Occhiuto: «La Calabria ha porti del sapere. L’intelligenza artificiale sia un volano, non un nuovo divario»
Il presidente della Regione al forum promosso da Entopan: «Anche nel Mediterraneo possono nascere hub capaci di creare ricchezza». E avverte: «Dobbiamo evitare che le piccole imprese subiscano l’AI divide»
La Calabria è pronta a ritagliarsi un ruolo nella nuova geografia dell’innovazione, guardando al Mediterraneo e alle trasformazioni che l’intelligenza artificiale sta imprimendo all’economia, al lavoro e alla società. È questo il terreno di confronto di “Harmonic Innovation: Words of Hope for a Magnifica Humanitas”, il forum promosso da Entopan a Simeri e Tiriolo, think tank internazionale impegnato sui temi dell’economia, dello sviluppo e dell’innovazione, che prosegue a Tiriolo dopo la prima tappa calabrese. Un appuntamento che mette attorno allo stesso tavolo istituzioni, imprese, ricerca e protagonisti dell’innovazione, in un percorso destinato a proseguire a San Francisco e Castel Gandolfo. Al centro, le grandi sfide poste dal progresso tecnologico e, soprattutto, la necessità di accompagnare la rivoluzione dell’intelligenza artificiale evitando che nuove opportunità si trasformino in nuove disuguaglianze.
In questo scenario si è inserito l’intervento del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, che, da Tiriolo, ha voluto sottolineare il valore strategico dell’esperienza che si sta sviluppando sul territorio.
«Volevo essere presente – ha spiegato Occhiuto – per testimoniare l’interesse della Regione ad accompagnare, nel modo in cui ci verrà richiesto di farlo, gli sforzi che si stanno producendo in questa parte della Calabria».
Per il governatore, la sfida è dimostrare che anche nel Mediterraneo possono svilupparsi hub ed ecosistemi dell’innovazione capaci di generare ricchezza, soprattutto in una fase in cui i Paesi della sponda sud del Mediterraneo potrebbero conoscere nei prossimi anni tassi di crescita significativi. È qui che Occhiuto colloca la Calabria e il Mezzogiorno all'interno di una prospettiva più ampia. Non soltanto infrastrutture fisiche, ma anche infrastrutture della conoscenza.
«La Calabria, ma il Mezzogiorno in generale, ha porti fisici importanti come il porto di Gioia Tauro, ma ha tanti porti del sapere, perché ha un ecosistema dei saperi di eccellente valore». Un patrimonio che, secondo il presidente della Regione, vive nelle università ma anche nelle esperienze nate dall’intuizione di chi ha scelto di investire in una visione diversa per il territorio.
Occhiuto ha ricordato di aver visitato il progetto di Entopan nelle sue fasi iniziali, quando l’idea era ancora quella di una sfida ambiziosa. Oggi, ha sottolineato, quella prospettiva ha assunto una dimensione concreta: «È molto bello che abbiate scelto oggi di confrontarvi a così alti livelli sulle sfide che tutti saremo chiamati ad affrontare nei prossimi anni».
Tra queste, inevitabilmente, c’è l’intelligenza artificiale. Una tecnologia che porta con sé questioni etiche e interrogativi profondi, ma che, secondo Occhiuto, non può essere affrontata concentrandosi esclusivamente sui rischi.
«Attenzione però a concentrarsi soltanto sui problemi – ha affermato – perché i problemi temo che li vivremo comunque». Da qui la necessità di un approccio diverso: governare i processi tecnologici per ridurre i rischi, ma soprattutto per aumentare le opportunità.
L’intelligenza artificiale, nella visione del governatore, può infatti diventare «un grande volano per l’aumento della produttività di molte imprese». Una prospettiva che apre però una questione decisiva per il Mezzogiorno: fare in modo che la rivoluzione digitale non produca un nuovo divario. È questo il punto sul quale Occhiuto concentra la sua principale preoccupazione. «La mia preoccupazione è che in questo Paese e in questa parte del Paese, dove nei decenni passati abbiamo subito il digital divide, si possa subire l’ai divide».
Il rischio, secondo il presidente della Regione, riguarda soprattutto il tessuto delle piccole imprese, che possono incontrare maggiori difficoltà nell’organizzare e condividere i propri dati e, di conseguenza, nell’utilizzare pienamente le potenzialità dell’intelligenza artificiale. Per Occhiuto, aver iniziato a interrogarsi per tempo su questi processi significa provare a recuperare un terreno che, a suo giudizio, l’Europa ha perso negli anni passati.
La partita dell’intelligenza artificiale, dunque, non riguarda soltanto la tecnologia. Riguarda la capacità di un territorio di costruire competenze, creare connessioni e trasformare la conoscenza in sviluppo. E la Calabria, nelle parole del governatore, può provare a giocare questa partita partendo proprio dai suoi “porti del sapere”, aprendosi al Mediterraneo e alle nuove traiettorie dell’innovazione.