In questo quadro l'ingegneria deve farsi scienza del territorio, trasformando le incertezze geologiche in dati certi di progetto per garantire che il Ponte non solo "stia in piedi", ma sia perfettamente integrato nel dinamico sistema dello Stretto.