Sezioni
Edizioni locali
11/04/2026 ore 13.59
Attualità

«Mi dissero “Se non paghi bruciamo i tuoi figli”, ma alla paura ho reagito»: Pino Trimboli e il coraggio di restare

Le minacce e la rinascita con la scelta di denunciare. La storia del ristoratore reggino nella prima puntata della rubrica a cura di Francesco Tricoli in onda su LaC Tv

di Redazione Attualità

«Se non paghi 50mila euro, bruciamo te e la tua famiglia». È una minaccia che cambia tutto nella vita di Pino Trimboli, ristoratore di Martone, piccolo borgo del reggino incastonato tra le fiumare. Un punto di svolta che interrompe un percorso già segnato da fatica, emigrazione e ripartenze. È lui il protagonista della prima puntata di “Tracce. Vite che lasciano il segno”, la rubrica a cura di Francesco Tricoli in onda tutti i venerdì nell’edizione serale del tg di LaC Tv.

Cresciuto in una famiglia povera e con il padre spesso lontano per lavoro, Trimboli racconta un’infanzia costruita tra sacrifici e terra. «Quando tornò, anche se lavoravamo in campagna ero felice: stavamo costruendo qualcosa insieme. Abbiamo dato vita a un vigneto».

Ma proprio su quella promessa di futuro arriva la prima ferita: nell’estate del 1990 la vigna viene tagliata, proprio alla vigilia del primo raccolto: «Potevo vendicarmi. Dovevo solo scegliere». 

A 15 anni Pino decide di lasciare la Calabria e vola a New York, dalla sorella negli Stati Uniti. Poi il ritorno, nel 1992, e la decisione di scommettere proprio sul proprio paese. Nasce così il ristorante “La collinetta”, che sotto la guida familiare diventa rapidamente un punto di riferimento per il territorio.

Ma nel 2019 le minacce estorsive riportano la paura al centro: “Se non paghi 50mila bruciamo i tuoi figli e il tuo locale”. «La prima reazione è stata la paura, poi ho ragionato e ho denunciato subito».

Una decisione che, racconta, non lo ha isolato: «La gente si è schierata con noi e ha iniziato a frequentare il locale».

Negli anni successivi Trimboli ha ampliato il suo impegno, aprendo anche a progetti sociali e accoglienza per persone considerate ai margini. Un’evoluzione che si intreccia con una riflessione personale: «La mia paura è arrivare alla fine dei miei giorni e non aver lasciato traccia positiva. Chi non prova paura non è una persona intelligente: bisogna affrontarla, ed è questo che ti rende davvero coraggioso».