«Occhio al cibo a Pasqua e Pasquetta, c’è il rischio di prendere due chili in due giorni»: i consigli del nutrizionista
Il suggerimento è quello di distribuire il carico calorico «per limitare i danni». Meglio spostare al pranzo la colazione tradizionale e mangiare i dolci a merenda. Sì alle grigliate ma semplici e con verdure. Pane? Meglio evitare
«Sarà una Pasqua più breve - a causa della guerra c'è chi viaggerà di meno - ma non per questo più leggera a tavola. Anzi, il rischio è l'opposto: concentrare in pochi giorni pranzi ricchi e abbondanti, con possibili effetti sulla bilancia». A spiegarlo è Giorgio Calabrese, medico nutrizionista specializzato in scienza dell'alimentazione e presidente del Comitato nazionale per la sicurezza alimentare del ministero della Salute. Contattato dall'Adnkronos Salute, l'esperto invita a non esagerare durante le festività pasquali, distribuendo meglio le calorie tra Pasqua e Pasquetta.
Secondo Calabrese, tra antipasti di salumi e formaggi, aperitivi, torte rustiche, primi elaborati, carne, fritti e dolci tradizionali come colomba e uova di cioccolato, «si possono accumulare fino a 2 chili in soli 2 giorni». Oggi «si tende a mangiare più per convivialità, come un “compenso", che per necessità - osserva lo specialista - Per questo è importante non concentrare tutto in un unico pasto. Meglio puntare su uno spuntino leggero e pasti equilibrati per evitare eccessi. La colazione tradizionale? Meglio spostarla al pranzo», mentre «i dolci preferibilimente a merenda».
Per limitare i danni «la giornata dovrebbe iniziare con una colazione leggera», consiglia Calabrese che spiega come affrontare le festività pasquali a tavola, anche con indicazioni pratiche: «Caffè, 2 fette biscottate con un velo di marmellata oppure frutta fresca o spremuta. A pranzo sì agli antipasti, ma meglio se a base di verdure grigliate, evitando salumi e formaggi. Consentito anche un primo come la lasagna, purché in porzioni moderate. Il secondo di carne, come agnello o abbacchio, andrebbe preferibilmente consumato a cena e non fritto. Se accompagnato da patate, meglio evitare il pane».
Dopo un pranzo abbondante, «la cena dovrebbe essere più leggera: un'insalata ricca, una fetta di pane integrale e una macedonia senza zuccheri aggiunti, ma con succo di limone. Concesso un brindisi con un bicchiere di vino o bollicine, mentre i dolci andrebbero consumati lontano dai pasti, ad esempio a merenda: una piccola porzione di colomba o un pezzetto di cioccolato fondente». Anche a Pasquetta «serve moderazione. Se si resta a casa, attenzione agli avanzi del giorno prima, da consumare senza eccessi - raccomanda il nutrizionista - Per chi sceglie la tradizionale gita fuori porta, meglio puntare su grigliate semplici di carne o pesce con verdure, limitando il pane e concedendosi al massimo un bicchiere di vino».
La sera, di nuovo leggerezza: «Insalata e una piccola porzione di dolce». Dunque «rispettare la tradizione, ma senza esagerare, evitando di concentrare tutto in un solo pasto». I cibi pasquali «sono spesso ricchi di grassi e calorie - conclude Calabrese - ma con un po' di equilibrio è possibile godersi le feste senza compromettere la salute e il peso».