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09/03/2026 ore 19.02
Attualità

Merendine e snack industriali, il cuore si ammala già nell’infanzia: «Il modello da seguire è la dieta mediterranea»

Tra i massimi esperti internazionali di cardiologia e prevenzione cardiovascolare, il prof Rosano spiega i rischi legati a un uso quotidiano di cibi ultra processati. In onda questa sera l’intervista su LaC Tv

di L.F.

Negli ultimi trent’anni è cambiato silenziosamente ciò che mettiamo ogni giorno nei piatti dei nostri figli. Merendine, snack confezionati, bevande zuccherate, pasti pronti: i cibi ultra-processati sono diventati la normalità alimentare delle nuove generazioni. Comodi, economici, pubblicizzati come sicuri e spesso persino realizzati “per bambini”.

Ma dietro questa rivoluzione alimentare si nasconde una delle più grandi emergenze sanitarie del nostro tempo.

Obesità infantile, diabete precoce, disturbi metabolici e malattie cardiovascolari non sono più problemi dell’età adulta. Sempre più studi dimostrano che il rischio per il cuore comincia già nei primi anni di vita, quando si formano abitudini alimentari destinate ad accompagnare una persona per decenni.

Quanto stanno incidendo davvero i cibi industriali sulla salute delle nuove generazioni? E perché la comunità scientifica invita oggi a tornare con urgenza a un’alimentazione semplice, naturale e mediterranea?

Ne parliamo con il professor Giuseppe Massimo Claudio Rosano, tra i massimi esperti internazionali di cardiologia e prevenzione cardiovascolare. L’intervista andrà in onda questa sera nello speciale Il direttore incontra alle 23 su LaC Tv.

Professore, quanto incide l’alimentazione industriale sulla salute del cuore già in età pediatrica?

Sì, e prima di quanto pensiamo. Gli alimenti ultra-processati — patatine in busta, merendine, bibite gassate, nuggets e succhi confezionati — non sono soltanto “cibo spazzatura”. Contengono zuccheri in eccesso, grassi di scarsa qualità, sale e numerosi additivi che, se consumati regolarmente, iniziano a danneggiare arterie e cuore già durante l’infanzia.

Gli studi dimostrano che i bambini che ne consumano abitualmente presentano precocemente: arterie meno elastiche rispetto ai coetanei con dieta più sana; pressione arteriosa più elevata per la loro età; infiammazione silente nel sangue, lo stesso processo che negli adulti porta all’infarto. In alcuni Paesi i ragazzi ricavano quasi due terzi delle calorie quotidiane da alimenti ultra-processati. Non è più uno snack occasionale: è diventato il modo normale di mangiare.

Quali danni metabolici possono svilupparsi prima dell’età adulta?

Un bambino che cresce consumando molti cibi confezionati può sviluppare problemi seri già prima dei 18 anni.

Tra i principali effetti precoci: il pancreas lavora troppo, l’eccesso di zuccheri costringe a produrre sempre più insulina, aprendo la strada al diabete di tipo 2; il fegato accumula grasso: la steatosi epatica, un tempo tipica degli adulti, oggi è frequente nei bambini obesi; alterazioni del sangue: aumenta il colesterolo cattivo, diminuisce quello buono e crescono i trigliceridi; grasso viscerale: il tessuto adiposo addominale alimenta l’infiammazione cronica.

Questi danni iniziano in silenzio durante infanzia e adolescenza e diventano difficili da invertire con il passare degli anni.

I prodotti industriali “per bambini” sono davvero sicuri?

Le confezioni colorate e le scritte “con vitamine aggiunte” creano un’illusione di sicurezza. In realtà oltre il 70% degli alimenti destinati ai bambini è ultra-processato e ricco di additivi.

I principali rischi nascosti sono zucchero: una sola bibita può contenere il doppio della dose giornaliera raccomandata; coloranti artificiali: alcuni coloranti azoici sono associati a iperattività e difficoltà di attenzione; additivi e conservanti: i bambini ne assorbono proporzionalmente più degli adulti rispetto al peso corporeo; sale e grassi raffinati: abituano precocemente il palato e favoriscono ipertensione e dislipidemie.

Come orientarsi al supermercato?

Il problema non è lo snack occasionale, ma la frequenza quotidiana.

Quanto pesa l’alimentazione infantile nelle malattie cardiovascolari future?

Il cuore che avremo a 50 anni inizia a formarsi già a 7. Studi longitudinali dimostrano che bambini con diete ricche di zuccheri e grassi sviluppano arterie più rigide già nell’adolescenza.

L’aterosclerosi non nasce improvvisamente in età adulta: comincia nell’infanzia e progredisce per decenni.

Un’alimentazione scorretta durante la crescita irrigidisce progressivamente le arterie, altera colesterolo e trigliceridi precocemente, mantiene uno stato infiammatorio cronico, favorisce nel tempo ipertrofia e scompenso cardiaco.

La prevenzione cardiovascolare più efficace inizia quindi molto prima dei farmaci: comincia a tavola.

Esiste un legame tra intestino e malattie cardiovascolari?

Assolutamente sì. Intestino e cuore sono strettamente collegati. I cibi ultra-processati alterano il microbiota intestinale, riducendo i batteri benefici e favorendo quelli pro-infiammatori.

Si crea così una vera catena biologica: aumento della permeabilità intestinale; passaggio di tossine batteriche nel sangue; infiammazione cronica sistemica; accelerazione dell’aterosclerosi;

Poiché il microbiota si forma soprattutto nell’infanzia, proteggerlo significa proteggere il cuore futuro.

La dieta mediterranea può essere una prevenzione sanitaria di massa?

Sì, con prove scientifiche solide. La dieta mediterranea resta il modello alimentare con le evidenze più forti nella prevenzione cardiovascolare.

Produce effetti misurabili come riduzione della pressione arteriosa; miglioramento del profilo lipidico; diminuzione dell’infiammazione cronica; riequilibrio del microbiota intestinale.

Se adottata su larga scala — scuole, mense e politiche pubbliche — può ridurre significativamente diabete, ipertensione e malattie cardiache.

Serve solo educazione familiare o anche intervento pubblico?

Dire alle famiglie di mangiare meglio senza cambiare l’ambiente alimentare è insufficiente. I bambini vivono in un sistema progettato per favorire i cibi ultra-processati.

Servono politiche pubbliche per: limitazioni alla pubblicità di alimenti ricchi di zuccheri e grassi; restrizioni nella vendita nelle scuole; etichettatura chiara e comprensibile; regolazione dell’offerta commerciale vicino agli istituti scolastici.

La prevenzione cardiovascolare di massa passa anche attraverso leggi coraggiose, non solo attraverso l’educazione individuale.

Il prof. Rosano Giuseppe Massimo Claudio Medico chirurgo, specialista in malattie dell’apparato cardiovascolare, Professore di Farmacologia Università San Raffaele Roma, Presidente Heart Failure Association della Società Europea di Cardiologia.

Laureatosi presso la Università La Sapienza di Roma ove ha anche ottenuto la specializzazione in malattie dell’Apparato Cardiovascolare. Ha ottenuto PhD in Medical Sciences presso l’Imperial College of Science and Technology di Londra.

È stato membro del Cardiovascular Working Party della European Medicines Agency, membro del Comitato Prezzi e Rimborsi della Agenzia Italiana del Farmaco e membro del comitato scientifico della Agenzia Spaziale Italiana.

Past-president della Heart Failure Association.