Ponte, la società Stretto di Messina: «Studio sulle faglie non contrasta con il progetto»
La società chiarisce: «Lo studio sulla tettonica attiva della regione dello Stretto di Messina, apparso sulla rivista Tectonophysics, non ha alcun impatto sul Progetto Definitivo»
«Lo studio sulla tettonica attiva della regione dello Stretto di Messina, apparso sulla rivista Tectonophysics il 26 novembre 2025 – circa tre mesi fa – e rilanciato da notizie stampa, non ha alcun impatto sul Progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina, che è aggiornato ai più recenti studi geosismotettonici». È quanto si legge in una nota diffusa dalla società Stretto di Messina, in riferimento a un articolo pubblicato dal nostro network lo scorso 17 febbraio. Di seguito la replica integrale.
«Il 17 febbraio scorso alcune notizie stampa hanno rilanciato i risultati dello studio “Structural development and seismogenesis in the Messina Straits revealed by stress/strain pattern above the edge of the Calabrian slab (Central Mediterranean)”, a firma di Tiziana Sgroi, ricercatrice dell’INGV, e di un gruppo di coautori dell’INGV stesso, del CNR e delle università di Parma e Utrecht. Lo studio, infatti, è apparso sulla rivista Tectonophysics il 26 novembre 2025, circa tre mesi fa, e in quella occasione la società Stretto di Messina aveva già dichiarato che esso non ha alcun impatto sul Progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina, che è aggiornato ai più recenti studi geosismotettonici.
Lo studio si concentra su alcuni aspetti della deformazione attiva nello Stretto di Messina e nelle zone circostanti, ma non si interessa specificamente al terremoto del 1908, né alla pericolosità sismica delle faglie oggetto della ricerca, esplorando piuttosto la loro genesi. Inoltre, si basa principalmente su ricerche condotte sul fondo marino, dunque non tratta neppure marginalmente le faglie presenti in terraferma che potrebbero interagire con le torri del Ponte.
Nel Cap. 3 gli autori sostengono che “Despite a range of inferred fault-plane solutions for the 1908 event, seismological and geodetic observations point to a low-angle, NNE-SSW trending, east-dipping fault with an estimated length of about 40–45 km (Pino et al., 2009 and references therein)” (Nonostante esistano diverse ipotesi per la geometria del piano della faglia che ha causato l’evento del 1908, le osservazioni sismologiche e geodetiche indicano una faglia a basso angolo, orientata NNE-SSW e pendente a est, con una lunghezza stimata di circa 40-45 km). La faglia proposta nel citato articolo di Pino et al. (2009) è esattamente quella utilizzata nel Progetto Definitivo del 2011 aggiornato nel 2024: una faglia presente da molti anni nel database DISS dell’INGV (link), un riferimento indiscusso per la sismogenesi in Italia. Sgroi e coautori la descrivono esattamente per quello che è, accettandola come faglia generatrice del terremoto del 1908 “nonostante” (despite) in letteratura esistano anche altri modelli, e propongono un modello geodinamico dello Stretto di Messina che conferma ulteriormente il modello di faglia scelto per il Progetto Definitivo.
Infatti, le faglie mostrate come Capo Peloro Fault e Ionian Fault, già note in letteratura (la prima censita nel database DISS dal 2005, la seconda dal 2016), vincolano a nord e a sud la faglia-sorgente del terremoto del 1908 adottata dal Progetto Definitivo, rendendo estremamente improbabile che essa possa estendersi ulteriormente alle sue estremità. La magnitudo stimata di quel terremoto, circa 7.1, è perfettamente compatibile con la lunghezza stimata per la faglia che lo ha generato, circa 40-50 km, che è anche la distanza in mappa tra i due sistemi di faglia studiati da Sgroi e coautori.
In conclusione, ribadiamo che l’articolo non mette minimamente in discussione il quadro sismotettonico su cui è basato il Progetto definitivo del Ponte, ma lo rafforza con nuove osservazioni che verranno certamente incluse nel Progetto esecutivo dell’opera.
Lo studio sulla tettonica attiva della regione dello Stretto di Messina, apparso sulla rivista Tectonophysics il 26 novembre 2025 – circa tre mesi fa – e rilanciato da notizie stampa, non ha alcun impatto sul Progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina, che è aggiornato ai più recenti studi geosismotettonici. Peraltro, non è uno “studio dell'INGV” ma di un gruppo di ricercatori di varie istituzioni, e la “complessità dell’area dello Stretto” che da esso si evincerebbe è un carattere ben noto, anche perché messo in evidenza dagli studi condotti negli anni ’80 per il Progetto di Massima del 1992.
Come già affermato tre mesi fa dai progettisti dell’opera e dalla Stretto di Messina, il citato articolo non mette minimamente in discussione il quadro sismotettonico su cui è basato il Progetto Definitivo: al contrario, lo rafforza con nuove osservazioni che verranno certamente incluse nel Progetto Esecutivo, confermando ulteriormente il modello di faglia scelto per il Progetto Definitivo.
Si noti infine che la faglia proposta nel citato articolo come sorgente del terremoto del 1908 è esattamente quella utilizzata nel Progetto Definitivo del 2011, poi aggiornato nel 2024: una faglia presente da molti anni nel database DISS dell’INGV, riferimento ufficiale per la sismogenesi in Italia, basata su studi iniziati nel 1988 e citata centinaia di volte nella letteratura scientifica».