La separazione delle carriere diventa un progetto scolastico (a favore del Sì), l’Anm di Catanzaro denuncia: «Esclusi pm e giudici»
Gli studenti di un istituto di Soverato hanno partecipato a un concorso organizzato dal Miur e dalla Camera penale del capoluogo. Tema: “Tutela dei diritti e imparzialità del giudice". L’Associazione magistrati punta il dito contro un’istruzione a senso unico
Istruzione a senso unico. La separazione delle carriere diventa un progetto scolastico che esamina, però, la riforma solo da un punto di vista: quello a favore delle modifiche costituzionali. L’Associazione nazionale magistrati di Catanzaro non ci sta e ha deciso di diramare un comunicato per denunciare il fatto avvenuto, secondo indiscrezioni, in una scuola di Soverato (non è dato al momento sapere se vi siano stati altri episodi simili avvenuti in altre scuole).
«“Separazione delle carriere e giustizia: tutela dei diritti e imparzialità del giudice”: questo il tema del concorso rivolto agli studenti di una scuola per l’elaborazione di un testo scritto, nell’ambito di un recente progetto promosso dall’Osservatorio del ministero dell’Istruzione e del Merito, dall’osservatorio Giovani e dalla Camera penale di Catanzaro. I lavori saranno oggetto di valutazione e i migliori elaborati saranno pubblicati sul sito ufficiale della medesima Camera penale coorganizzatrice», spiega un comunicato dell’Anm Catanzaro.
«Anche noi, giudici e pubblici ministeri – scrive la Giunta esecutiva sezionale dell’Anm di Catanzaro – avremmo partecipato con vivo entusiasmo, qualora coinvolti, agli incontri preparatori dell’elaborato, offrendo il nostro contributo allo sviluppo di un pensiero critico da parte delle studentesse e degli studenti. La formazione degli alunni su un tema così cruciale impone ancor più il rispetto del pluralismo delle idee e reclama il necessario contributo di tutti gli attori della giurisdizione. Solo il confronto tra i diversi punti di vista permette agli studenti lo sviluppo di un pensiero autonomo e critico sui ruoli del giudice e del pubblico ministero nell’esercizio della giurisdizione, di come questi agiscano per la tutela dei diritti e di quali siano gli strumenti che garantiscono l’imparzialità del giudice. Auspichiamo che la curiosità che anima i giovani allievi li spinga a cercare anche altrove esperienze di confronto e crescita personale; invitiamo il Miur e le istituzioni scolastiche ad assicurare sempre il pieno rispetto dei principi del pluralismo e della libertà di opinione nella formazione degli studenti, per come pure ribadito dallo stesso ministero dell’Istruzione nella recente circolare del 7 novembre 2025».