Nuovo ospedale della Sibaritide, Stasi avverte: «Gli ambulatori non sono la consegna dell’ospedale»
Il sindaco di Corigliano Rossano non mette in discussione l’apertura dei primi spazi, ma guarda al completamento dell’opera: «Servono attrezzature e professionalità». E chiede di usare le penali per aumentare i servizi
Domani il nuovo Ospedale della Sibaritide farà il suo primo passo operativo con l'apertura di 22 ambulatori. Un avvio che il sindaco accoglie con favore, pur accompagnandolo con una serie di interrogativi sullo stato complessivo della struttura e soprattutto sui tempi di completamento del nosocomio.
La cerimonia è fissata per martedì 6 ottobre alle ore 12. Saranno presenti il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, il commissario delegato della Presidenza del Consiglio dei ministri per l'edilizia sanitaria regionale Claudio Moroni e le principali autorità regionali e locali. La Regione ha definito l'apertura dei primi ambulatori come «il primo passo del percorso di attivazione per step temporali» del nuovo ospedale, con un trasferimento progressivo delle attività oggi distribuite tra i presidi di Corigliano e Rossano.
Ma proprio alla vigilia del taglio del nastro, il sindaco di Corigliano Rossano Flavio Stasi mette sul tavolo una questione più ampia: che cosa significa davvero aprire alcuni ambulatori e quanto manca ancora per poter parlare del nuovo ospedale nella sua interezza?
«Se si aprono nuove strutture in città, il sindaco è felice»
Il primo punto, precisa il primo cittadino, riguarda la sua presenza alla cerimonia.
«Se si aprono nuove strutture in città, al netto delle perplessità tecniche e politiche, non ci sono bandiere che tengano, il sindaco è felice e presiede convintamente», è il senso della sua posizione.
Una premessa che serve a chiarire che le perplessità sul percorso non mettono in discussione il valore dell'apertura dei primi servizi. Il problema, secondo il sindaco, riguarda piuttosto le condizioni complessive nelle quali il presidio si prepara a entrare progressivamente in funzione.
Il nodo dei servizi primari
La prima questione sollevata riguarda infatti la possibilità di attivare servizi sanitari in assenza, secondo quanto sostiene il sindaco sulla base delle informazioni in suo possesso, di alcune infrastrutture primarie: rete fognaria, allaccio idrico, scarico delle acque e servizi analoghi.
Il primo cittadino usa toni volutamente netti: «Sono fortemente convinto che non esistano al mondo dei pazzi tanto spregiudicati da attivare dei locali sanitari in assenza di servizi primari».
E aggiunge che, se fosse lui a dover autorizzare l'apertura, «da Sindaco non aprirei nemmeno uno sgabuzzino in queste condizioni, figuriamoci degli ambulatori».
Da qui, però, arriva anche una precisazione: il sindaco si dice convinto che i problemi siano stati superati e che gli elementi tecnici possano essere chiariti attraverso la documentazione richiesta dall'Urbanistica comunale alla SCA, dopo una richiesta trasmessa dalla Presidenza del Consiglio dei ministri.
Il termine del 3 ottobre e le penali
La seconda questione riguarda invece il cronoprogramma contrattuale.
Il sindaco richiama un documento nel quale sarebbe previsto che il concessionario dovesse consegnare l'ospedale entro 910 giorni, con scadenza fissata al 3 ottobre 2026. In caso di mancato rispetto dei tempi, il contratto prevede l'applicazione di penali a favore delle casse pubbliche.
È proprio su questo punto che il primo cittadino prende le distanze dall'ipotesi che l'apertura degli ambulatori possa essere considerata, anche solo indirettamente, come la consegna dell'intero ospedale.
«La consegna di alcuni ambulatori semivuoti, infatti, non è neanche lontanamente assimilabile alla ultimazione dei lavori previsti dal contratto», sostiene.
Per il sindaco, dunque, l'apertura del primo blocco di servizi non coincide con la conclusione dell'opera. E la cerimonia del 6 ottobre non dovrebbe essere letta come una sostituzione formale della consegna prevista dal contratto.
La proposta: trasformare le penali in nuovi servizi sanitari
Da qui nasce la proposta che il sindaco rivolge alle istituzioni: utilizzare le eventuali penali maturate per rafforzare l'offerta sanitaria del nuovo presidio.
«Da sindaco sono abituato a vedere sempre i bicchieri mezzi pieni», spiega ancora Stasi. E proprio da questa impostazione arriva l'idea di trasformare il ritardo in un'occasione per recuperare servizi ritenuti fondamentali.
La proposta è quella di destinare le penali, che potranno essere quantificate soltanto una volta conclusi i lavori e determinata l'effettiva entità del ritardo, al ripristino di alcune funzioni originariamente previste nel progetto e successivamente eliminate.
Tra queste il sindaco cita Emodinamica, Medicina Nucleare e le tecnologie diagnostiche.
L'obiettivo, nella sua visione, sarebbe quindi quello di far diventare le risorse legate alle penalità uno strumento per migliorare concretamente il futuro ospedale.
«Un bell'edificio non basta»
Il ragionamento del sindaco va oltre il completamento edilizio della struttura.
«Chi ama e governa questa terra, infatti, ed è dotato di occhi, orecchie e parola, sa benissimo che la nostra gente ha un disperato bisogno di servizi sanitari di qualità», afferma.
Il punto, quindi, non sarebbe soltanto avere un ospedale nuovo e moderno dal punto di vista architettonico, ma costruire un presidio capace di attrarre professionalità e offrire servizi sanitari di livello.
«Significa realizzare un nosocomio con le migliori attrezzature ed attraente per le migliori professionalità, senza le quali avremo realizzato un bell'edificio, ma non un nuovo ospedale», sottolinea.
Domani il primo passo con 22 ambulatori
Sul fronte operativo, intanto, la tabella di marcia prevede per domani l'apertura dei primi 22 ambulatori. La Regione ha spiegato che si tratta del primo step di un'attivazione progressiva, concordata con l'Azienda sanitaria per accompagnare il trasferimento delle attività dagli attuali presidi di Corigliano e Rossano.
La giornata del 6 ottobre segnerà quindi, secondo la comunicazione istituzionale, l'avvio operativo del nuovo ospedale della Sibaritide. Il trasferimento delle attività non avverrà però in un'unica soluzione: sarà articolato in fasi successive fino al progressivo trasferimento delle funzioni sanitarie nel nuovo presidio.
È proprio tra questo primo traguardo e quello finale che si inserisce la richiesta del sindaco: non fermarsi al taglio del nastro dei primi ambulatori, ma utilizzare ogni strumento disponibile per arrivare a un ospedale pienamente attrezzato e capace di rispondere alle esigenze sanitarie della Sibaritide.