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21/09/2026 ore 21.04
Attualità

Mattarella avverte sulla scuola: «Non formare ghetti, non alzare barriere». Il monito dopo l'annuncio di Meloni

Da Amatrice il presidente della Repubblica richiama il ruolo della scuola nell'integrazione: «È aperta a tutti». Le parole arrivano dopo l'annuncio del governo sul tetto agli studenti stranieri e sul divieto di burqa e niqab

di Redazione Politica

«La scuola è la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati». Il messaggio di Sergio Mattarella arriva da Amatrice, nel giorno in cui il presidente della Repubblica inaugura il nuovo anno scolastico, e si inserisce nel dibattito politico aperto dalle misure annunciate dal governo sull'integrazione degli studenti stranieri e sull'abbigliamento nelle aule.

Il governo ha annunciato un intervento che dovrebbe prevedere un tetto al numero di studenti stranieri per classe e il divieto di indossare burqa e niqab a scuola. Il provvedimento dovrebbe essere presentato in Consiglio dei ministri nei prossimi giorni sotto forma di disegno di legge.

Mattarella, però, nel suo intervento all'Istituto omnicomprensivo «Sergio Marchionne» di Amatrice, ha insistito sul ruolo della scuola come luogo di integrazione e coesione sociale. Un passaggio che arriva proprio mentre il tema dell'integrazione scolastica è al centro del confronto politico.

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«Non formare ghetti, non alzare barriere»

Il presidente ha richiamato direttamente la responsabilità delle istituzioni e degli adulti di fronte alle difficoltà che attraversano il mondo della scuola.

«Gli insegnanti non devono essere lasciati soli dalla società e le istituzioni non devono recedere dalla loro responsabilità in contesti difficili», ha detto Mattarella.

Nel suo discorso ha citato anche alcuni dei problemi che quotidianamente entrano nelle aule: bullismo, bande giovanili e aggressioni contro gli insegnanti. Il Capo dello Stato ha chiamato in causa anche le famiglie, sottolineando il ruolo che dovrebbero avere nell'alleanza educativa con la scuola.

«La violenza si manifesta in molte forme. Prepotenze esplicite, gruppi e bande che si consolidano fuori dalle aule. Le violenze contro gli insegnanti: L'ultimo grave episodio di pochi giorni addietro si aggiunge a quelli già avvenuti, non dimenticati. Talvolta da parte di ragazzi, più di frequente di genitori, ben più colpevoli - sottolinea - in questo tradimento del loro compito educativo; sottraendosi alla fondamentale alleanza con gli insegnanti».

Ma è soprattutto sull'integrazione che il discorso presidenziale assume un significato particolare rispetto al dibattito di queste ore.

«La scuola deve stabilire legami, conquistare la fiducia delle famiglie, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere, a rendere più sicure le nostre comunità, a unire e non a lacerare, superando i muri della diffidenza e dell'incomunicabilità. La scuola è chiamata a produrre coesione sociale».

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Il richiamo all'articolo 34 della Costituzione

Mattarella ha quindi legato il ruolo della scuola a un principio costituzionale.

«La scuola è la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati. La scuola prepara tutti - "E' aperta a tutti": così dispone l'articolo 34 della Costituzione».

Il passaggio è stato accolto da un forte applauso della platea.

Il Presidente ha poi spostato il discorso dal tema dell'integrazione a quello più generale della formazione dei giovani. «Gli studenti non sono semplici utenti della scuola. La società ha bisogno della loro voce», ha affermato, parlando della necessità di formare «menti libere».

Per Mattarella, la scuola deve essere anche uno spazio nel quale imparare a utilizzare la tecnologia senza lasciare che siano gli algoritmi a determinare le scelte individuali.

«Compito della scuola è formare ragazze e ragazzi che abbiano voglia di usare le potenzialità dei loro cellulari per pensare in proprio, liberamente, e non per consegnarsi a qualcuno che pensi al loro posto; per cercare spazi nuovi e non per rassegnarsi a ciò che l'algoritmo decide di proporci».

E ancora: «Custodire e allenare la nostra umanità e le nostre menti, senza farle atrofizzare dallo strapotere computazionale: questa è missione della scuola».

Il governo prepara le nuove norme

Il discorso di Mattarella arriva all'indomani dell'annuncio di Giorgia Meloni sulle nuove misure per la scuola. L'obiettivo dichiarato dal governo è intervenire sulla presenza degli studenti stranieri nelle classi e sull'utilizzo di indumenti che coprono il volto.

La prossima riunione del Consiglio dei ministri è prevista per giovedì e l'esecutivo sta lavorando per portare all'esame un disegno di legge con le norme sulla scuola annunciate dalla premier.

Il provvedimento dovrebbe contenere il tetto massimo agli alunni stranieri per classe e il divieto di indossare burqa e niqab a scuola.

Nel dibattito è intervenuto anche il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, presente ad Amatrice insieme a Mattarella. Il ministro ha sottolineato la necessità di garantire l'integrazione degli studenti stranieri, richiamando in particolare la conoscenza della lingua italiana come elemento essenziale per evitare fenomeni di marginalizzazione.

«Investire sulla scuola e sulla conoscenza»

Nell'intervento di Amatrice, Mattarella ha infine collegato la qualità della scuola alla capacità del Paese di guardare al futuro.

«La società ha bisogno della scuola e di una scuola all'altezza dei tempi nuovi, per difendere la civiltà che è stata conquistata e per progredire ancora».

Il Presidente ha quindi richiamato il tema delle risorse e della necessità di investire sul futuro, evitando di sacrificare gli investimenti nella conoscenza per rispondere soltanto alle esigenze del presente.

«Come sempre, anche nei nostri giorni si tende a concentrarsi sul presente. A consumare nell'oggi le risorse. E' invece necessario investire sul futuro. Sarà più forte e resiliente un Paese che investe sulla scuola e sulla conoscenza».

L'inaugurazione dell'anno scolastico si è svolta ad Amatrice nel decimo anniversario del terremoto del 2016. L'Istituto omnicomprensivo «Sergio Marchionne» è stato il luogo scelto per la cerimonia, alla presenza di Mattarella e del ministro Valditara.