Landini a Vibo dopo le intimidazioni: «Qui la ’ndrangheta attacca la democrazia, la vostra battaglia è la battaglia di tutti»
VIDEO – Dure parole di condanna da parte del segretario generale della Cgil che è stato in Prefettura e al Comune prima di partecipare all’assemblea straordinaria dei lavoratori convocata nel piazzale della Metal Sud, una delle imprese prese di mira dalla criminalità
«Un po' di anni fa una reazione così non ci sarebbe stata. Un po' di anni fa, se io fossi arrivato qui, non avrei trovato voi all’indomani di una fiaccolata. Sono io a ringraziarvi, quindi, per ciò che avete immediatamente fatto. Perché il messaggio che deve arrivare è non solo che non volete tornare indietro, ma che tutto quello che è successo in questi anni deve diventare la regola, la normalità. Una regola che permette la possibilità di un cambiamento e di una crescita».
Maurizio Landini porta, in questi termini, la vicinanza della Cgil alle imprese e ai lavoratori colpiti dalle intimidazioni che nei giorni scorsi hanno segnato un innalzamento del livello di guardia nel Vibonese. All’indomani della grande manifestazione che ha portato in piazza centinaia di cittadini, il segretario generale del principale sindacato italiano è arrivato a Vibo Valentia, dapprima in Prefettura poi nell’aula consigliare del Comune, in seguito anche tra i lavoratori, per sposare con parole nette la battaglia di civiltà promossa dalle forze sane della società.
Vibo Valentia marcia contro la paura, rompe il silenzio e accende la speranza di un’intera CalabriaAl suo fianco le associazioni di categoria, dalla Cna a Confcommercio, da Coldiretti a Libera, gli amministratori locali, i rappresentanti sindacali del territorio, il sindaco Enzo Romeo, che ha aperto l’incontro, e il vescovo Attilio Nostro. Tanti i presenti all’iniziativa che prosegue, idealmente, rafforzandola, la risposta corale della città nel rigetto di ogni prevaricazione mafiosa.
«Mai come adesso - segnala il segretario generale Cgil - c'è bisogno di partecipazione, nella convinzione che solo l'azione collettiva delle persone oneste e per bene, può cambiare l’attuale condizione. Perché siamo la maggioranza. E proprio perché siamo la maggioranza, abbiamo bisogno però di esercitare il nostro ruolo e di essere in grado, sia sul territorio sia a livello nazionale, di cambiare la situazione. E a dimostrazione di questo, poche settimane fa, è avvenuto anche un elemento democratico: ancora una volta, la maggioranza dei cittadini del nostro Paese ha riaffermato i valori della Costituzione. E non lo ricordo a caso, ma lo faccio perché la nostra, come dice l'art. 1 della Costituzione, è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Senza lavoro, deve essere chiaro, e senza lavoro con diritti, e senza imprenditori che possono fare il loro lavoro senza ricatti, non c'è democrazia».
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Per questo, ha aggiunto, «voi non vi state battendo solo per Vibo, ma quello che state facendo ha un significato che ha un valore più generale: è una battaglia nazionale e internazionale, un elemento che riguarda anche il modo in cui è organizzato il sistema delle imprese, degli appalti, dei subappalti, dei “fintappalti”, che non fanno altro che favorire la malavita organizzata e la possibilità che essa si prenda pezzi interi dell'economia reale».
Nuova notte di terrore a Vibo: pioggia di fuoco contro auto e case, un colpo manda in frantumi la finestra di un bagnoQuindi, il segretario ha anticipato i temi della prossima raccolta firme promossa dal sindacato. «Il 15 e il 16 maggio avvieremo la raccolta firme su due leggi di iniziativa popolare: la prima mette al centro il diritto della salute e che chiede che ci siano investimenti perché il servizio sanitario nazionale diventi davvero un servizio universale che garantisca tutti; la seconda è proprio una legge per cambiare le regole sugli appalti, sul “sottappalto”, sul subappalto, che non solo mettono in discussione i diritti delle persone che lavorano, ma favoriscono anche una competizione sleale tra le imprese, e rischiano di favorire non gli imprenditori seri, non le aziende che usano l'intelligenza dei propri dipendenti ma, diciamolo in italiano, dei banditi».
Lasciato il Comune Landini si è diretto verso la Metal Sud, una delle imprese colpite dalle ultime intimidazioni, per partecipare all’assemblea straordinaria indetta dai lavoratori nel piazzale dell’azienda e incontrare il titolare Domenico Arena.
«La Cgil - ha ribadito - è a disposizione di questa battaglia e di questo processo di cambiamento insieme a voi. Insieme possiamo davvero creare le condizioni per una crescita che vuol dire soprattutto dare fiducia e ascolto alle nuove generazioni. È un cammino che dobbiamo continuare assieme, a testa alta e senza avere paura di nessuno».