«La 'ndrangheta ha cambiato pelle per attrarre politici e persino magistrati»: l'analisi di Fazio (Dia) a Dentro la Notizia
Nella seconda puntata de “Lo Stato siamo noi”, il capo della Direzione investigativa antimafia di Catanzaro ricostruisce la metamorfosi dell’organizzazione: «Più unitaria e permeabile alle istituzioni». Focus anche su subcultura criminale e contrasto educativo
Nella consueta puntata speciale del venerdì di Dentro la notizia, intitolata “Lo Stato siamo noi” e condotta da Pier Paolo Cambareri (qui si può recuperare la seconda puntata speciale), l’attenzione si è concentrata sulla metamorfosi della criminalità organizzata calabrese, con un’analisi puntuale e rigorosa che ha visto il contributo in studio del professor Giancarlo Costabile e il collegamento con Beniamino Fazio, figura di spicco nel panorama delle forze investigative impegnate nella lotta alla ‘ndrangheta, nonchè capo centro della Direzione investigativa antimafia di Catanzaro.
La puntata segue idealmente il percorso inaugurato dalla precedente, dedicata al ricordo di Giovanni Falcone, con collegamenti da Capaci, ma questa volta la riflessione si sposta su un terreno meno celebrativo e più analitico: l’evoluzione della ‘ndrangheta e i mutamenti della sua struttura interna.
Fazio, con esperienza diretta e conoscenza approfondita del fenomeno, ha delineato i cambiamenti radicali che hanno interessato l’organizzazione criminale negli ultimi decenni. «La ‘ndrangheta è cambiata moltissimo», ha esordito, precisando come a un certo punto molti esponenti abbiano rifiutato di continuare secondo le logiche tradizionali, consapevoli della necessità di costruire un’unica organizzazione unitaria, capace di inglobare politici, professionisti, poliziotti e persino qualche magistrato.
La capacità di tradire i propri alleati, ha sottolineato Fazio, è una delle qualità più singolari della cosiddetta Santa, che dal 1969 in poi ha saputo evolvere e trasformare radicalmente la struttura della ‘ndrangheta stessa.
Il dibattito ha quindi preso una dimensione comparativa, con un riferimento alla mafia siciliana: Fazio ha ricordato come quest’ultima, nel tempo, si sia divisa in due “colonie” contrapposte, i falchi e le colombe. I falchi – tra cui Totò Riina e Brusca – perseguivano una linea di confronto frontale con lo Stato, mentre le colombe, rappresentate da figure come Vito Santo Paolo, privilegiavano strategie più sottili e meno visibili.
Cambareri ha opportunamente ricordato come l’ostracismo subito dalla fazione corleonese in Sicilia abbia segnato, di fatto, l’inizio della decadenza di quel modello mafioso, aprendo una fase di trasformazioni e frammentazioni interne.
Un momento centrale della puntata è stato il richiamo alla subcultura mafiosa, concetto introdotto da Cambareri e sviluppato da Fazio e Costabile. Attraverso strumenti investigativi sofisticati, Fazio ha spiegato come i suoi uomini siano in grado di osservare e comprendere le dinamiche interne alla ‘ndrangheta, individuando quei comportamenti che costituiscono reato vero e proprio e quelli che, invece, rappresentano semplicemente l’espressione di una subcultura, di un sistema di norme, regole e comportamenti trasmessi come “pedagogia mafiosa”. Costabile ha sottolineato con forza l’importanza di contrastare e rovesciare tali schemi, definiti come modalità inaccettabili che vanno frantumate per consentire una reale educazione civica e civile, libera da logiche di sopraffazione e violenza.
La puntata di Dentro la notizia ha dunque restituito al pubblico una prospettiva rara e significativa: quella di chi osserva la criminalità organizzata dall’interno della macchina investigativa e pedagogica, mettendo a nudo le trasformazioni della ‘ndrangheta, le sue strategie di sopravvivenza e la necessità di un intervento non solo repressivo, ma educativo e culturale. Una riflessione che unisce storia, cronaca e pedagogia civile, ricordando che la lotta alla criminalità organizzata non può limitarsi alla mera repressione, ma deve investire la coscienza sociale e le modalità di trasmissione dei valori nella comunità.