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18/03/2026 ore 13.38
Attualità

Jovanotti a Catanzaro, sopralluogo per il concerto e incontro con gli studenti: «Sarà una grande festa»

Un auditorium stracolmo ha accolto l’artista arrivato questa mattina nel capoluogo: «Sono felice di essere qui, ci divertiremo molto»

di Luana Costa

Un grande applauso ha accolto all'auditorium dell'Università Magna Graecia Jovanotti questa mattina a Catanzaro per eseguire un sopralluogo nell'area che accoglierà l'arena in vista del concerto del 22 agosto. In ateneo ha incontrato gli studenti del campus. «Che lezione è? Che materia studiamo?» - ha detto rivolto agli studenti che hanno affollato l'auditorium.

«Parliamo di festa. Io sono molto felice di essere qui. Ho appena visitato l'area dove porteremo la nostra festa mobile, il palco e gli ospiti che dal primo pomeriggio inizieranno a suonare. Ci divertiremo molto, trasformeremo quest'area in un luogo di magia, che poi è quello che fa la musica» – ha aggiunto.

Jovanotti a Catanzaro: «Qui gentilezza e affetto»

«Vi guardo e sono felice di essere qui tra di voi per rispondere alle vostre curiosità. Siamo all'università della Magna Grecia e già questa espressione mi commuove. In Calabria sono venuto tante volte e ogni volta ricevo da queste terra cose molto belle: affetto, una gentilezza antica che non rilevo così comunemente in giro per il mondo. Una cura, un affetto, una amicizia che mi commuove e sento che è legata a qualcosa di molto antico, da un respiro che nasce da questa parte d'Italia, di mondo che è la Magna Grecia. Magna Grecia è il cuore di questo altro mondo che è il Mediterraneo, un universo che per tanti secoli è stato il centro del mondo. Ed ha questa caratteristica di accogliere come un sole i raggi che puntano al centro di questo sole» – ha detto ancora Jovanotti.

Per il cantautore «il sud dell'Italia è come un pontile che si sporge in questo mare se si pensa a quanta meraviglia ha generato questa parte di pianeta dal punto di vista della filosofia e delle invenzioni».

«Io non ho fatto l'università, – ha detto poi Jovanotti - mi sono iscritto ma poi mi è scoppiata nelle mani un mestiere che mi ha portato subito lontano dagli studi. In realtà non ho fatto nemmeno un esame,mi ero iscritto a lettere moderne alla sapienza a Roma, ho seguito due lezioni ma già facevo il dj fino a notte fonda per cui la mattina le lezioni erano un vago ricordo perche dormivo. Però poi nel tempo ho studiato, mi sono messo a leggere,ho sentito che mi mancavano le basi. Di recente mi sono proprio immerso nella cultura della Magna Grecia, la filosofia presocratica. Che sembra non c'entrare niente con la mia musica ma infine non è così perché tutto entra dentro tutto e le cose si influenzano».

Quindi Jovanotti rivolto ad una studentessa in prima fila ha chiesto se frequentasse la facoltà di medicina. «Ti ammiro molto perché è un mestiere pazzesco. Io mi domando ogni volta come fate a vivere sempre dentro la paura, la sofferenza e a tenere la forza, la disponibilità. Ammiro molto chi sceglie questa strada che è lunga e complicata».

Jovanotti a Catanzaro: «Il momento più felice? Quando è nata mia figlia»

Gli studenti hanno rivolto molte domande all'artista. In particolare quale sia stato il momento più felice. Jovanotti ha risposto: «Quando è nata mia figlia». E poi ancora cosa sia la felicità: «Non lo so cos'è la felicità» ha risposto. «Per questo continuiamo a scrivere canzoni e a chiedercelo. La felicità è un attimo, un varco che si apre, la felicità è luce e non è una condizione permanente, per nessuno. Per me lo è stato molte volte ma posso dirvi che quando lo sperimento me ne accorgo e me lo dico e mi dico: "tra cinque minuti avrò nostalgia di questo momento perché è un momento pazzesco". A volte mi succede, e allora respiriamola questa così perché poi passa».

Un'altra domanda ha riguardato la sua nota canzone “Penso positivo”. L'artista ha sottolineato che è «diventato un po' un meme. Io non sono sempre positivo, mi incazzo, mi viene lo sconforto. Penso positivo è una canzone, non vorrei deludervi ma per me è soprattutto quello ma non sono un testimonial del pensiero positivo, io sono una persona. Dentro di me ci sono momenti positivi altri in cui sono triste e arrabbiato. Però a volte ho la sensazione che lamentarsi diventa un vizio e una condizione in cui tu ci stai. Diventa un modo per controllare gli altri, o almeno ti dà questa sensazione, lo chiamano atteggiamento passivo aggressivo in cui tu diventi un buco nero».
E continua: «Questa è una condizione che sfuggo e quando la individuo negli altri la condanno. Un consiglio che voglio darvi: vi consiglio di sentire le cose e credere che le vostre scelte possono fare la differenza. È un fatto, le vostre scelte possono fare la differenza e voi incontrate sempre qualcuno che minimizza quello che fate, che tenterà di portarvi al loro livello. Questo capiterà, è capitato anche a me ma dovete accorgervene e pensare che la vita è vostra. E se voi realizzate qualcosa di bello lo fate per tutti. Il grande contributo che voi potete dare al mondo è di essere voi l'idea del mondo che avete e fare di questa idea qualcosa di bello. Essere felici ed essere persone realizzate in quello che fate. È il massimo che potete fare e lo farete. Non ho dubbi».