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23/02/2026 ore 17.41
Attualità

Formazione e informazione, così l’Unical toglie ossigeno alla ‘ndrangheta

Nell’aula Solano, sul ponte scoperto dell’Ateneo Calabrese, l’incontro degli studenti di Pedagogia dell’Antimafia con il procuratore di Catanzaro, Salvatore Curcio, e il direttore della DIA del capoluogo regionale, Beniamino Fazio

di Francesco La Luna

«Perfetta coscienza». È questo il sintagma, ripetuto più volte, del discorso che nel 1992 Paolo Borsellino tenne durante la veglia funebre per Giovanni Falcone. E quello stesso discorso è stato letto questo pomeriggio in apertura dell’incontro in Unical fra studentesse e studenti del corso di Pedagogia dell’Antimafia, tenuto dal professor Giancarlo Costabile, e protagonisti della lotta alla ‘ndrangheta nella nostra regione.

Patto educativo contro la ’ndrangheta, l’incontro di Unical e Dia con il procuratore Curcio in DIRETTA sui social LaC

Il cammino del corso va avanti da ormai quindici anni, quando il docente dell’Ateneo calabrese presentò un’idea che all’epoca sembrava rivoluzionaria ed eretica e, oggi, è realtà: combattere la ‘ndrangheta e la criminalità organizzata partendo dai cubi dell’Università della Calabria, informando ragazze e ragazzi per formarli alla lotta contro le mafie. Al suo fianco, allora come oggi, quindici anni dopo, l’attuale procuratore di Catanzaro, Salvatore Curcio.

Curcio: «L’azione repressiva non è mai sufficiente alla risoluzione del problema»

Proprio Curcio, prima dell’inizio dell’incontro, si è soffermato con i giornalisti sottolineando come il dialogo con i giovani sia la pietra angolare da cui partire per riformare la Calabria: «Il professore Costabile, nel 2011, mi onorò di far parte di coloro che inaugurarono questo corso. Quello che deriva da anni di esperienza nella mia professione – sottolinea il procuratore – è che l’azione repressiva dello Stato non è mai sufficiente alla risoluzione del problema, semmai – aggiunge – rappresenta un fattore concorrente e, se vogliamo, nemmeno di primissimo piano. Ciò che occorre è parlare ai nostri giovani e andare verso un addio alla logica dell’assuefazione rispetto alla convivenza con la criminalità organizzata».

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A rinforzare le parole di Curcio è il direttore della DIA, Direzione Investigativa Antimafia, di Catanzaro, Beniamino Fazio: è stato proprio il numero uno della DIA negli ultimi tempi a sottolineare l’importanza di annullare quelle cosiddette “zone grigie” fra società civile e criminalità organizzata, parentesi in cui non si configura reato ma c’è un confino spesso scavalcato. Per mettere un muro, arriva il patto educativo fra l’Università e la Direzione, sigillato proprio dalle parole di Curcio.

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«I ragazzi devono capire, ed è questa la funzione del patto educativo fra Direzione Investigativa Antimafia e Università, che in Calabria il talento non basta, va accompagnato da un sistema di valori. Qua dobbiamo esercitare non la celebrazione dell'antimafia, non un sistema di passerelle, non retorica, bensì – aggiunge – pratica quotidiana, spiegare agli studenti come funzionano le organizzazioni criminali e dare loro la possibilità di capire che il talento non basta se non è accompagnato da un sistema di valori».

Il ruolo dell’Unical fissato dal Rettore Gianluigi Greco: «Trasformare un dibattito pubblico in pensiero critico»

Le conclusioni della giornata sono state affidate al Rettore dell’Università della Calabria, Gianluigi Greco. Una presenza che il professore Costabile ha identificato come necessaria per far comprendere come la posizione dell’Unical nel contrasto alla criminalità organizzata non ammetta mezze misure: «È oggi un dovere civico e morale della nostra università avere degli esponenti dello Stato nelle nostre aule: questo consente di animare un dibattito – spiega il Rettore – nel quale ognuno deve cercare di contribuire in maniera attiva e in maniera fattiva».

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Ruoli separati ma uniti, insomma: «C'è certamente – prosegue Greco – una lotta alla criminalità fatta dai magistrati, ma anche una lotta che si combatte nelle aule, con la cultura, con la formazione, cercando di trasformare quelle che sono dei dialoghi da opinione pubblica, generale, in dei dialoghi invece approfonditi, in pensiero critico e in elaborazione razionale»

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In collegamento Skype fra i relatori anche il procuratore di Catanzaro, Domenico Guarascio, mentre a condividere il tavolo con i già citati Curcio, Fazio e Greco c’erano la direttrice del Dices, Maria Mirabelli, il Questore di Cosenza, Antonio Borrelli, e la coordinatrice del corso di laurea in scienze dell’educazione e scienze pedagogiche Rossana Adele Rossi. L’intero evento è stato trasmesso in diretta sui nostri canali web e social (qui il link per rivedere la diretta).

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