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04/04/2025 ore 22.25
Attualità

«Il progetto Sai di Crosia un modello per tutta Italia», nel comune cosentino la Festa del rifugiato tra inclusione e diritti

VIDEO | La responsabile nazionale della rete di accoglienza ha definito quello del paese calabrese come uno dei programmi più solidi a livello nazionale. In collegamento da remoto anche Riccardo Magi (+Europa)

di Matteo Lauria

La Festa del rifugiato tenutasi a Crosia ieri, 3 aprile, ha messo in luce l’efficacia di un sistema di accoglienza che non si limita all’assistenza, ma punta all’inclusione reale. Una giornata intensa, animata da laboratori, testimonianze, arte e confronti, durante la quale si è parlato anche di politiche nazionali, cittadinanza, lavoro, scuola e diritti. Al centro dell’attenzione: il progetto Sai “Mar’ahba”, attivo sul territorio dal 2017 e gestito da Cidis Impresa sociale. Ivan Papasso, coordinatore del progetto Sai di Crosia, ha offerto un quadro dettagliato della situazione: «Oggi il nostro progetto è finanziato per 25 posti, divisi in nuclei familiari. Attualmente è presente una sola famiglia, ma ne accoglieremo presto altre quattro di origine afghana, nell’ambito del programma di resettlement coordinato da ministero dell’Interno e Difesa».

Il sistema, ha spiegato Papasso, funziona grazie a una fitta rete costruita nel tempo con aziende agricole, turistiche e artigianali: «Trovare lavoro non è semplice, anche per la difficoltà del riconoscimento dei titoli di studio. Ma con la fiducia delle realtà locali, qualche inserimento lo si riesce a garantire». Dei 25 posti, attualmente 15 sono occupati da minori di età variabile, inseriti nei diversi gradi scolastici, mentre gli adulti sono dieci. «Il progetto non ha mai trovato ostacoli a livello politico o sociale a Crosia – ha detto Papasso – ma soffre, come tutto il territorio, di criticità strutturali legate a trasporti, sanità e burocrazia». Un punto forte emerso dal convegno, secondo Papasso, è il valore dell’accoglienza diffusa: «Oggi è emerso il significato autentico dell’accoglienza. Non quella basata sulla ghettizzazione o sull’assistenzialismo, ma quella integrata, che valorizza le persone e costruisce legami. In un momento storico in cui mass media e certa politica diffondono cinismo e paura, il nostro progetto rappresenta un antidoto concreto, un invito a restare umani».

Diritti usati come scontro politico 

Riccardo Magi, collegato da remoto, ha ribadito che i temi del diritto d’asilo, dell’accoglienza e dell’inclusione rappresentano valori essenziali della democrazia e dello Stato di diritto, oggi messi in crisi e troppo spesso usati come strumenti di scontro politico. Magi ha ricordato che il diritto d’asilo è garantito dalla Costituzione italiana e dal diritto internazionale, citando la sensibilità dei padri costituenti, molti dei quali furono perseguitati e costretti all’esilio durante il regime nazi-fascista. Ha poi evidenziato il ruolo centrale dei Comuni nel garantire un’accoglienza di qualità e nel diffondere valori di convivenza e rispetto all’interno delle comunità. Ha denunciato le gravi limitazioni della normativa italiana, che nega la cittadinanza a tanti ragazzi nati o cresciuti in Italia, costretti ad attendere anni per vederla riconosciuta, con il risultato di sentirsi stranieri nel proprio Paese. Infine, ha rilanciato il sostegno di +Europa al referendum dell’8 e 9 giugno per riformare la legge sulla cittadinanza, permettendo a milioni di persone integrate e residenti in Italia di ottenere più rapidamente questo diritto. Ha invitato anche la Calabria e gli enti locali ad aprire il dibattito su questo tema di giustizia e futuro.

Progetto Crosia uno dei più solidi d’Italia

Da Roma si è collegata anche Virginia Costa, responsabile nazionale della rete Sai, che ha definito il progetto di Crosia «uno dei più solidi d’Italia». Ha riconosciuto il ruolo centrale del Comune e dell’organismo gestore, e ha invitato a «non abbassare la guardia», in un contesto normativo che cambia spesso e richiede aggiornamenti continui per mantenere alta la qualità dei servizi. Anche il consigliere regionale Davide Tavernise è intervenuto con un messaggio rivolto ai più giovani: «Dovete essere consapevoli di quanto siete fortunati. Le persone che arrivano qui hanno attraversato drammi enormi. Vanno accolte senza barriere né pregiudizi».

Infine, Maria Teresa Aiello, sindaca di Crosia, ha sottolineato l’impegno della comunità locale, che nonostante qualche resistenza culturale, continua a lavorare per costruire inclusione: «Spesso si parla bene ma si razzola male. A Crosia ci impegniamo a costruire conoscenza, perché solo ciò che si conosce si può davvero rispettare e integrare». Dalla giornata è emerso un messaggio forte e condiviso: l’accoglienza non è solo un obbligo legale o morale, ma una risorsa per il territorio. E il progetto Sai di Crosia, con i suoi risultati, rappresenta un modello replicabile, capace di fare la differenza nei piccoli comuni così come nelle grandi città.