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24/03/2026 ore 13.53
Attualità

In Calabria il peggior welfare d’Italia e sanità in ambasce ma migliorano i dati su povertà e asili nido

La Regione investe il 6,6% del Pil in consumi finali per istruzione e formazione (media nazionale 3,5%) ed è prima Regione nel Paese per spesa pubblica per le politiche del lavoro (3,8% del Pil regionale)

di Redazione Attualità

Con un punteggio di 60,2 (in una scala da 0 a 100), la Calabria si posiziona al 21° posto tra le Regioni italiane per efficacia e capacità di risposta del sistema di welfare.

Il dato emerge dalle classifiche del “Welfare Italia Index 2025” – strumento di monitoraggio che prende in considerazione gli ambiti di politiche sociali, sanità, previdenza e formazione e consente di identificare, a livello regionale, i punti di forza e le aree di criticità in cui è necessario intervenire – realizzato da “Welfare, Italia”, Think Tank nato su iniziativa del Gruppo Unipol in collaborazione con The European House – Ambrosetti (TEHA).

Il Welfare Italia Index viene presentato analiticamente all’interno del Rapporto Annuale del Think Tank “Welfare, Italia”, disponibile sul sito di Welfare Italia.

Il Welfare Italia Index è basato su 22 Key Performance Indicator che misurano dimensioni di input (ovvero indicatori di spesa - pubblica e privata - in welfare che raffigurano quante risorse sono allocate in un determinato territorio: ad esempio l’ammontare allocato tramite Fondo Sanitario Nazionale rapportato sul totale della popolazione regionale o l’assegno pensionistico medio mensile degli over 65) e dimensione di output (ovvero indicatori strutturali che rappresentano il contesto socio-economico in cui si inserisce la spesa in welfare: ad esempio il tasso di disoccupazione o la quota di famiglie in povertà).

Indicatori di spesa

Con riferimento agli indicatori di spesa, la Regione ottiene un punteggio di 76,3 (su 100) posizionandosi al 16° posto.

In particolare, la Calabria è al 16° posto per spesa media regionale per utente fruitore degli asili nido (5.357 euro rispetto a 7.850 euro di media nazionale) e, allo stesso tempo, la Regione si conferma in 1° posizione sia per spesa pubblica per le politiche del lavoro in percentuale del PIL regionale (3,8% rispetto alla media italiana del 2,6%) sia per spesa pubblica per consumi finali per l’istruzione e la formazione in % del PIL regionale (6,6% contro il 3,5% di media).

La Calabria sale al 17° posto per spesa sanitaria pubblica pro-capite (con 2.182 euro rispetto ai 2.294 euro di media nazionale) e in 16esima posizione per spesa sanitaria privata pro-capite (475 euro contro la media in Italia di 615 euro).

Indicatori strutturali

La Calabria registra un punteggio pari a 44,6 (su una scala da 0 a 100) nella componente di indicatori strutturali, posizionandosi al 20° posto.

In particolare, la Regione è al 19° posto sia per incidenza della povertà relativa familiare (26,8% rispetto al 10,6% di media), sia per posti asilo nido autorizzati ogni 100 bambini tra 0 e 2 anni (14,7 contro 27,9 di media). In entrambi questi indicatori la Regione registra dei miglioramenti: l’incidenza della povertà relativa familiare è diminuita di 1,6 punti percentuali, mentre i posti asilo sono aumentati di 2,5 unità ogni 100 bambini.

La Calabria è ultima per tasso di giovani NEET, (Not in Education, Employment or Training) che non studiano né lavorano tra 15 e 34 anni, pari al 30,2% (media nazionale pari al 17,2%). La Regione si posiziona all’ultimo posto per il tasso di cittadini inattivi sulla popolazione, che si attesta al 61,1% rispetto a una media nazionale pari al 50,2%, in aumento di 1,2 punti percentuali rispetto alla rilevazione precedente. Miglioramenti si rilevano anche con riferimento al tasso di part-time femminile involontario (diminuito di circa 3 punti percentuali dal 18% al 15,5%), portando la Regione dal 13° al 12° posto.

Infine, dal punto di vista sanitario, la Calabria risulta 20° sia per efficacia, efficienza e appropriatezza dell’offerta sanitaria sia per stato di salute della popolazione.