La Festa delle donne tra mimose e ipocrisia: il rispetto per le donne non può durare solo un giorno
Tra citazioni perfette e auguri sui social, la celebrazione rischia di diventare solo retorica. Il vero rispetto si misura nei comportamenti quotidiani, anche quando una donna è libera, forte e coerente
Oggi vedremo tanti post pieni di frasi perfette per celebrare le donne. Parole bellissime, citazioni scelte con cura, cuori e mimose ovunque.
Poi però domani torneranno i soliti commenti velenosi, i pettegolezzi, gli insulti sui social, le cattiverie dette alle spalle di altre donne. Perché, diciamolo, l’ipocrisia non ha genere: uomini e donne oggi fanno gli auguri e domani sono pronti a parlarne male, a condividere maldicenze o a diffondere malignità.
E mentre si trova sempre il tempo per attaccare chi prova a vivere con dignità e coerenza, quando c’è da “difendere” il delinquentello di turno o chi si comporta male… ecco che fioccano i like, i commenti di solidarietà, le giustificazioni.
Curioso però: quando una donna è libera, intelligente, pulita, quando non scende a compromessi e ha il coraggio delle proprie idee… lì improvvisamente ci si dimentica che è una donna da rispettare.
L’8 marzo non dovrebbe essere una frase bella da pubblicare. Dovrebbe essere un atteggiamento quotidiano.
Buon 8 marzo alle donne, alle guerriere silenziose, a quelle che restano gentili anche quando il mondo intorno prova a indurirle.
Non perdete mai la dolcezza e la speranza verso il futuro.
La nostra capacità di generare vita, energia e cambiamento è la nostra vera potenza. AUGURI A NOI
*Già Sottosegretario di Stato e Parlamentare della Repubblica Italiana