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08/08/2026 ore 10.49
Attualità

Occhiuto ricorda Marcinelle: «Una ferita anche per la Calabria. Il lavoro deve essere dignità, sicurezza e diritti»

Il presidente della Regione nell’anniversario della strage dei minatori in Belgio: «Il tempo non può cancellare il dolore di chi aveva lasciato la propria terra per cercare un futuro migliore»

di Redazione Attualità

«L’8 agosto 1956 rimane una delle pagine più dolorose della storia dell’emigrazione italiana. A Marcinelle, in Belgio, 262 minatori persero la vita in una terribile tragedia, 136 erano italiani e tra loro c’erano moltissimi calabresi. Settant’anni dopo, il tempo non può cancellare il dolore di quelle famiglie e il sacrificio di quegli uomini che avevano lasciato la propria terra per cercare nel lavoro la possibilità di costruire un futuro migliore.
Marcinelle è una ferita che appartiene alla memoria dell’Italia e, in modo particolare, della Calabria». Così, nell’anniversario della strage, il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto.

Dalla Calabria alle miniere belghe, settant’anni fa il disastro di Marcinelle e l’infrangersi dell’illusione della terra promessa

«È il ricordo di una stagione nella quale migliaia di nostri corregionali furono costretti a partire, portando con sé il desiderio di una vita più dignitosa e lasciando alle spalle affetti, famiglie e comunità. Ricordare oggi quelle vittime significa rendere omaggio al loro sacrificio, ma anche riaffermare un principio che deve guidare ogni istituzione: il lavoro deve essere dignità, sicurezza, diritti».