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03/04/2026 ore 12.33
Attualità

Netflix, il Tribunale di Roma boccia gli aumenti dal 2017 al 2024: parte la corsa ai rimborsi per milioni di utenti

Chi ha mantenuto ininterrottamente l’abbonamento per questi anni ha diritto alla restituzione di circa 500 euro, mentre per un cliente standard il risarcimento si aggira intorno ai 250 euro

di Redazione Attualità

Il Tribunale di Roma ha accolto l’azione promossa da Movimento Consumatori contro Netflix Italia, accertando la vessatorietà – e quindi la nullità – delle clausole contrattuali che consentivano la modifica unilaterale dei prezzi degli abbonamenti e di altre condizioni dal 2017 a gennaio 2024.

Secondo quanto stabilito dai giudici, tali clausole violavano il Codice del consumo poiché permettevano variazioni senza indicare nel contratto un giustificato motivo. Di conseguenza, sono stati dichiarati illegittimi gli aumenti applicati negli anni 2017, 2019, 2021 e novembre 2024, fatta eccezione per i contratti stipulati dopo gennaio 2024.

La decisione apre ora la strada ai rimborsi per milioni di utenti. Ciascun abbonato avrà diritto a una riduzione del prezzo attuale, alla restituzione delle somme indebitamente pagate e, in alcuni casi, anche al risarcimento del danno.

Il tribunale ha inoltre imposto a Netflix di pubblicare il contenuto della sentenza sul proprio sito e su quotidiani di rilevanza nazionale, oltre a informare tutti i consumatori – compresi quelli che nel frattempo hanno disdetto l’abbonamento – della nullità delle clausole e del diritto al rimborso.

«La decisione – precisano gli avvocati Paolo Fiorio e Corrado Pinna, legali che hanno assistito Movimento Consumatori – riguarda milioni di consumatori. Si stima che, in Italia, Netflix sia passata da 1,9 milioni di clienti nel 2019 a circa 5,4 milioni ad ottobre 2025».

Nel dettaglio, gli aumenti ritenuti illegittimi incidono in modo significativo sui diversi piani. Per il piano premium, gli incrementi complessivi dal 2017 al 2024 ammontano oggi a 8 euro al mese, mentre per il piano standard arrivano a 4 euro mensili. Anche il piano base è coinvolto, con un aumento di 2 euro registrato nell’ottobre 2024.

Secondo le stime, un cliente premium che abbia mantenuto l’abbonamento ininterrottamente dal 2017 ad oggi ha diritto alla restituzione di circa 500 euro, mentre per un cliente standard il rimborso si aggira intorno ai 250 euro.

La sentenza impone inoltre una riduzione immediata dei prezzi attuali. Ad esempio, un utente premium che oggi paga 19,99 euro dovrebbe versare 11,99 euro per lo stesso servizio, mentre per il piano standard il costo scenderebbe da 13,99 a 9,99 euro.

«Se Netflix non provvederà immediatamente a ridurre i prezzi e a rimborsare i clienti – dichiara Alessandro Mostaccio, presidente di Movimento Consumatori – avvieremo una class action per garantire a tutti gli utenti la restituzione di quanto indebitamente pagato».