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10/08/2026 ore 09.19
Attualità

Intelligenza artificiale e dark web, Gratteri al Premio Caccuri: «Entreremo nell’era delle mafie digitali»

Il procuratore di Napoli è stato ospite del borgo dell'alto Crotonese per presentare il libro scritto con Antonio Nicaso “Cartelli di sangue. Le rotte del narcotraffico e le crisi che lo alimentano”

di Francesco Graziano

La ’ndrangheta cambia pelle. Non scompare la mafia a cui la maggior parte delle persone è abituata a pensare, quella capace di controllare territori, traffici e relazioni. Accanto a questa dimensione ne emerge una nuova, sempre più sofisticata: quella digitale. È uno dei passaggi più significativi dell’intervento del procuratore di Napoli Nicola Gratteri, ospite della XV edizione del Premio Letterario Caccuri, promosso dall’Accademia dei Caccuriani, dove ha presentato, dialogando con il giornalista Riccardo Giacoia, il libro “Cartelli di sangue. Le rotte del narcotraffico e le crisi che lo alimentano” scritto insieme ad Antonio Nicaso.

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Gratteri parte da un elemento storico del potere della ’ndrangheta: la cocaina. Il procuratore ricostruisce il rapporto costruito negli anni tra le cosche calabresi e i grandi cartelli sudamericani, spiegando come la ’ndrangheta, già dagli anni Novanta, abbia intuito prima di altri la portata del nuovo mercato della cocaina e abbia mandato propri uomini in Sud America per acquistare grandi quantità di droga, arrivando di fatto a condizionare il prezzo del mercato. Un sistema fondato anche sulla credibilità conquistata nei rapporti con i cartelli, capace di far comprendere il livello di fiducia raggiunto dalle organizzazioni calabresi nel circuito internazionale del narcotraffico. Ma è proprio qui che, secondo Gratteri, finisce il racconto della mafia come siamo stati abituati a conoscerla e comincia quello delle mafie digitali.

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«Entriamo nell’era delle mafie digitali», spiega il procuratore, raccontando come alcune famiglie di ’ndrangheta e di camorra siano oggi in grado di utilizzare l’intelligenza artificiale e di operare nel dark web.

Gratteri porta quindi a Caccuri un esempio concreto, maturato durante un’indagine condotta quando era alla Procura di Catanzaro. Una famiglia di ’ndrangheta del Crotonese avrebbe fatto arrivare dalla Germania degli hacker capaci di effettuare sofisticate operazioni finanziarie: in appena 26 minuti sarebbero stati spostati 5 milioni di euro attraverso tre banche situate in tre continenti diversi. Gli stessi criminali avrebbero inoltre fatto arrivare hacker in Calabria per occuparsi di Bitcoin e per entrare nel dark web.

Per spiegare la dimensione del fenomeno, Gratteri ricorre a un'immagine: se internet può essere paragonato a un piccolo mare, il dark web rappresenta «le profondità dell'oceano», uno spazio enorme nel quale è possibile trovare e acquistare beni e informazioni illegali.

E tra quelle che il procuratore definisce le possibilità offerte da questo universo criminale ci sono anche le droghe. Il salto rispetto al passato è radicale: secondo Gratteri, oggi un'organizzazione può arrivare a ordinare quantità enormi di cocaina direttamente attraverso il dark web, facendole poi arrivare nei grandi porti.

È questo il punto che cambia completamente lo schema tradizionale. Non servirebbe più necessariamente il broker che viaggia in Sud America, tratta il prezzo, organizza il carico, individua una nave e pianifica il trasporto. La tecnologia può rendere tutto questo molto più rapido e, soprattutto, più difficile da intercettare.

Ma la sofisticazione non si ferma all'acquisto della droga. Gratteri racconta che le organizzazioni criminali possono utilizzare l'intelligenza artificiale per individuare le rotte marittime con la minore probabilità di essere intercettate durante il viaggio verso l'Europa.

Per il procuratore di Napoli è questa la direzione verso cui si muoveranno sempre più le organizzazioni criminali: meno reati visibili sulla strada, più reati commessi attraverso la rete. «Il futuro delle mafie sarà l'utilizzo del dark web», è uno dei concetti centrali del suo intervento.

Anche il denaro cambia. I cartelli sudamericani, racconta ancora Gratteri, hanno iniziato ad accettare pagamenti in moneta elettronica, rendendo più complesso seguire il percorso del denaro. 

Di fronte a questa evoluzione, però, c'è una domanda che viene rivolta al procuratore: sono adeguati gli strumenti a disposizione dello Stato?

La sua risposta è netta: no. Gratteri denuncia un ritardo nella formazione e nella dotazione tecnologica della polizia giudiziaria e sottolinea la necessità di avere molti più specialisti informatici e hacker in grado di contrastare le nuove forme di criminalità. Per il procuratore, ogni Squadra Mobile dovrebbe poter contare su numerosi ispettori informatici, perché «avremo sempre meno reati di strada e sempre più reati informatici».

Ed è proprio questa trasformazione a rendere la nuova mafia più difficile da vedere. Per decenni, sottolinea Gratteri, magistrati e giornalisti hanno raccontato soprattutto una mafia violenta, fatta di sangue e di attentati. Ma se la mafia si sposta sempre più nel mondo digitale, l'assenza di sangue sulle strade non significa assenza della mafia.

Il rischio, secondo il procuratore, è che l'opinione pubblica finisca per percepire come più importanti soltanto i fenomeni criminali che producono paura immediata nella vita quotidiana, mentre resta nell'ombra una criminalità capace di condizionare l'economia, il mercato e persino l'informazione.

È il messaggio che arriva da Caccuri: la ’ndrangheta non è soltanto quella che si vede. È anche quella che opera dietro uno schermo, muove denaro digitale, utilizza hacker, sfrutta l'intelligenza artificiale e può acquistare droga senza che il tradizionale viaggio del broker sia più necessario.

E proprio per questo, dalle parole di Gratteri emerge una nuova sfida per lo Stato: se le mafie hanno già iniziato a utilizzare gli strumenti del futuro, anche la lotta alla criminalità organizzata dovrà imparare a parlare la stessa lingua della tecnologia.

Nel borgo dell'alto crotonese tutto è pronto per la grande finale del Premio Letterario che vedrà questa sera protagonisti sul palco i finalisti Tommaso Cerno, Luca Sommi, Cecilia Sala e Pietro Grasso.