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14/02/2026 ore 17.55
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Manifestazione in ricordo della strage di Cutro negata in una scuola di Crotone, insorgono le associazioni

«Il recepimento della direttiva Valditara sul contraddittorio non può sfociare nel ridicolo, allora invitiamo i nazisti nel Giorno della Memoria», commenta la Rete 26 Febbraio. E Avs annuncia un’interrogazione parlamentare

di Redazione Attualità

«Inorriditi e profondamente sconvolti dalla logica che sembra celarsi dietro simili decisioni». Così Manuelita Scigliano, rappresentante della Rete 26 febbraio, commenta la decisione del dirigente scolastico del Barlacchi-Lucifero di Crotone, di vietare nella sua scuola una manifestazione in ricordo del naufragio di Cutro.

Si tratta dell’Istituto Polo Tecnico Professionale "A.M. Barlacchi - A. Lucifero" dove il dirigente Girolamo Arcuri ha deciso di non consentire, per mancanza di contraddittorio, lo svolgimento di un'iniziativa della Cgil per ricordare il naufragio avvenuto a Cutro il 26 febbraio 2023.

«L'adesione ad attività di questo tipo non dipendono direttamente da noi studenti», dice Adriana Podella, rappresentante degli studenti della scuola.

La manifestazione, dal titolo “Steccato di Cutro, una ferita aperta - il valore dell'umanità”, si sarebbe dovuta tenere il 25 febbraio con la presenza di studenti, educatori e dei vertici sindacali, tra cui la segretaria generale della Flc Cgil, Gianna Fracassi, e il segretario generale Cgil Calabria, Gianfranco Trotta, il segretario della Flc Cgil Calabria, Alfonso Marcuzzo.

«Pur sentendo molto vicina questa iniziativa e condividendone pienamente il valore commemorativo - prosegue la rappresentante degli studenti - non potremo essere presenti poiché l'organizzazione e l'adesione ad attività di questo tipo non dipendono direttamente da noi studenti, ma sono decisioni di competenza della dirigenza; per questo motivo non ci è possibile intervenire autonomamente. Ci teniamo comunque a sottolineare la nostra sincera vicinanza a tutte le persone colpite da una tragedia così recente e dolorosa, che ha segnato profondamente la nostra comunità».

Scigliano (Sabir): «Di che contraddittorio parliamo?»

Per Scigliano, presidente di Sabir, ente del terzo settore che è stato in prima fila nell'accoglienza dei superstiti e dei familiari delle vittime del naufragio, «il recepimento della direttiva Valditara sul contraddittorio a scuola non può e non deve sfociare nel ridicolo».

«Sfugge - prosegue - la necessità di un “contraddittorio” di fronte a una tragedia come quella di Cutro. Di quale contraddittorio stiamo parlando? Quale potrebbe essere il posto di un contraddittorio in una vicenda dove da un lato siede l'umanità, il rispetto per la vita, la pietà per chi non c'è più? Chi, esattamente, dovrebbe sedere dall'altro lato? Dobbiamo forse prepararci a un futuro in cui, durante un Giorno della Memoria, si pretenderà di far sedere a pari diritti neonazisti e neofascisti accanto a chi ricorda le vittime dell'Olocausto? Rattrista e preoccupa profondamente che simili posizioni provengano proprio da un'istituzione che dovrebbe essere luogo di formazione».

Sestito (Arci): «Visione autoritaria della scuola»

Secondo Filippo Sestito, presidente di Arci Crotone, «quello che è successo non è un problema del singolo preside, è il frutto di un'idea della scuola e della società voluta dalle forze conservatrici, una scuola dove i ragazzi non contano, dove non possono decidere cosa entra e cosa resta fuori, e dove la memoria e la coscienza critica diventano opzionali». Sestito parla di «visione autoritaria che è legittimata da governi e rappresentanti politici che avallano riforme e leggi che tolgono voce alle nuove generazioni. Se vogliamo scuole e comunità davvero democratiche, dobbiamo smettere di accettare queste imposizioni, occorre partecipare, decidere e scegliere con attenzione chi fa le leggi, chi governa e chi firma il destino dei nostri spazi educativi e civili».

L’avvovato Verri: «La memoria non è un tema sul quale dividersi»

«La memoria del naufragio non è tema sul quale ci si possa dividere» commenta l'avvocato Francesco Verri, che rappresenta i familiari delle vittime al processo in corso sui ritardi nei soccorsi. «Credo che ci sia stato un fraintendimento - dice Verri -: non mi pare si trattasse di un convegno in cui discutere del processo (anzi, dei processi) per il naufragio di Cutro in cui in effetti ci sono posizioni inevitabilmente contrapposte fra accusa e difesa. L'incontro intendeva ricordare 94 persone morte tragicamente davanti alle cui salme si è raccolto in preghiera anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che rappresenta tutti. Delle responsabilità, giustamente, si parla nelle aule di giustizia e non in quelle scolastiche. Confido che l'equivoco possa chiarirsi perché la memoria del naufragio non è tema sul quale ci si possa dividere». 

Fratoianni su X: «Siamo al grottesco»

«Siamo ormai al grottesco: negare un'iniziativa a scuola in ricordo del naufragio di Cutro come ha deciso un dirigente scolastico di Crotone perché manca il contradditorio è davvero incredibile». Lo scrive su X Nicola Fratoianni di Avs.

«Forse - prosegue - dovevano invitare uno scafista o un torturatore libico? Oppure quando in qualche scuola si vorrà affrontare il dramma degli stupri e dei femminicidi, d'ora in poi sarà obbligatorio forse invitare un assassino o uno stupratore? Sono gli effetti delle ridicole assurdità di Valditara, che devono essere al più presto superate. Su questa vicenda incredibile è necessario che il ministero intervenga, Avs presenterà un'interrogazione in Parlamento».

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