Incendi, Libera Calabria: «Servono risposte concrete, coraggiose e strutturali. Basta agire quando è ormai tardi»
L’associazione chiede di fronteggiare l’emergenza puntando «sulla pianificazione integrata e la riduzione dei rischi alimentati dalla crisi climatica affiancata a una risposta sanzionatoria inflessibile»
«Fronteggiare l'emergenza incendi che ogni estate devasta la Calabria non è più solo una questione ambientale, ma una priorità di legalità e tutela del bene comune». È quanto afferma in una nota il Coordinamento di Libera Calabria.
«Invece di assistere inermi alla distruzione del nostro territorio quando ormai è troppo tardi - si legge - chiediamo alle istituzioni risposte concrete, coraggiose e strutturali. Serve una risposta prima di tutto territoriale e preventiva che punti sulla pianificazione integrata e la riduzione dei rischi alimentati dalla crisi climatica affiancata a una risposta sanzionatoria inflessibile contro chi commette questi veri e propri crimini ecologici».
«A tal proposito - secondo Libera - sarebbe utile e necessario il ripristino immediato e sistematico delle fasce tagliafuoco, la cui diffusione capillare consentirebbe di spezzare la continuità del combustibile, rallentando la corsa del fuoco e creando corridoi di sicurezza per l'intervento dei Vigili del fuoco e dei soccorritori. Mentre, per quanto riguarda il monitoraggio e il presidio delle aree a rischio e l'individuazione dei responsabili è opportuno intensificare l'uso delle fototrappole. Strumenti di prevenzione già ampiamente collaudati in passato con risultati positivi. Inoltre è fondamentale nella lotta agli incendi boschivi, la piena applicazione della legge 353/2000 a partire dal rispetto dell'obbligo dei Comuni di realizzare il catasto delle aree percorse dal fuoco e applicare i limiti ed i divieti previsti dalle norme vigenti. Ma soprattutto c'è l'urgenza di intervenire sul quadro normativo per inasprire ulteriormente le pene previste dall'articolo 423-bis del Codice penale estendendole a qualunque incendio di vegetazione, non solo a boschi e pascoli, e va aggravata la fattispecie colposa per consentire l'arresto in flagranza, oggi non obbligatorio».