La strage dimenticata di Gioia Tauro: 56 anni fa l'attentato nascosto dietro un falso incidente ferroviario
Il 22 luglio 1970 la Freccia del Sud deragliò causando sei morti. Per anni fu definito un incidente, ma le indagini dimostrarono che si trattò di un attentato legato alla strategia della tensione. Il ricordo della sindaca Scarcella
Ci sono stragi che hanno cambiato la storia d’Italia e sono rimaste impresse nella memoria collettiva. E ce ne sono altre che il tempo ha quasi cancellato. La strage di Gioia Tauro appartiene a questa seconda categoria: una tragedia che per anni è stata raccontata come un semplice incidente ferroviario, mentre dietro quel deragliamento si nascondeva un attentato.
Era il pomeriggio del 22 luglio 1970. La Freccia del Sud, il direttissimo Palermo-Torino carico di emigranti, famiglie e pellegrini diretti al Nord, viaggiava lungo la linea tirrenica calabrese. Alle 17.10, poco prima della stazione di Gioia Tauro, il convoglio deragliò violentemente. Le carrozze si spezzarono, alcune si accartocciarono sui binari.
Il bilancio fu drammatico: sei morti e decine di feriti, molti dei quali gravissimi.
Per molto tempo la versione ufficiale parlò di un disastro ferroviario dovuto a cause tecniche. Furono persino indagati alcuni ferrovieri. Eppure fin dai primi rilievi emergevano elementi difficili da spiegare: un forte boato udito prima del deragliamento, deformazioni anomale dei binari, bulloni trovati allentati o rimossi.
Solo oltre vent’anni dopo, grazie alle dichiarazioni di collaboratori di giustizia e alle nuove indagini della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, il quadro cambiò radicalmente.
La magistratura ricostruì che il deragliamento era stato provocato dall’esplosione di una carica di esplosivo collocata lungo i binari. Un attentato, dunque, maturato nel clima dei moti di Reggio Calabria, iniziati appena otto giorni prima dopo la decisione di assegnare a Catanzaro il capoluogo della Regione. Le indagini individuarono collegamenti tra esponenti dell’eversione neofascista e ambienti della ’ndrangheta, anche se molti aspetti, soprattutto sui mandanti, non sono mai stati definitivamente chiariti.
Oggi gli storici collocano la strage di Gioia Tauro all’interno della strategia della tensione, la stagione delle bombe che insanguinò l’Italia tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Settanta.
La stessa Commissione parlamentare sul terrorismo e sulle stragi ha inserito il caso di Gioia Tauro tra gli episodi riconducibili a quel contesto eversivo, mentre il Ministero della Cultura lo annovera tra le prime grandi stragi dell’Italia repubblicana.
Per il sociologo prof. Tonino Perna, quella tragedia rappresenta il punto di incontro tra una vicenda apparentemente locale e la grande storia nazionale: una Calabria attraversata dalla protesta e dalla violenza diventava funzionale al progetto di destabilizzazione che caratterizzò quegli anni.
La Corte d’Assise di Palmi, nel 2001, ricostruì la natura dolosa dell’attentato e attribuì la responsabilità a tre appartenenti all’area dell’estrema destra eversiva, tutti ormai deceduti. Ma la piena verità giudiziaria non è mai arrivata fino ai livelli superiori della catena decisionale. Restano senza risposta le domande sui mandanti, sulle eventuali coperture e sui depistaggi che per decenni hanno impedito di accertare la verità.
Cinquantasei anni dopo, la strage di Gioia Tauro continua a rappresentare una delle pagine meno conosciute della storia italiana. Sei persone persero la vita non per una fatalità, ma per un attentato che rimase nascosto dietro la parola “incidente”. È una vicenda che racconta quanto sia stato difficile, negli anni della strategia della tensione, distinguere la verità dalla menzogna.
Ricordare il 22 luglio 1970 significa restituire dignità alle vittime e riaffermare un principio essenziale: senza memoria non può esistere una piena coscienza democratica. Perché anche le stragi dimenticate continuano a interrogare il presente e chiedono ancora, a distanza di decenni, tutta la verità.
E a ricordare quella strage dimenticata è la sindaca di Gioia Tauro Simona Scarcella nel video che vi proponiamo.