Sezioni
Edizioni locali
24/01/2026 ore 17.02
Attualità

La comunità Luigi Monti di Polistena una luce di speranza in Calabria: «Aiutiamo i giovani a crearsi una nuova vita»

L'ex orfanotrofio è un luogo rivolto a minori e giovani in difficoltà ed è gestito dai frati concezionisti. Una struttura polivalente, di accoglienza e formazione, con al suo interno diverse realtà. Il direttore Fratel Stefano: «Il nostro obiettivo è far sentire in famiglia questi ragazzi»

di Giuseppe Mancini

Un luogo di accoglienza, un vero e proprio laboratorio di speranza e amore, dove ogni giorno si scrive una nuova storia di riscatto. Nel cuore della Calabria, a Polistena, nel reggino, la Comunità Luigi Monti brilla come un faro di speranza per i minori e giovani in difficoltà. Gestita dal 1934 dai frati concezionisti figli dell'Immacolata Concezione, questa realtà si dedica a offrire un rifugio sicuro e opportunità di crescita ai giovani vulnerabili.


L’ex orfanotrofio, di Via Vescovo Morabito, nacque dopo il terremoto del 1908, per volontà del compianto Mons. Morabito, per occuparsi dei tanti bambini in difficoltà. Oggi i frati portano avanti l'opera, guidati dai valori trasmessi dal Beato Luigi Maria Monti che diede vita alla congregazione, nel corso del 1800, dedita alla carità, specialmente all'assistenza degli infermi e all'educazione dei giovani orfani e bisognosi, ispirata dalla spiritualità dell'Immacolata Concezione di Maria. Le opere della comunità vanno ben oltre l'assistenza materiale: uniscono formazione didattica, supporto psicologico, attività ricreative e inserimento al mondo del lavoro. Grazie a programmi educativi mirati, a iniziative culturali, progetti, i ragazzi ospiti della struttura ricevono non solo un'istruzione, ma anche valori fondamentali come solidarietà e rispetto. A dirigere i servizi educativi è fratel Stefano Caria membro della congregazione che, unitamente al superiore della comunità religiosa, Peter Kiloh, manda avanti la struttura insieme a tanti collaboratori laici.

Polistena, la Befana porta sorrisi all’orfanotrofio della Comunità Beato Luigi Monti

Fratel Stefano: «Aiutiamo i giovani a crearsi una nuova vita»

«Come ci ha indicato padre Monti, l’obiettivo di noi educatori è far sentire in famiglia questi ragazzi, che vengono da contesti molto difficili, e aiutarli a crearsi un futuro – ci ha spiegato fratel Stefano Caria -. Vogliamo dargli un lavoro. Lo riscontriamo dalle esigenze del territorio. Quando parliamo di ragazzi che provengono da contesti di delinquenza, piuttosto che di malavita organizzata, questo è ancora più difficile. Noi abbiamo ragazzi con contesti complicati alla spalle, caratterizzati spesso dall'assenza totale di una famiglia che li possa guidare. Riscontriamo un comportamento che non ha regole. Per cui, dobbiamo ripartire dalle basi. Questo, chiaramente, non è semplice, perché hanno dei modelli distorti davanti agli occhi. Noi non ci allontaniamo quando stanno male, quando si arrabbiano, gli stiamo vicini per fargli capire che li possiamo aiutare a costruirsi una propria vita. Li accompagniamo, altresì, nel percorso di studi, cercando di facilitare il loro approccio al contesto scuola».

Fratel Stefano lancia un messaggio alle istituzioni: «Bisogna rafforzare dove già esiste, e iniziare dove non c'è, una migliore collaborazione con questo tipo di comunità, perché riceviamo continuamente richieste da svariati Comuni della Calabria di poter accogliere i minori, poiché le difficoltà e i problemi sono tanti. Sognando in grande, vorremmo non esistere, ma questo purtroppo è impossibile. Vorremmo che i percorsi in comunità durassero meno possibile, ma può avvenire soltanto nel momento in cui si rafforzi la collaborazione con le istituzioni, Comuni, enti, associazioni, scuole. L'ultimo appello alle istituzioni è quello di aiutarci meglio nella parte economica, perché persistono ancora delle difficoltà che non ci mettono sempre nelle condizioni di poter essere sereni nel nostro lavoro. È importante migliorare, soprattutto, i tempi di pagamento, ed essere più attenti alle nostre necessità, perché non siamo enti a fini di lucro e lavoriamo soltanto con quello che loro ci riconoscono. Vorrei, infine, mettere in risalto il grande aiuto che viene dall'esterno. Tante persone ci danno dei buoni pasto, una piccola offerta, attrezzature che possono essere utili. C'è una grandissima sensibilità».

Chi voglia sostenere questa nobile causa, può recarsi direttamente presso la struttura, dalle ore 7 del mattino alle 23 di sera. L'impegno dei frati è visibile ogni giorno: accompagnano i ragazzi nel loro percorso di rinascita, riservandogli attenzioni e risorse per affrontare le sfide della vita. In un'epoca in cui molti giovani si trovano ad affrontare situazioni di fragilità, la Comunità Luigi Monti rappresenta un esempio luminoso di come la fede e l'umanità possano apportare cambiamenti significativi.

Le attività

Sono Cinque le realtà che operano in maniera costante sul territorio calabrese, quasi a costituire un vero e proprio villaggio educativo: “Gruppo famiglia” (tecnicamente Casa Famiglia), struttura residenziale che accoglie 12 ragazzi dai 6 ai 18 anni; Centro Diurno, struttura semiresidenziale che accoglie 10 ragazzi dai 6 ai 18 anni;
Comunità “Fratel Emanuele Stablum”, struttura residenziale specialistica che accoglie fino a 7 ragazzi di età compresa tra i 14 e i 21 anni;
Aspi Padre Monti, che attraverso le varie attività sportive raccoglie circa 300 tra bambini e ragazzi di tutto il territorio della Piana;
Cooperativa I.D.E.A., una cooperativa sociale che ha come obiettivo quello dell’inserimento lavorativo dei giovani.

?>