L’Italia non può essere umiliata: Trump e la nuova pesante offesa alla Meloni
Il fotomontaggio offensivo e le parole irridenti rivolte alla presidente del Consiglio colpiscono la Repubblica Italiana, il Governo democraticamente eletto e tutti i cittadini. Il nostro Paese merita rispetto
Esiste un principio che dovrebbe essere sacro nei rapporti tra nazioni alleate: il rispetto delle istituzioni democratiche. È un principio che Donald Trump sembra ignorare ogni volta che sceglie di trasformare la politica internazionale in un palcoscenico di provocazioni personali.
Il fotomontaggio offensivo e le parole irridenti rivolte alla presidente del Consiglio italiana non sono una semplice caduta di stile. Sono un’offesa istituzionale. Non colpiscono soltanto Giorgia Meloni: colpiscono la Repubblica Italiana, il Governo democraticamente eletto e, con essi, tutti i cittadini. E tutto questo alla vigilia di un importante vertice ONU in Turchia al quale sarà presenti anche Trump e Meloni.
Tra Paesi amici si possono avere divergenze anche profonde. Ma il dileggio pubblico del capo di governo di un paese alleato è un fatto che non ha precedenti nella storia recente delle relazioni tra Italia e Stati Uniti ed è incompatibile con il ruolo che dovrebbe esercitare il presidente della più importante democrazia occidentale.
Di fronte a simili comportamenti non possono esserci ambiguità né silenzi. Difendere la presidente del Consiglio, in questo caso, non significa difendere la dignità e l’onore dello Stato italiano. Significa affermare che nessun leader straniero, per quanto potente, può permettersi di umiliare le nostre istituzioni. A nessuno può essere concesso.
L’Italia è una grande democrazia, tra i paesi fondatori dell’Europa, alleato leale degli Stati Uniti e protagonista della sicurezza occidentale. Merita rispetto. Sempre e comunque. E quel rispetto deve essere preteso, non con la forza, ma con la diplomazia, con l’autorevolezza e con l’unità di tutte le forze politiche.
Perché quando vengono mortificate le massime istituzioni della Repubblica, non è in discussione il destino di un governo. È in discussione il prestigio dell’Italia. È in discussione l’onore della Nazione, che non appartengono a una parte politica: appartengono a tutti gli italiani.
E Trump farebbe bene a capirlo. E soprattutto ad auto controllarsi, se ne è capace.