Ma quale Alta velocità, ritardi record per i treni verso la Calabria: sulla Salerno-Reggio i disservizi peggiori
La linea che attraversa la regione è tra le più critiche della rete nazionale con percorrenze aumentate fino a otto ore nel 2025 (caso limite il 13 novembre). Le due Frecce Reggio-Torino tra le più problematiche in Italia: difficoltà strutturali dei collegamenti verso il Sud. Il rapporto di Europa Radicale
I treni diretti in Calabria sono tra i più colpiti dai ritardi sulla rete ferroviaria nazionale. La linea Salerno–Reggio Calabria figura stabilmente nella mappa delle tratte più critiche e registra anche alcuni dei ritardi più gravi dell’ultimo anno: come i 521 minuti accumulati il 13 novembre sulla Paola–Salerno, poco meno di 200 chilometri percorsi con oltre otto ore di scarto rispetto all’orario previsto. Un dato (seppure registrato in una situazione straordinaria) che sintetizza le difficoltà strutturali dei collegamenti verso il Sud e che pesa in modo particolare sui viaggiatori calabresi. Riguardano la Calabria anche due delle tratte più problematiche tra quelle evidenziate nel dossier: al secondo posto (tra i treni peggiori) c’è il Frecciarossa 9588 Reggio Calabria-Torino: ritardo medio di 29 minuti, puntualità al 4% e ritardo record di 305 minuti il 13 novembre scorso. Non troppo lontano, al quarto posto, il Frecciarossa 9658 Reggio Calabria-Torino: ritardo record di 303 minuti, puntualità del 5% e ritardo medio di 28 minuti.
Il quadro generale non è meno allarmante. Negli ultimi dodici mesi i treni ad alta velocità di Trenitalia – Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca – hanno accumulato 676 giorni complessivi di ritardo, pari a quasi due anni. Tradotto sui circa 90 mila convogli analizzati, significa una media di dieci minuti di ritardo per ogni treno. A certificare questi numeri è lo studio di Europa Radicale, curato da Claudia Calore e intitolato emblematicamente Altra velocità.
Secondo l’analisi, il 66% dei treni arriva in ritardo, quasi sette convogli su dieci. Una percentuale che non scende mai sotto il 50% nel corso dell’anno e che supera il 70% nei mesi di giugno, luglio e settembre. Agosto risulta il mese più “puntuale”, con il 47% dei treni in orario, ma – osservano gli autori – si tratta di un dato influenzato dalla rimodulazione degli orari dovuta ai lavori sulla rete, che allunga i tempi di percorrenza e amplia artificialmente i margini di puntualità.
Le performance peggiori riguardano i Frecciabianca, con una media annua del 73% di treni in ritardo, seguiti dai Frecciargento (71%) e dai Frecciarossa (65%). Nei giorni feriali la situazione peggiora ulteriormente: si va dal 66,8% di ritardi del lunedì al 68,9% del venerdì, mentre nel weekend la percentuale scende leggermente.
Europa Radicale ha stilato anche una classifica delle tratte più problematiche: in testa la Lecce–Milano, con ritardi medi di quasi mezz’ora e una puntualità ferma al 5%. Ma nella mappa delle criticità spiccano anche la Milano–Napoli, la Genova–Pisa e soprattutto la Salerno–Reggio Calabria, asse fondamentale per il Mezzogiorno e per la Calabria, dove i disservizi assumono una dimensione strutturale.
Ai disagi per i passeggeri si somma il danno economico. Secondo lo studio, Trenitalia avrebbe subito perdite potenziali superiori ai 90 milioni di euro tra rimborsi per ritardi e cancellazioni. Dati che contrastano con quelli forniti da Rfi, che parla di una puntualità del 77% per l’alta velocità, includendo però nel calcolo anche cause esterne come cantieri, scioperi, attraversamenti indebiti e maltempo.
Proprio i cantieri rappresentano uno dei nodi centrali: sulla rete ferroviaria italiana sono attivi circa 1.300 cantieri, molti legati agli interventi del Pnrr. Le interruzioni di linea sono passate dalle 160mila del 2023 alle 345mila previste nel 2025, con un impatto diretto sui tempi di percorrenza. Un peso che, sulle tratte verso la Calabria, continua a tradursi in viaggi lunghi, incerti e spesso esasperanti per chi si sposta da e verso la regione.