Laino Borgo, la Croce di San Damiano illumina la Comunità alloggio per disabili Rovitti Grimaldi
La Medical Center dona alla comunità una replica Treccani dell’opera. Mons. Savino: «Questa deve essere la casa della vicinanza alle persone fragili come sono gli anziani e ci vuole qui un supplemento d'anima»
A Laino Borgo,a ridosso del confine a nord della Calabria, la cura del prossimo e la spiritualità si intrecciano in un gesto di profonda dedizione. La Cooperativa Sociale Medical Center, gestore della Comunità Alloggio per Disabili “Casa della Divina Provvidenza Rovitti – Grimaldi”, ha recentemente arricchito la Cappella all’interno della struttura con una replica fedele del Crocifisso di San Damiano, simbolo di eccezionale valore artistico e religioso.
La struttura, autorizzata e accreditata con l’Ambito Sociale di Castrovillari, ha sede in un immobile di proprietà della Parrocchia Santo Spirito. Un edificio che oggi brilla di nuova luce grazie agli interventi di adeguamento e ristrutturazione interamente sostenuti dal gestore, che ha voluto creare un ambiente non solo funzionale, ma profondamente dignitoso per i suoi ospiti. L’ultima tappa di questo percorso di valorizzazione è la creazione di una piccola cappella interna, destinata a diventare luogo di riflessione e preghiera per ospiti e operatori.
«Questa è una Comunità Alloggio per Disabili – spiega la responsabile Angela De Angelis -, una struttura senza cappellina non si può chiamare struttura fino in fondo. Ora finalmente siamo riusciti a completare i lavori. Ci è stato donato da Stefano Prisco il Crocifisso di San Damiano che è una riproduzione curata dall’istituto Treccani e quindi abbiamo finalmente completato l'opera. Così i nostri ospiti, o gli operatori, possono venire qui a dire una preghiera, stare in silenzio e a portare il loro amore.»
In vista del solenne appuntamento del 3 ottobre 2026 che segnerà l’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco d’Assisi, il dono segna la volontà di prossimità alla Comunità. attraverso una preziosa riproduzione. L’opera è stata realizzata dall’Istituto Treccani, su concessione delle Sorelle Clarisse della Basilica di Santa Chiara in Assisi. Un legame diretto con il luogo originale che custodisce l’icona bizantina del XII secolo, celebre per aver parlato al Poverello d'Assisi."Va', Francesco, ripara la mia casa che, come vedi, è in rovina". Queste parole, udite da Francesco nel 1205, risuonano oggi tra le mura della Comunità, trasformando il restauro architettonico in una missione umana di cura della "comunità dei fedeli" e dei più fragili. «Siamo molto contenti di essere in questo luogo che possa portare anche un po' di buona sorte e di buoni pensieri» il pensiero di Piero Bellizzi, responsabile dell’Istituto Treccani. «Il crocifisso di San Damiano è un po' diverso da tutti gli altri, è un Crocifisso che dà speranza, è un Cristo che è risorto, infatti non porta segni di torture o queste cose così proprio perché è un Crocifisso che porterà solo buoni pensieri e siamo qui proprio per presentare questo. Ringraziamo i titolari della Casa di Cura che ci hanno dato questa opportunità.»
La Croce di San Damiano si distingue per l'iconografia del Cristo Trionfante. Gesù è raffigurato con gli occhi aperti e uno sguardo sereno, simbolo della Risurrezione. Sopra il capo, la mano del Padre benedicente accompagna il mistero dell'Ascensione mentre, attorno alla figura centrale, si stagliano Maria, San Giovanni e gli altri testimoni della Passione, in un abbraccio universale. Un invito all’accoglienza, con le braccia aperte del Cristo per un invito esplicito alla carità e al ristoro dell'anima.
Un’occasione, ancora una volta, per Mons. Francesco Savino, Vescovo della Diocesi di Cassano, per testimoniare e rafforzare l’amore attraverso la carità cristiana: «È stato un bel momento, siamo qui nella casa di riposo Grimaldi Rovitti, abbiamo inaugurato una cappella dignitosa, un bellissimo crocifisso che è la riproduzione del crocifisso di San Damiano con cui dialogava spesso, direi quasi ogni giorno, il caro Francesco d’Assisi. E’ stato un momento molto forte di preghiera, di raccoglimento ma soprattutto di prossimità e di vicinanza agli anziani. Ho detto che questa deve essere la casa della tenerezza, la casa della vicinanza alle persone fragili come sono gli anziani e ci vuole qui un supplemento d'anima, ci vuole qui un supplemento di cuore, ci vuole qui un supplemento di spirito, non basta soltanto essere dei lavoratori, degli operatori, sociosanitari, qui ci vuole sempre un qui de plus, qualcosa di più e qualcosa di più si chiama l'amore di Cristo.»
Per i gestori, la posa di questo Crocifisso è un manifesto programmatico, rappresenta l'invito a non restare indifferenti di fronte alla sofferenza, a mettersi in gioco per "riparare" le ferite altrui senza voltarsi dall'altra parte. Al contempo, il dono si fa preghiera attraverso una richiesta di protezione speciale per tutti coloro che, ogni giorno, dedicano la propria vita all'assistenza dei disabili. Un sostegno spirituale per chi è chiamato a operare con amore e pazienza in questo luogo di speranza, affinché la mano di San Francesco possa guidare ogni loro gesto di cura.