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27/05/2026 ore 21.30
Attualità

“Oltre”, inclusione e riscatto a Castrovillari: la sfilata che abbatte le barriere del silenzio

Alla Casa Circondariale di Castrovillari, l'evento "Oltre" dell'Associazione Jole Santelli fa sfilare in passerella detenute e ragazzi autistici con gli abiti sartoriali creati nell’istituto e i gioielli Spadafora, celebrando il riscatto.

di Franco Sangiovanni

Ci sono mattine in cui le mura di un carcere smettono di essere un simbolo di separazione e diventano un ponte verso il futuro. È quello che è accaduto questa mattina all'interno della Casa Circondariale di Castrovillari, teatro di un evento straordinario capace di abbattere barriere e pregiudizi, regalando ai presenti un’altalena di emozioni miste a commozione più profonda e gli applausi scroscianti.

L'iniziativa è stata fortemente voluta e organizzata dall'Associazione Jole Santelli, una realtà che opera instancabilmente attraverso le vulcaniche Paola e Roberta Santelli. Le due sorelle di Jole incarnano quotidianamente gli ideali dell’indimenticabile ex Presidente della Regione Calabria, rendendone vivi i progetti e la visione profonda. Questo percorso di riscatto è stato reso possibile grazie a una stretta e sinergica collaborazione con il Direttore della Casa Circondariale, Antonio Carrà, che ha sposato e sostenuto l'intero impianto organizzativo, ponendo al centro il valore autentico dell'inclusione. Protagoniste assolute alcune detenute dell'istituto penitenziario che, grazie a un intenso e appassionato laboratorio di sartoria, hanno trasformato stoffe e fili in splendidi abiti riscoprendo, punto dopo punto, la propria dignità e il proprio talento. 

È stata una sfilata unica nel suo genere, orchestrata sotto la regia e la direzione artistica dell'inossidabile Claudio Greco, unico per stile, sensibilità e professionalità. A guidare la platea attraverso questo viaggio di riscatto è stata la giornalista Paola Severini Melograni, una squisita e attenta conduzione ha saputo toccare le corde più profonde di tutti i presenti. A impreziosire le creazioni nate all'interno delle celle è stata l'arte orafa del maestro Giancarlo Spadafora, del celebre brand G.B. Spadafora con prestigiose e celebri opere d'arte, tra cui raffinatissimi gioielli e maestose corone di arte sacra, hanno sfilato in passerella incantando il pubblico. Quegli abiti e quegli splendidi ori hanno preso vita grazie a una passerella condivisa. Accanto alle stesse ragazze detenute, che hanno sfilato con orgoglio mostrando i frutti del proprio impegno, i grandi protagonisti della mattinata sono stati i ragazzi e le ragazze dell'associazione "Modelli si nasce". Questa straordinaria realtà cura percorsi formativi specifici, finalizzati all'inserimento lavorativo di giovani autistici nel mondo della moda e della pubblicità. Con la loro professionalità unita a una spontaneità travolgente, hanno letteralmente conquistato il pubblico, azzerando le distanze in una bellissima "confusione" di sorrisi e passi fieri, dove la rigidità dei protocolli è svanita per lasciare spazio alla vita vera.

La rilevanza e lo straordinario spessore del progetto sono stati testimoniati da un parterre di ospiti eccezionale, che ha visto una fitta e unanime partecipazione dei vertici del Governo e delle istituzioni locali. In collegamento da Roma ha voluto offrire il suo autorevole contributo il Viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, a testimonianza dell'attenzione che i vertici del Dicastero riservano alle buone pratiche di rieducazione penitenziaria. In presenza, a rappresentare il Governo centrale, anche la Sottosegretaria di Stato ai Rapporti con il Parlamento Matilde Siracusano e la Sottosegretaria di Stato al Ministero dell'Interno Wanda Ferro. Al loro fianco, il Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto. Di grande rilievo è stato l'intervento di Francesca Pascale, madrina d'eccezione dell'evento e vicepresidente di “Diritti e Libertà”, che con le sue parole ha offerto spunti di riflessione estremamente interessanti e profondi sul tema dei diritti civili e dell'uguaglianza. La folta platea istituzionale ha incluso inoltre l'Assessore Regionale al Welfare e all'Inclusione Pasqualina Straface e l'Assessore Regionale all'Istruzione, Sport e Politiche per i Giovani Eulalia Micheli. Il Consiglio regionale è stato rappresentato da Luciana De Francesco,  Segretario Questore dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale, e da Angelino Brutto, Presidente della Commissione Welfare e Sanità, insieme ai consiglieri regionali Elisabetta Santoianni e Ferdinando Laghi. Particolarmente significativa la presenza del mondo della giustizia e della tutela dei diritti, con la Garante dei detenuti Giovanna Russo, la magistrata Concettina Epifanio, attuale Presidente della Corte d'Appello di Catanzaro e il Viceprefetto Vicario coordinatore della Prefettura di Cosenza Rosa Correale. Al loro fianco, hanno risposto all'appello tutte le autorità civili e militari e numerosi sindaci del territorio, a dimostrazione di una comunità totalmente coesa attorno al tema del reinserimento sociale.

L'essenza più autentica dell'iniziativa è emersa con forza durante gli interventi dei promotori e delle autorità, che hanno offerto riflessioni profonde sul valore della giornata. Paola Santelli, a nome dell'associazione, ha voluto chiarire la natura profonda della manifestazione, respingendo l'idea di una passerella improntata sul pietismo: «Non è stata una sfilata sulle fragilità, anzi oggi i nostri modelli e le nostre modelle si sono appropriati della passerella per esprimersi liberamente senza etichette e senza confini imposti. Abbiamo unito due mondi molto diversi ma che purtroppo hanno in comune il peso enorme del silenzio imposto loro dalla società, ma oggi noi questo silenzio lo abbiamo spezzato.» Un percorso che ridefinisce il concetto stesso di inclusione dove una società autenticamente libera non si limita ad accettare passivamente le diversità ma le riconosce come una ricchezza comune in grado di generare valore, consapevolezza e crescita collettiva. Il Viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, intervenuto da remoto, ha focalizzato l'attenzione sui pilastri programmatici che devono governare la gestione penitenziaria, unendo il ricordo della Santelli alla necessità di riforme strutturali orientate all'articolo 27 della Costituzione: «Parlare di carcere, di disagio, di reinserimento e di percorsi di recupero significa proprio affermare una visione della giustizia che non sia soltanto punitiva, ma autenticamente orientata alla rieducazione e al ritorno della persona nel tessuto sano della società. La dignità non può fermarsi davanti alle mura di un istituto penitenziario.» Sisto ha sottolineato come l'azione concreta sia l'unico modo reale per tradurre in pratica l'insegnamento umano e politico di Jole. Sulla stessa linea di profonda attenzione all'unicità della persona si è espresso il Direttore della struttura carceraria, Antonio Carrà, il quale ha evidenziato l'evoluzione concettuale del progetto "Oltre il confine, dove il futuro prende corpo": «È molto più di una sfilata, è un progetto che unisce inclusione, creatività e dignità umana. Attraverso il lavoro delle detenute della Casa Circondariale di Castrovillari, la moda diventa linguaggio di rinascita, competenza e libertà.» Per il Direttore, ogni abito confezionato rappresenta la testimonianza tangibile di un riscatto possibile anche nei contesti più difficili. A dare ulteriore spessore professionale e normativo al progetto è stata la dichiarazione di Silvia Cento, Presidente di "Modelli si nasce", la quale ha sottolineato l'assoluta serietà dell'impianto formativo dell'unica associazione in Italia dedicata all'inserimento lavorativo dei ragazzi autistici nel settore della moda e dei media: «Oggi abbiamo assistito a un evento straordinario, nel quale i nostri modelli hanno semplicemente messo in campo la loro professionalità. Paola e Roberta hanno colto pienamente il senso del nostro lavoro, offrendo ai nostri modelli non solo l’opportunità di mostrare la propria bellezza e il proprio talento, ma anche riconoscendo loro un compenso per il lavoro svolto in passerella.» Un'evento da pura manifestazione solidale a concreta opportunità di lavoro regolamentato.

Gli interventi politici e istituzionali hanno rimarcato come la sinergia territoriale possa tradursi in modelli amministrativi e sociali all'avanguardia. Il Sottosegretario di Stato al Ministero dell'Interno, Wanda Ferro, ha incentrato il proprio discorso sul concetto di rinascita individuale: «Jole è stata una donna delle istituzioni libera da pregiudizi, capace di guardare oltre e profondamente sensibile ai problemi delle persone più fragili e in difficoltà. Anche per questo il tema del carcere, del recupero umano e delle seconde occasioni ha rappresentato una parte importante del suo impegno pubblico.» Il Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha espresso profonda commozione nel vedere l'orgoglio e il talento espressi in passerella, indicando l'iniziativa come un faro per le politiche sociali della regione: «Questa giornata ci consegna un messaggio forte,il diritto, cioè, al riscatto per chi ha sbagliato e il diritto all’inclusione per chi affronta ogni giorno situazioni di fragilità devono essere pilastri di una società più giusta, più consapevole e più capace di guardare alle persone senza pregiudizi. La Calabria può essere un modello avanzato di civiltà, integrazione e umanità.» Occhiuto ha ribadito che la dignità individuale non si misura dagli errori passati, ma dalla capacità di governare il proprio domani attraverso l'arte, l'ingegno e l'occupazione. A chiudere il cerchio delle riflessioni istituzionali, l'intervento di Francesca Pascale ha richiamato l'attenzione sulla necessità di una visione politica alta e priva di steccati ideologici, ispirata proprio dallo stile dell'ex Governatrice: «Iole ci ha insegnato che la forza non è ostinazione, ma responsabilità. La responsabilità di ascoltare, di confessare i nostri limiti e di tendere una mano alle persone in ogni momento della vita pubblica. Da quel modo di essere, nasce una riflessione profonda sull’impegno civico dove il rispetto dei diritti civili è affare di tutti e non merita la strumentalizzazione ideologica.» Pascale ha descritto l'associazione come una vera e propria bussola valoriale, capace di orientare la società verso la solidarietà quotidiana e la tutela di chi non ha voce.

L'impatto emotivo sulla platea è stato dirompente. Nella sala, dove le luci erano state strategicamente abbassate per illuminare solo i passi e i sorrisi dei modelli e delle modelle sulla passerella, in molti hanno cercato di nascondere le lacrime. Una commozione diffusa, trattenuta a stento nella penombra, che è esplosa a più riprese in ovazioni e applausi calorosi, capaci di scaldare il cuore dei ragazzi, delle loro famiglie e dell'intera comunità. Ma al di là dei pur splendidi abiti, dei gioielli d'autore e della suggestione visiva, a governare l'evento è stato un ideale altissimo e nobilissimo con l'idea che la pena non debba essere un marchio perpetuo, ma una reale e concreta opportunità di rinascita, dove disabilità e disagio si fondono in un’unica categoria. Un concetto espresso con straordinaria lucidità e forza dal Direttore della Casa Circondariale, Antonio Carrà, il cui discorso di saluto finale ha tracciato il solco culturale della manifestazione: "Dobbiamo imparare ad evitare l’etichetta di EX a coloro i quali hanno avuto un periodo negativo trascorso in carcere. D'altronde anche chi è malato, una volta guarito non ha sulle spalle il pesante suffisso di EX malato; lo stesso deve avvenire per chi è pronto a una seconda chance."

Dalla sinergia tra l'Associazione Jole Santelli, la realtà di "Modelli si nasce", il maestro Spadafora e la direzione della Casa Circondariale guidata da Antonio Carrà, dall’evento di questa mattina è nata una formidabile lezione di civiltà a dimostrazione che quando il territorio si unisce nel segno dell'opportunità, del lavoro e del diritto al riscatto, le ombre del passato lasciano spazio a una luce nuova e pulita. Una bellezza senza alcun suffisso.