Occhiuto: «Un deficit di riforme trentennale ha reso inefficiente il motore della sanità calabrese»
Il futuro del Servizio Sanitario al centro del dibattito in Cittadella Regionale con le prospettive di Ai, robotica e telemedicina. Dal Rapporto "Sussidiarietà e salute 2025/2026" emerge l'urgenza di nuovi modelli organizzativi per garantire il diritto alla cura. Il governatore: «Puntiamo ad uscire dal Piano di rientro»
Il sistema sanitario italiano, e quello calabrese in particolare, si trova di fronte a un bivio epocale. Tra invecchiamento della popolazione e carenza di medici, il rischio concreto è che il diritto alla salute si trasformi in un sistema per pochi. È questo l'allarme lanciato dal Rapporto “Sussidiarietà e Salute 2025/2026” presentato nella Sala Verde della Cittadella Regionale "Jole Santelli" di Catanzaro, durante l’incontro "Curare il futuro. AI, robotica e telemedicina a servizio della persona".
Presente al confronto anche il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto che ha analizzato con franchezza il momento di transizione dopo la fine del commissariamento: «Ancora moltissimo va fatto, perché il diritto alla cura non è un diritto garantito ai calabresi e, purtroppo, da qualche anno non è un diritto garantito agli italiani». Secondo il governatore, l'ostacolo principale non è solo di natura finanziaria: « Credo che, senza che alcun altro ce lo debba suggerire, potremmo prevedere in futuro di agganciare il finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale al prodotto interno lordo. Il tema della sanità non è solo un tema di risorse, perché questo Governo, per esempio, ha di molto aumentato le risorse. Il problema è legato a un deficit di riforme che da vent'anni, da trent'anni, hanno reso questo motore — il motore della sanità — inefficiente. E quando un motore è inefficiente, se anche ci metti più benzina, non è detto che il motore giri meglio».
Calabria maglia nera per gli anni di vita non in buona salute e non ci si cura perché costa troppo: i numeri dell’abisso sanitarioIn questo contesto di necessaria riorganizzazione, l'innovazione tecnologica appare come una leva indispensabile. Per Giorgio Vittadini, Presidente della Fondazione per la sussidiarietà, il cambiamento è già in atto e richiede coraggio: «La novità è che è cambiata la salute, c'è un grave problema sociosanitario con grandi sperequazioni tra le regioni, quindi deve cambiare il sistema perché sennò taglieremo fuori tanta gente». Vittadini ha sottolineato come la tecnologia sia vitale proprio per i territori più difficili: «L'intelligenza artificiale è fondamentale per regioni come la Calabria che hanno aree interne. C'è bisogno di una grande riforma e di un grande investimento. Bisogna investire valutando ciò che funziona e tagliando i rami secchi».
Sull'importanza del controllo umano nell'evoluzione digitale si è soffermato Luca Antonini, vicepresidente della Corte Costituzionale, richiamando il principio di centralità della persona: «L'intelligenza artificiale è un importantissimo aiuto. Però deve rimanere l'uomo al vertice, non può essere mai una sostituzione, perché l'intelligenza artificiale guarda sempre al passato, guarda dati, non guarda al futuro. L'uomo invece ha la capacità di intuire anche il futuro e questo è importantissimo». Antonini ha lodato il regolamento europeo sul tema, definendolo fondamentale per «capire i settori dove può essere usata e i settori dove è molto rischioso usarla».
Ad affrontare la questione dell’operatività territoriale si è inserito il commento di Gandolfo Miserendino, Direttore di Azienda Zero, che ha confermato l'espansione dei servizi digitali: «Le televisite, i teleconsulti, il telemonitoraggio, la teleassistenza si stanno ampliando sempre di più. Per noi questo è un obiettivo importante, perché abbiamo difficoltà nel reperimento dei professionisti e le distanze da noi sono una cosa importante». Miserendino ha concluso spiegando che la telemedicina può fare molto per la regione, a patto di accompagnare il paziente: «Ogni volta che si prende in carico una persona bisogna fare una specie di assistenza molto semplice verso il cittadino nel quale si va a verificare se ha le condizioni per poter fare quel tipo di prestazione».