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03/08/2026 ore 15.46
Attualità

La Calabria abbraccia i suoi figli nel mondo, l’assessore Calabrese: «Il turismo delle radici è un asset strategico»

Presentata in Cittadella regionale l’iniziativa “Le Radici diventano Ponti”. L'obiettivo è trasformare il viaggio nei luoghi d'origine degli emigrati in un'occasione di valorizzazione culturale, sviluppo turistico e nuove prospettive economiche

di Francesco Graziano

Trasformare il ritorno nella terra d'origine in un'esperienza di identità, appartenenza e opportunità. È questa la filosofia del progetto "L'Abbraccio: le Radici diventano Ponti", presentato nella Cittadella regionale di Catanzaro, iniziativa che punta a valorizzare il turismo delle radici, coinvolgendo i calabresi e discendenti di emigrati sparsi per il mondo.

L'iniziativa nasce con l'obiettivo di rafforzare il legame tra la regione e le comunità calabresi all'estero, valorizzando borghi, tradizioni e memoria collettiva attraverso un percorso che invita i discendenti degli emigrati a riscoprire i luoghi da cui partirono i loro antenati.

Alla presentazione hanno preso parte l'assessore regionale al Turismo Giovanni Calabrese, il consigliere regionale delegato ai Calabresi nel Mondo Orlandino Greco, il presidente del Consiglio generale di Aicotur Giuseppe Varacalli, il segretario generale dell'associazione Luisa La Colla e il vicepresidente Aicotur e sindaco di Celico Matteo Lettieri. A portare i saluti istituzionali è stato il presidente di Aicotur e sindaco di Cleto, Armando Bossio.

Il progetto coinvolge i Comuni aderenti all'Associazione Italiana Comuni del Turismo delle Radici (Aicotur), con l'obiettivo di costruire una rete di accoglienza capace di trasformare il viaggio di ritorno in un'esperienza autentica, fatta di incontri, storie, tradizioni e relazioni, nella convinzione che il turismo delle radici possa diventare una leva strategica per lo sviluppo della Calabria.

Una rete per accogliere milioni di italo-discendenti

A spiegare la portata del progetto è stato Giuseppe Varacalli, presidente del Consiglio generale di Aicotur, che ha ricordato come l'associazione sia nata proprio in Calabria dopo un percorso di studio sulle potenzialità di questo particolare segmento turistico.

«Nel mondo vivono milioni di italo-discendenti – ha spiegato – persone che custodiscono il ricordo delle proprie origini e desiderano tornare nei paesi da cui partirono i loro nonni. Per questo serve un'accoglienza strutturata e organizzata, soprattutto nei piccoli comuni, che spesso non riescono nemmeno a rispondere alle richieste di chi cerca informazioni sul proprio albero genealogico o sull'antica casa di famiglia». Secondo Varacalli, il turismo delle radici non si limita alla visita dei luoghi di origine, ma rappresenta un'autentica esperienza immersiva: dalla riscoperta delle tradizioni gastronomiche alla partecipazione ai rituali della vita contadina, fino alla conoscenza delle storie familiari tramandate di generazione in generazione. Proprio per rafforzare questo legame nasce l’iniziativa “L’Abbraccio: le Radici diventano Ponti", prevista simbolicamente il 12 agosto (con la possibilità per i Comuni di individuare altre date), durante la quale le amministrazioni comunali accoglieranno ufficialmente i "turisti di ritorno". In quell'occasione verrà consegnata una pergamena che li nominerà "Ambasciatori delle Radici", affinché diventino promotori dei propri territori nei Paesi in cui vivono e interlocutori privilegiati per costruire nuove relazioni e nuove opportunità.

L’assessore Calabrese: «Il turismo delle radici è un asset strategico»

Per la Regione Calabria il progetto rappresenta un tassello di un percorso già avviato negli ultimi anni. «L'obiettivo – ha sottolineato l'assessore al Turismo Giovanni Calabrese – è costruire un'accoglienza dedicata ai calabresi di seconda e terza generazione che vogliono riscoprire le proprie origini e quelle dei loro antenati. È un percorso iniziato insieme al Ministero degli Esteri e che oggi continua perché rappresenta un asset di sviluppo turistico estremamente interessante».

L'assessore ha ricordato come nel mondo vivano milioni di calabresi e loro discendenti, una comunità enorme che guarda con crescente interesse alla terra d'origine.

Per favorire questo ritorno, la Regione sta lavorando su più fronti, a partire dal potenziamento dei collegamenti aerei internazionali e dalla costruzione di un modello di accoglienza condiviso con le associazioni e i territori. «Stiamo creando le condizioni affinché sempre più persone possano tornare a conoscere la Calabria – ha affermato –. Oggi viviamo un momento positivo per il turismo e registriamo un interesse crescente verso la nostra regione». Ma il ritorno, secondo Calabrese, non deve esaurirsi in una semplice vacanza. «Ci sono tanti calabresi che, dopo essersi affermati all'estero, vogliono investire in Calabria o addirittura tornare a viverci. Oggi la nostra è una terra che offre opportunità e, insieme al Dipartimento Sviluppo Economico, stiamo lavorando per accompagnare questi percorsi e far conoscere le possibilità di investimento».

Greco: «Otto milioni di ambasciatori della Calabria»

Sul valore strategico delle comunità calabresi all'estero si è soffermato anche il consigliere regionale delegato ai Calabresi nel Mondo, Orlandino Greco, che ha evidenziato la sproporzione tra la popolazione residente e quella di origine calabrese nel mondo. «La Calabria conta circa un milione e ottocentomila abitanti, mentre i calabresi nel mondo sono quasi otto milioni. Molti di loro hanno raggiunto posizioni di rilievo nei Paesi in cui vivono e rappresentano una straordinaria risorsa». Greco ha richiamato esempi significativi, come le grandi comunità presenti in Canada, Australia e Argentina, sottolineando come queste possano diventare un volano per attrarre investimenti, favorire l'export delle produzioni calabresi e creare nuove opportunità economiche. «In tanti – ha spiegato – continuano a scegliere prodotti e imprese calabresi anche nelle loro attività all'estero. Attraverso la Consulta dei Calabresi nel Mondo vogliamo valorizzare questa rete e permettere loro di contribuire concretamente allo sviluppo della Calabria».

Un turismo che guarda al futuro

"L'Abbraccio: le Radici diventano Ponti" si inserisce in una strategia che supera il concetto tradizionale di promozione turistica. L'obiettivo non è soltanto incrementare gli arrivi, ma costruire un rapporto stabile con milioni di persone che continuano a sentirsi parte della storia della Calabria. Il ritorno nei paesi d'origine diventa così occasione per riscoprire identità, tradizioni e memoria familiare, ma anche per immaginare nuove prospettive di sviluppo economico e sociale. Perché, come emerso durante la presentazione del progetto, le radici non rappresentano soltanto il passato: possono diventare il ponte attraverso cui costruire il futuro della Calabria.